Cesarina Vighy 

 

Cesarina Vighy

Venezia 1936 - Roma 2010
Scrittrice italiana

Aforismario

 

L'ultima estate, 2009


La cosa più stupida da dire a un malato è che lo si trova molto bene, che è una fissazione, che tutti stanno un po’ giù ecc. La cosa più triste, invece, è quando non te lo dicono più, anzi non sanno bene che dire.

 

Più si cresce, meno si capisce: solo lampi nel buio, brandelli di realtà, stracci di verità strappati coi denti.

 

La guerra, fra i suoi pochissimi pregi, ha quello di rendere più intelligenti le persone in pericolo.

 

Per chi li ama i libri sono come figli, riconoscibili fra mille copie ingannevolmente uguali, “pezzi ’e core”.

 

Terribili i bugiardi in buona fede, e pericolosi, convinti come sono che ogni loro castello in aria sia fatto in realtà di solida muratura.

 

Per le persone che hanno il gusto della solitudine, essere in un luogo in cui nessuno può collocarti precisamente è una gioia rara: forse sta tutto lì anche il piacere dei viaggi.

 

Anni di quiete che si potrebbero chiamare anni felici se solo sapessimo, mentre la si vive, che quella è la felicità.

 

In amore, o tutto o niente.

 

La curiosità è il motore dell’intelligenza, è una robusta stampella con cui sorreggersi, è la porta aperta sulla vita.

 

Fatevi venire o, se lo avete già, coltivate il senso dell’umorismo. C’è tanto da ridere al mondo.

 

Scendo. Buon proseguimento, 2010


I luoghi comuni sono spesso comuni verità.

 

In Italia le donne lavorano (eccome!) ma sono ancora lontane dal prestigio, potere e relativo stipendio assegnati di preferenza agli uomini. 

 

La malattia, cronica e degenerativa, ti dà pure qualcosa: sai distinguere ciò che è importante da ciò che non lo è, sei più sensibile al dolore del mondo, più “intelligente”. Ma non è un grand’affare. 

 

Non spaventarti: i lupi sono solo cani che hanno fame. 

 

Per legge di natura, nessuno è attratto dalle persone di cattivo umore, tanto bisognose di gentilezza e di coccole, riservate invece, e senza nessuna cattiva intenzione, a creature positive, cui non sarebbero così necessarie. 

 

Com’è facile dar consigli, eh? Soprattutto su cose che noi non siamo riusciti a fare. 

 

Tutti i poeti sono mistici, perché hanno a disposizione la terra e il cielo con cui giocare e una religione da officiare: quella, appunto, della poesia.

 

Libri di Cesarina Vighy

L'ultima estateL'ultima estate
Editore Fazi, 2009

Premio Campiello Opera Prima 2009. Da dove arriva la voce di Zeta? Apparentemente dal luogo più inabitabile e muto: la malattia, in quel punto estremo che toglie possibilità, respiro, futuro. Ma è solo apparenza: questa voce proviene dal nucleo più irriducibile e infuocato della vita. Che non tace, non cessa di guardare e amare. E anzi, comincia qualcosa: a scrivere. Con una lingua nitida, feroce, mai retorica, attraversata da una vena di sarcasmo che non concede nulla alla pietas, questo romanzo d'esordio scritto a settant'anni affronta il più evitato degli argomenti: la sofferenza. Mai, lungo queste pagine, si può dimenticare che l'autrice è malata, gravemente. Però basta uno spiraglio della finestra in cucina a far entrare un platano o un merlo.

 

Scendo. Buon proseguimentoScendo. Buon proseguimento
Editore Fazi, 2010

"Anche il linguaggio, soprattutto quand'è quello di una madre che scrive alla figlia, sa fare carezze e diventare affettuoso, talora così tenero da condurre alla commozione". Così, nel suo testo d'apertura, Vito Mancuso introduce questo libro insolito, intimo, curioso, una sorta di romanzo epistolare, testamento spirituale di una donna che, pur vicina alla fine, fa dell'ironia la sua forza e la sua ancora di salvezza.

Citazioni riprodotte per gentile concessione della Fazi Editore

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