Benito Mussolini 

 

 Benito Mussolini

Predappio 1883 - Giulino di Mezzegra 1945
Politico e dittatore italiano fondatore del fascismo

Scritti e discorsi, 1914-1939

Aforismario

 

Le mie parole vengono dopo i fatti.

 

Regimi democratici possono essere definiti quelli nei quali, di tanto in tanto, si dà al popolo l'illusione di essere sovrano.

 

Al popolo non resta che un monosillabo per affermare e obbedire. La sovranità gli viene lasciata solo quando è innocua o è reputata tale, cioè nei momenti di ordinaria amministrazione.

 

Quando mancasse il consenso, c'è la forza.

 

Pochi sono coloro – eroi o santi – che sacrificano il proprio io sull'altare dello Stato. Tutti gli altri sono in stato di rivolta potenziale contro lo Stato.

 

Non esaltiamo la guerra per la guerra, come non esaltiamo la pace per la pace.

 

Non possiamo accettare la morale umanitaria, la morale tolstoiana, la morale degli schiavi. Noi, in tempi di guerra, adottiamo la formula socratica: superare nel bene gli amici, superare nel male i nemici.

 

Solo la guerra porta al massimo di tensione tutte le energie umane e imprime un sigillo di nobiltà ai popoli che hanno la virtù di affrontarla.

 

La guerra sta all'uomo, come la maternità alla donna.

 

Non bisogna essere preparati alla guerra domani, ma oggi.

 

Il Fascismo non conosce idoli, non adora feticci: è già passato e, se sarà necessario, tornerà ancora tranquillamente a passare sul corpo più o meno decomposto della Dea Libertà.

 

Quando spara il cannone è veramente la voce della Patria che tuona.

 

Il credo del fascista è l'eroismo, quello del borghese l'egoismo.

 

È l'aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende. E il vomere e la lama sono entrambi di acciaio temprato come la fede dei nostri cuori.

 

I popoli che non amano portare le proprie armi finiscono per portare le armi degli altri.

 

Per noi fascisti le frontiere, tutte le frontiere, sono sacre. Non si discutono: si difendono.

 

Più che guardare al passato siamo sempre intenti verso il futuro.

 

La giustizia senza la forza sarebbe una parola priva di significato.

 

Per il Fascismo la tendenza all'impero, cioè all'espansione delle nazioni, è una manifestazione di vitalità; il suo contrario, o il piede di casa, è un segno di decadenza.

 

Popoli che sorgono o risorgono sono imperialisti, popoli che muoiono sono rinunciatari.

 

Le fedi che sorgono sono necessariamente intransigenti, mentre sono transigentissime le fedi che declinano e muoiono.

 

La libertà non è un fine; è un mezzo.

 

La libertà senza ordine e senza disciplina significa dissoluzione e catastrofe.

 

La libertà non è un diritto: è un dovere. Non è una elargizione: è una conquista. Non è una uguaglianza: è un privilegio.

 

La lotta è l'origine di tutte le cose perché la vita è tutta piena di contrasti.

 

Rinunziare alla lotta significa rinunciare alla vita. 

 

Chi non è con noi è contro di noi.

 

Chi si ferma è perduto.

 

Fermarsi significa retrocedere.

 

O l'amicizia preziosa o l'ostilità durissima.

 

O Fascismo o antifascismo.

 

Si tiene duro e si dura.

 

Vivere è la lotta, il rischio, la tenacia.

 

Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi, se mi uccidono vendicatemi. (Citazioni errate).

 

DuxDux

Benito Mussolini: una biografia per immagini
Autore Pasquale Chessa
Editore Mondadori, 2008

Il fascismo fu vera dittatura, ma anche, se non una farsa, certamente un grande spettacolo. E Mussolini ne fu il regista unico: regista di se stesso e del suo pubblico. Molto più del cinema, dell'arte figurativa o dell'architettura, la fotografia, al pari della parola, è stata il principale veicolo del consumo totalitario. Con essa l'immagine del duce diventa personale, portatile, trasferibile, riproducibile e collezionabile.

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