Andrea De Carlo 

 

Andrea De Carlo

Milano 1952
Scrittore italiano

Aforismario

 

Due di due, 1989


Scrivere è un po' come fare i minatori di se stessi: si attinge a quello che si ha dentro e se si è sinceri non si bada al rischio di farsi crollare tutto addosso. È uno dei lavori più pericolosi che ci siano, quando diventa così, ma anche uno dei più eccitanti. (Introduzione)

 

La vita è uno schifo, ma è confortante come continua a migliorare man mano che vai avanti.

 

Possiamo trasformare la vita in una specie d'avventura da libro illustrato, se vogliamo. Non c'è nessun limite a quello che si può inventare, se solo usiamo le risorse che adesso vengono rovesciate per alimentare questo mondo detestabile.

 

La gente è costretta a vivere in luoghi dove non ha più il minimo controllo su quello che mangia e quello che si mette addosso, sullo spazio che occupa. Tutti sono in prestito tutto il tempo, devono comprare quello che gli serve e non gli basta mai, gli sembra di avere sempre bisogno di altro.

 

Giochiamo a fare i rivoluzionari nei nostri piccoli spazi riservati e ci sentiamo pericolosi e importanti e poi alla prima occasione vera torniamo poveri minorenni senza una casa e senza un lavoro e senza soldi, senza la minima possibilità di incidere sulla nostra vita.

 

Magari uno rimpiange di aver perso qualcosa, e l'ha perso solo per trovare di meglio.

 

Quasi tutto quello che viene prodotto dalle industrie serve solo a dare alla gente ragioni di spendere i soldi che guadagna con lavori che non farebbe mai se non dovesse guadagnare.

 

I negozi sono pieni di accessori inutili e giocattoli che si rompono e vestiti che passano di moda, pure calamite messe sotto gli occhi di chi passa per tenere in movimento la macchina, fare entrare energia umana in circolo.

 

Scrivere è un'attività per invalidi compiaciuti che sublimano nei libri la frustrazione di non riuscire a vivere.

 

Tutte le situazioni finiscono, prima o poi, è lo schifo imperfetto della vita.

 

La gente accetta di adattare i propri desideri, farseli snaturare e indirizzare su oggetti, su automobili e vestiti e apparecchi elettronici e giocattoli inutili che servono a far dimenticare cosa è diventato il mondo.

 

Non bisognerebbe mai immaginarsi qualcosa troppo nel dettaglio perché l'immaginazione finisce per mangiarsi tutto il terreno su cui una cosa potrebbe accadere.

 

Tecniche di seduzione, 1991


È incredibile quanto poco durano le cose. Hanno un arco così stretto, e più le conosci più si restringe, più vedi la fine già dall'inizio. Eppure stiamo al gioco ogni volta. Ogni volta ci sforziamo di crederci.

 

Le donne a volte hanno questa tendenza a intanarsi, l'idea di controllare il terreno le rassicura. Ma poi la loro tana è piena di oggetti ed echi di gesti e di telefonate e di pensieri passati, possono dissolvere in pochi minuti qualunque passione.

 

Non è incredibile come quando ti innamori di una donna ti sembra che lei viva d'aria, senza peso e senza fatica, senza nemmeno bisogno di mangiare, alimentata solo dalle sue qualità sorprendenti?

 

Una passione si alimenta di quello che non sai di un'altra persona, molto più che di quello che sai. Se non la conosci e hai qualche buon elemento di partenza ti puoi immaginare qualsiasi cosa. Sovrapponi le tue fantasie alle zone d'ombra, e se ci sono tante zone d'ombra hai ancora più spazio, puoi farci stare dei sogni interi.

 

Il guaio di una passione è che produce molta luce concentrata, è solo questione di tempo prima che rischiari ogni piccolo angolo. E di solito non ci trovi più molto, quando l'ombra si è dissolta.

 

Ci sono casi in cui la ragione o il torto sono quasi inequivocabilmente da una parte, ma sono rari. I motivi si confondono, i torti e le ragioni si incrociano di continuo.

 

Arcodamore, 1993


In Italia la corruzione ce l'abbiamo nel sangue, anche se non ci piace. Siamo cattolici, per la madonna. Pecca e confessa e fatti perdonare e ripecca, e alla fine tutti sono contenti.

