Alberto Moravia 

 

Alberto Moravia

(Alberto Pincherle)
Roma 1907 - 1990
Scrittore italiano

Aforismario

 

Gli indifferenti, 1929


Quando non si è sinceri bisogna fingere, a forza di fingere si finisce per credere; questo è il principio di ogni fede.

 

La romana, 1947


La storia dell'umanità non è che un lungo sbadiglio di noia.  

 

Racconti, 1952


Le amicizie non si scelgono a caso ma secondo le passioni che ci dominano. 

 

Il disprezzo, 1954


Un male incerto provoca inquietudine, perché, in fondo, si spera fino all'ultimo che non sia vero; ma un male sicuro, invece, infonde per qualche tempo una squallida tranquillità. 

 

L'uomo vuole sempre sperare. Anche quando è convinto di essere disperato.

 

Racconti romani, 1954


Quando si agisce è segno che ci si aveva pensato prima: l'azione è come il verde di certe piante che spunta appena sopra la terra, ma provate a tirare e vedrete che radici profonde.  

 

Per una donna i corteggiatori sono come le collane e i braccialetti: ornamenti di cui, se può, preferisce non disfarsi.

 

Si vede che lo sport rende gli uomini cattivi, facendoli parteggiare per il più forte e odiare il più debole. 

 

Vedi, non c'è coraggio e non c'è paura... ci sono soltanto coscienza e incoscienza... la coscienza è paura, l'incoscienza è coraggio. 

 

La ciociara, 1957


Questo è certamente uno dei peggiori effetti della guerra: di rendere insensibili, di indurire il cuore, di ammazzare la pietà.

 

Nuovi racconti romani, 1959


L'invidia è come una palla di gomma che più la spingi sotto e più ti torna a galla. 

 

La disoccupazione è una cosa per il disoccupato e un altra per l'occupato. Per il disoccupato è come una malattia da cui deve guarire al più presto, se no muore; per l'occupato è una malattia che gira e lui deve stare attento a non prenderla se non vuole ammalarsi anche lui. 

 

Le donne sono come i camaleonti, che dove si posano prendono il colore.

 

La noia, 1960


La noia, per me, e propriamente una specie di insufficienza o inadeguatezza o scarsità della realtà.

 

La mia noia potrebbe essere definita una malattia degli oggetti, consistente in un avvizzimento o perdita di vitalità quasi repentina; come a vedere in pochi secondi, per trasformazioni successive e rapidissime, un fiore passare dal boccio all'appassimento e alla polvere.

 

In principio, dunque, era la noia, volgarmente chiamata caos. Iddio, annoiatosi della noia, creò la terra, il cielo, l'acqua, gli animali, le piante, Adamo ed Eva; i quali ultimi, annoiandosi a loro volta del paradiso, mangiarono il frutto proibito. Iddio si annoiò di loro e li cacciò dall'Eden.  

 

I grandi imperi egiziani, babilonesi, persiani, greci e romani sorgevano dalla noia e crollavano nella noia; la noia del paganesimo suscitava il cristianesimo; la noia del cattolicesimo, il protestantesimo; la noia dell'Europa faceva scoprire l'America; la noia del feudalesimo provocava la rivoluzione francese; e quella del capitalismo, la rivoluzione russa.

 

Non il progresso, né l'evoluzione biologica, né il fatto economico, né alcun altro dei motivi che di solito si adducono da parte degli storici delle varie scuole, era la molla della storia, bensì la noia. 

 

Tutte le nostre riflessioni, anche le più razionali, sono originate da un dato oscuro del sentimento. E dei sentimenti non è così facile liberarsi come delle idee: queste vanno e vengono, ma i sentimenti rimangono.

 

Libri di Alberto Moravia

Racconti romaniRacconti romani
Editore Bompiani, 2001

 

Settanta racconti contenenti stralci di vita quotidiana, che descrivono ogni tipo di vicenda che potesse capitare a persone, appartenenti a diverse classi sociali, nel secondo dopo guerra.

 

 

La noiaLa noia
Editore Bompiani, 2001

 

Il protagonista di questo romanzo appartiene a una nobile famiglia romana e vive insieme alla madre. Trascorre il tempo dipingendo ma è assalito dalla noia verso tutto ciò che lo circonda.

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