Alessandro Siani 

 

Alessandro Siani

(Alessandro Esposito)
Napoli 1975
Comico, cabarettista e attore italiano

Aforismario

 

Un napoletano come me..., 2010


«Questo assegno m’è tornato indietro!»
«E si vede che s’è affezionato!»

 

Un ammalato in un ospedale napoletano:
«Dotto’, l’operazione all’appendicite è pericolosa?».
«Non ti preoccupare, solo a uno su mille succede qualcosa…»
«E a che numero stiamo?»

 

Un signore calvo in una farmacia napoletana:
«Dotto’, sto perdendo i capelli, che devo fare?».
«Te ne devi andare, perché mò mò ho finito di scopa’ ’nterra!»

 

Nel centro di Napoli, un tizio stava parlando al telefono mentre era alla guida di un’auto. Un vigile se ne accorse e lo fermò:
«Vi devo fare la multa: state parlando al telefono mentre guidate».
«Non è vero!»
«Che fate, negate? Vuje state parlando al telefono mentre portate ’a machina, v’aggia fa’ ’a multa!»
«Ma quando mai! Mò v’ ’o faccio dicere pure da mia moglie!»
«E addò sta?»
«Mò ve la passo…»

 

I vigili a Napoli sono biodegradabili: appena piovono due gocce di acqua scompaiono. Una volta chiesi timidamente a uno di loro: «Posso lasciare la macchina in seconda fila?».
«Sì, ma appiccia ’e quattro frecce…»
Andai in un negozio e dopo un po’ entrò una persona: «Spustate ’a macchina che avete parcheggiato in seconda fila!».
«Ma io tengo ’e frecce…»
«E io tengo ’a pistola, spostala subito, curnùto!»

 

Non si direbbe che sei napoletano, 2011


Un turista milanese salì a bordo di un taxi a Napoli e chiese: «Mi porti al Duomo». Arrivati al casello autostradale di Caserta, domandò: «Ma è così lontano il Duomo di Napoli?». E il tassista: «Ah, chillo 'e Napule! Scusate, pensavo che volevate turna' a casa...».

 

Quando uno va al Nord piange due volte. La prima quando arriva. La seconda quando se ne va, pecché vede 'a nebbia, vede 'o smog e pensa: "Uah, guagliu' addò so' stato fino a mò?!".

 

A Napoli non siamo come al Nord o in Svizzera. Siamo conosciuti non per le banche, ma per le bancarelle.

 

«Amore, come ti trovi lì al Nord?»
«Mi trovo bene. Certo, ci stanno delle differenze... Anche sulle cose semplici.»
«Per esempio?»
«Per esempio, se uno chiede l'orario. Se lo chiedi a uno del Nord, quello subito te lo dice. Se lo chiedi a Napoli, quello prima di risponderti ti domanda: "Ma pecché, che tieni 'a fa'?"...»

 

Disse il nonno: «Mari', pecché staje guardanno 'a lancetta?».
«P' 'o sfizio e vede' 'na cosa che si alza.»

Non si direbbe che sei napoletanoNon si direbbe che sei napoletano

Istruzioni per l'uso per chi parte dal Sud e arriva al Nord
Autore Alessandro Siani
Editore Mondadori, 2012

"Noi napoletani siamo vittime di pregiudizi: i napoletani fanno tardi, sono scansafatiche, non sono affidabili... Prendiamo un ragazzo napoletano che deve andare in ufficio a Milano alle nove e si sveglia alle sei: "Nun se po' mai sape'...". Scende, trova traffico e arriva tardi. Il capufficio lo redarguisce: "Ecco qua, il solito meridionale!". Dopo aver incassato il primo rimprovero, il ragazzo si mette a lavorare. Per una coincidenza, un collega che sta bevendo un caffè gli dice: "Mi tieni un attimo la tazzina? Devo correre in bagno". Proprio in quel momento chi ripassa? 'O capufficio. Che vedendolo con la tazzina in mano gli dice: "Ragazzo, siamo partiti col piede sbagliato...". E il ragazzo pensa: "Altro che piede, qua si dovrebbe partire cu 'na capata!". La verità sapete qual è? Se uno lavora troppo, i colleghi lo definiscono lecchino. Se lavora poco, è "il solito del Sud che non vuole fare niente". Ma allora: ch'avimma fa'?!" La vita di un meridionale al Nord è un continuo slalom fra luoghi comuni e pregiudizi. In questo libro, il comico napoletano racconta le novità che un emigrante incontra quando decide di trasferirsi al Nord: un percorso fatto di continue scoperte e piacevoli sorprese, che Siani affronta con arguzia e comicità. Caratteristiche - e non è un luogo comune - che fanno del Sud Italia la parte più divertente del nostro Paese.

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