 

Uto, 1995


È un lavoro, essere felici. È una costruzione. Devi metterla giù tavola per tavola e chiodo per chiodo, e controllare di continuo che tutto sia a posto, e tenere ben spalato tutto intorno. Ci vuole un sacco di manutenzione.

 

Anche solo per stare insieme tra un uomo e una donna. È un lavoro. All'inizio magari ti sembra proprio il contrario, ti sembra tutto istinto e caso, una specie di dono della fortuna. Più facile e naturale di qualunque altra cosa nella vita. Invece non è facile per niente. Se non cominci a lavorarci subito, va tutto in pezzi prima ancora che tu te ne accorga.

 

Di noi tre, 1997


Mi è sempre sembrato che ci sia una parte di slealtà nella nostalgia, come quando dopo che è successo qualcosa, qualcuno dice "te l'avevo detto" o "lo sapevo", e non è mai vero e non aveva detto e non sapeva niente prima che succedesse.

 

È così patetico affannarsi ad inseguire dati di fatto in trasformazione continua e pretendere di riportarli indietro alla loro origine per dare adesso le risposte che avresti dovuto dare allora. Appena ti riesci a vedere da una minima distanza ti vergogni, invece di farti tanta pena.

 

È ridicolo. Pensiamo di essere i padroni delle nostre vite, e non è vero. Le uniche cose che possiamo controllare sono marginali, rispetto al resto. Ti fa ridere, altro che piangere, se solo riesci a vederti da una minima distanza. Ti fa venire voglia di muoverti, porca miseria, staccarti di dosso tutta questa lacca di autocompassione.

 

Basterebbe avere una specie di autolimitatore di pensieri per stare meglio. Una specie di autolimitatore di sentimenti. Basterebbe non lasciarsi andare proprio a picco nella vita di un'altra persona.

 

L'importante è pensare meno, ricordare e immaginare e aspettare meno. Prendere subito quello che c'è e basta.

 

Uno il senso dovrebbe darlo o toglierlo dentro di sé invece di aspettarsi che qualcosa gli succeda per osmosi da un'immersione in una situazione estrema.

 

Pura vita, 2001


Non puoi volere una zebra e non accettare le sue strisce.

 

I veri nomi, 2002


C'è un limite oltre cui nessuno riesce a restare sospeso nel vuoto senza farsi prendere dal panico.

 

Leielui, 2010


L'aspetto più esilarante del volare senza ali è la sua assoluta semplicità: basta muovere braccia e gambe come per nuotare, solo che ci si muove nell'aria. È facile, non richiede sforzo fisico né mentale, solo un certo grado di focalizzazione. Basta essere convinti di riuscirci, e ci si riesce.

 

Comprare un appartamento è anche un po' comprare la tristezza di chi ci abitava.

 

È dai dubbi che nascono le idee più interessanti.

 

La famiglia è un'istituzione orribile. È un luogo di crimini, riparato dalla legge.

 

Le persone più interessanti sono sempre il frutto di situazioni complicate.

 

L'assenza di difficoltà produce solo cretini.

 

Non esiste una qualità che non abbia un costo. Più bella e rara la qualità, più alto il costo.

 

Le famiglie "minuscoli teatri in cui attori scadenti continuano a mettere in scena la stessa pessima rappresentazione, davanti a spettatori ammanettati alle loro sedie".

 

Lei e lui, lui e lei; l'essenza, la sostanza; la forza inspiegabile e irresistibile che li tiene stretti uno all'altra.

 

Due di dueDue di due
Autore Andrea De Carlo
Editore Bompiani, 2005

Due ragazzi, due modi di essere, la storia dell'amicizia che li unisce e cambia per sempre le loro vite. Pubblicato per la prima volta nel 1989, è diventato un vero e proprio "cult", in cui lettori sempre nuovi continuano a identificarsi con passione.

 

Tecniche di seduzione Tecniche di seduzione
Autore Andrea De Carlo
Editore Bompiani, 2007

Avvicinamento, conquista, possesso: la seduzione, arte di guerra tra le più diaboliche, ha le sue progressioni, le sue tecniche, le sue strategie. Un aspirante romanziere, soffocato dalla routine in un settimanale milanese, incontra uno scrittore di successo che lo convince a trasferirsi a Roma. In una babele di personaggi squallidi e fasulli, uomini e donne dalla morale facilmente adattabile allo scopo da perseguire, il giovane romanziere percorrerà le tappe di una difficile e talvolta dolorosa formazione.

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