André Gide 

 

André Gide

Parigi 1869 - 1951
Scrittore francese

Aforismario

 

I nutrimenti terrestri


Les Nourritures terrestres, 1897

 

Ogni desiderio mi ha arricchito più che il possesso sempre falso dell'oggetto stesso del mio desiderio.

 

Saggio è colui che si stupisce di tutto.

 

Il presente sarebbe pieno di tutti i futuri, se il passato non vi proiettasse già una storia.

 

L'importanza sia nel tuo sguardo, non nella cosa guardata.

 

Famiglie, vi odio! Focolari chiusi; porte serrate; geloso possesso della felicità.

 

Prometeo male incatenato


Le Prométhée mal enchaîné, 1899

 

Non amo gli uomini; amo ciò che li divora.

 

L'immoralista


L'Immoraliste, 1902

 

Bisogna lasciare la ragione agli altri perché questo li consola del non avere altro.

 

Il futuro toglie incanto all'ora presente più di quanto il presente non tolga l'incanto al passato.

 

Non si può allo stesso tempo essere sinceri e sembrare tali.

 

Meno che a chiunque altro, ciascuno vuole somigliare a se stesso.

 

Non c'è niente che ostacola la felicità quanto il ricordo della felicità.

 

Sapersi liberare non è niente: il difficile è saper essere liberi.

 

Pretesti


Prétextes, 1903

 

Le idee chiare e precise sono le più pericolose, perché allora non si osa più cambiarle; ed è un'anticipazione della morte.

 

La porta stretta


La Porte étroite, 1909

 

Non si avverte la propria catena quando si segue spontaneamente colui che trascina; ma quando si comincia a resistere e a camminare allontanandosi, si soffre molto.

 

Nuovi pretesti


Nouveaux Prétextes, 1911

 

L'arte è sempre il risultato di una costrizione. Credere che si levi tanto più alta quanto più è libera equivale a credere che ciò che trattiene l'aquilone dal salire sia la corda.

 

I sotterranei del Vaticano


Les Caves du Vatican, 1914

 

In questo mondo è importante non avere l'aria di ciò che si è.

 

I falsari


Les Faux-monnayeurs, 1925

 

La crudeltà è il principale attributo di Dio.

 

Chiunque ama veramente rinuncia alla sincerità.

 

Se si potesse recuperare l'intransigenza della gioventù, la cosa che ci indignerebbe maggiormente sarebbe il vedere quello che siamo diventati. (da I falsari)

 

A volte mi sembra che scrivere impedisca di vivere, e che ci si possa esprimere meglio coi fatti che con le parole. (da I falsari)

 

Se il seme non muore


Si le grain ne meurt, 1926

 

Ogni cosa appartiene a chi ne sa godere.

 

Viaggio in Congo


Voyage au Congo, 1927

 

Meno è intelligente il bianco, più gli sembra che sia stupido il negro.

 

I nuovi nutrimenti


Les Nouvelles Nourritures, 1935

 

Conosci te stesso. Massima tanto perniciosa quanto brutta. Chiunque si osservi arresta il proprio sviluppo. Il bruco che cercasse di "conoscersi bene" non diventerebbe mai farfalla.

 

Diario


Journal, 1887-1950 (postumo 1996)

 

La fede solleva le montagne, è vero: delle montagne di assurdità.

 

Non esistono problemi; ci sono soltanto soluzioni. Lo spirito dell'uomo crea il problema dopo. Vede problemi dappertutto.

 

La responsabilità dell'uomo aumenta col diminuire di quella di Dio.

 

Le adolescenze troppo caste fanno le vecchiaie dissolute.

 

Ciò che sfugge alla logica è quanto v'è di più prezioso in noi stessi.

 

Entriamo in un'epoca nella quale il liberalismo diventerà la virtù più sospetta e la meno praticabile.

 

Il nazionalista ha un grande odio e un piccolo amore.

 

L'opera d'arte è l'esagerazione di un'idea.

 

Nel sentimento di un accordo, non di una rivalità, consiste la felicità.

 

Solo nell'avventura alcuni arrivano a conoscersi.

 

L'illogicità irrita. Troppa logica annoia.

 

Da un sillogismo non si può cavare nulla che lo spirito non vi abbia messo in anticipo.

 

L'immoralista - La porta stretta L'immoralista - La porta stretta
Autore André Gide
Traduttore E. Scarpellini; V. Sanna
Editore Garzanti Libri, 2005

"L'immoralista" e "La porta stretta" sono due romanzi di ammirevole fattura stilistica che affrontano, da punti di vista differenti, lo stesso problema: nel primo l'esigenza di autorealizzazione di Michel e il suo nichilismo finiscono per uccidere la giovane moglie; nel secondo, Alissa percorre l'opposta strada della rinuncia e dell'ascesi spirituale fino ad annullarsi nella morte. La contraddizione tra le due opere rispecchia esemplarmente il conflitto interiore di Gide e il loro senso finale sembra essere che tanto l'immoralismo, quanto la virtù conducono alla dannazione dell'aridità.

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