Charles Darwin 

Charles Darwin

Shrewsbury 1809 - Londra 1882
Naturalista, biologo e geologo britannico

L'origine delle specie

per mezzo della selezione naturale

The Origin of Species, 1859

Aforismario

 

Quando si riflette sul problema dell'origine delle specie, considerando i mutui rapporti d'affinità degli esseri organizzati, le loro relazioni embrionali, la loro distribuzione geografica, la successione geologica e altri fatti analoghi, si può concludere che ogni specie non è stata creata indipendentemente dalle altre, bensì discende, come le varietà, da altre specie.

 

Siccome gli individui d'ogni specie che nascono sono di numero assai maggiore di quelli che possono vivere, e perciò deve rinnovarsi la lotta fra i medesimi per l'esistenza, ne segue che se qualche essere varia anche leggermente, in un modo a lui profittevole, sotto circostanze di vita complesse e spesso variabili, egli avrà maggior probabilità di durata e quindi potrà essere eletto naturalmente. Inoltre, secondo le severe leggi dell'eredità, tale varietà eletta tenderà continuamente a propagare la sua forma nuova e modificata. 

 

Sono pienamente convinto che le specie non sono immutabili; ma che tutte quelle che appartengono a ciò che chiamasi lo stesso genere, sono la posterità diretta di qualche altra specie generalmente estinta.

 

Generalmente gli esseri organici sono tanto meravigliosamente adatti alle loro condizioni di esistenza da sembrare improbabile che ogni parte di essi sia stata improvvisamente formata nella sua intera perfezione, come una macchina complicata non potrebbe essere stata inventata dall'uomo con tutti i suoi perfezionamenti.

 

Dove si formarono molte specie di un genere per mezzo della variazione, vuol dire che le circostanze hanno favorito la variabilità; e se ne può dedurre con fondamento che in generale esse continueranno ancora ad essere loro favorevoli.

 

Ogni variazione, per piccola che sia e da qualsiasi cagione provenga, purché sia in qualche parte vantaggiosa all'individuo di una specie, contribuirà nelle sue relazioni infinitamente complesse cogli altri esseri organizzati e colle fisiche condizioni della vita alla conservazione di quest'individuo, e in generale si trasmetterà alla sua discendenza.

 

Fra i molti individui d'ogni specie che nascono periodicamente, pochi soltanto rimangono in vita. Io chiamo selezione naturale il principio, per il quale così conservasi ogni leggera variazione, quando sia utile.

 

Noi vediamo l'aspetto della natura brillare di prosperità, e vi ravvisiamo una sovrabbondanza di nutrimento; noi dimentichiamo che la maggior parte di tanti uccelli che cantano intorno a noi, vivono solo d'insetti o di sementi, e per conseguenza distruggono continuamente altri esseri viventi.

 

Nascendo un numero d'individui superiore a quello che può vivere, deve certamente esistere una seria lotta per l'esistenza, sia fra gli individui della medesima specie, sia fra quelli di specie diverse, oppure contro le condizioni fisiche della vita.

L'origine delle specieL'origine delle specie
Selezione naturale e lotta per l'esistenza
Autore Charles Darwin
Traduttore L. Fratini
Editore Bollati Boringhieri, 1967

Dal punto di vista strettamente biologico, dopo Darwin una classificazione delle specie alla maniera arcaica, bisognosa dell'ipotesi creazionistica, non può più essere accolta. Tutto questo è indipendente dalla "plausibilità" delle tesi darwiniane. La ragione più importante è che con Darwin si ebbero per la prima volta gli schemi per unificare i vari campi della "storia naturale" sulla base di un'ipotesi suscettibile di infiniti perfezionamenti. L'evoluzionismo darwiniano, cioè la considerazione storica della natura, è un acquisto irreversibile della cultura, la cui "verità" rimarrebbe intatta anche se tutte le particolari teorie escogitate da Darwin per giustificare la sua intuizione centrale risultassero infondate o false.

Traduzione di Giovanni Canestrini, 1864

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