Ardengo Soffici 

 

Ardengo Soffici

Rignano sull'Arno 1879 - Forte dei Marmi 1964
Poeta, scrittore, pittore e aforista italiano

Aforismario

 

Giornale di bordo, 1915


L'esperienza e l'amore. − Da quanto mai tempo si dice: − Senza te non potrei vivere, ancorché tante ripetute esperienze ci dimostrino che si può vivere benissimo? 

 

Tutti gli amori finiscono così male che l'atto più profondamente amoroso è forse quello di non farsi amare da colui che amiamo.

 

Ammetto la preghiera come una conversazione esaltata con un proprio io superiore.

 

La sincera modestia è un'ipocrisia da grandi. Bisogna sentirsi ricchi, per confessare la propria miseria.

 

È forse meno difficile essere un genio che trovare chi sia capace di accorgersene.

 

Ottimo servizio da rendere a un amico: − Allontanare da lui con tutti i mezzi possibili ogni occasione di fare il miserabile con noi.

 

La tigna del vicino, se viene sul nostro capo la chiameremo forfora.

 

C'è della gente così ricca di realtà che nega tutto, sicura di non restar mai vuota. Poiché essa stessa è una vivente affermazione.

 

Il riso abbonda nella bocca degli intelligenti; quella degli imbecilli è piena di parole serissime.

 

L'eroe antico era quello che affrontava la morte: l'eroe moderno è colui che accetta la vita.

 

L'amore? La più bella occasione per ripetere con entusiasmo dei luoghi comuni.

 

È seccante che le mogli si accorgano sempre dei difetti dei loro mariti soltanto quando hanno già un'amante.

 

Taccuino di Arno Borghi, 1933


Il pensiero è disfattista; se non è quello dei grandissimi filosofi; ma allora è poesia.

 

I due odori più buoni e più santi son quelli del pane caldo e della terra bagnata dalla pioggia.

 

Ogni vero artista, per creare efficacemente, ha bisogno di credersi più grande di tutti i suoi compagni viventi. Ma non deve dirlo. Neanche a se stesso.

 

I grandi artisti prendon coraggio alla vista delle grandi opere, e si disanimano a quella delle cattive e pessime.

I mediocri e i pessimi, il contrario.

 

Una civiltà senza arti sarebbe una vasta azienda, e la sua storia un bilancio.

 

Certa civiltà moderna potrebbe esser detta: la civiltà dello sciacquone.

 

Questa nostra epoca difetta di stile perchè difetta di unità spirituale. Qui sta la tragedia del nostro tempo rispetto ad altri della storia più felici.

 

La bellezza è il genio della donna: e la sua morale.

 

La vita non è filosofica: l'oggi trascorre, e domani il sole si leva anche se io nego la realtà dello spazio e del tempo.

 

Memento. Non una metafisica, ma un'iperfisica.

 

Non c'è migliore ottimista di chi si frega di tutto.

 

Libri di Ardengo Soffici

Giornale di bordoGiornale di bordo

Editore: Vallecchi, Firenze, 1948

(Quinta edizione - Fuori catalogo)

Valutazione Aforismario: Libro consigliato (Aforismario)

 

Ogni volta che pigli la penna in mano tu ti prepari a far della letteratura, tranne quando tu la prendi per scrivere alla tua amante − se sei un uomo −. Il tuo libro, tu lo sai, dovrebbe essere scritto con lo stesso stile di quelle lettere; ma tutti ti accuserebbero di non rispettare l'arte.

 

Taccuino di Arno BorghiTaccuino di Arno Borghi

Editore: Vallecchi, Firenze, 1942

(Seconda edizione - Fuori catalogo)

Valutazione Aforismario: Libro per soli appassionati (Aforismario)

 

Tutto ciò che è del genio è sacro. I ritagli, le briciole, gli spurghi e resti, gli aborti. Posto che Dante o Leopardi avessero scritto in un momento oscuro della loro vita geniale qualche inezia o stupidità, le loro inezie e stupidità non sarebbero quelle del letterato O., P., M.; ma ancora dantesche o leopardiane. Come quelli della seta, che son pur sempre seta: cascami aurei del loro genio. Il genio consiste nel dar la chiave della propria grandezza, alla quale va poi accordato tutto quanto uno fa, pensa o scrive. Ciò spiega il fervore col quale un amatore d'ingegno o di gusto fa tesoro anche dello sgorbio di un sommo artista, della nota insulsa di un eccellente poeta.

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