Che Guevara 

 

Che Guevara

(Ernesto Guevara de la Serna)
Rosario 1928 - La Higuera 1967
Rivoluzionario, guerrigliero, scrittore e medico argentino

Aforismario

 

Non sono Cristo né un filantropo, io sono tutto il contrario di un Cristo [...]; io combatto per le cose in cui credo con tutte le armi a mia disposizione e cerco di lasciare morto l'altro, invece di lasciarmi mettere in croce o in qualsiasi altro luogo.  

 

Io non sono un liberatore: i liberatori non esistono. Sono i popoli che si liberano da sé. 

 

Non possiamo essere certi di avere qualcosa per cui valga la pena vivere se non siamo disposti a morire per essa. 

 

Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo. È la qualità più bella di un rivoluzionario.  

 

Bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza. 

 

Ha più valore, un milione di volte, la vita di un solo essere umano che tutte le proprietà dell'uomo più ricco della terra.

 

La rivoluzione non è una mela che cade quando è matura. Devi farla cadere. 

 

Il guerrigliero è un riformatore sociale, che prende le armi rispondendo alla protesta carica d'ira del popolo contro i suoi oppressori, e lotta per mutare il regime sociale che mantiene nell'umiliazione e nella miseria tutti i suoi fratelli disarmati.

 

Il desiderio di sacrificare una vita intera al più nobile degli ideali non serve a nulla se si agisce da soli.

 

Molto più importante di una buona remunerazione è l'orgoglio di servire il prossimo.

 

Molto più decisivo e molto più durevole di tutto l'oro che si può accumulare è la gratitudine di un popolo. 

 

In una rivoluzione, se è vera, si vince o si muore.  

 

Siamo realisti, esigiamo l'impossibile. 

 

Se fremi d'indignazione ogni qualvolta si commette un'ingiustizia, allora sei un mio compagno. 

 

Fino alla vittoria sempre (Hasta la victoria siempre).

 

Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso. (attribuito - vedi: Citazioni errate

Condividi  

Diario del Che in BoliviaDiario del Che in Bolivia
Autore Ernesto Guevara
Traduttore A. Morino
Editore Mondadori, 2007

Il 7 novembre 1966 Ernesto Guevara giunge nella Sierra andina, in Bolivia, e alla testa di un gruppo di quaranta uomini inizia un'ambiziosa operazione: creare nuclei di guerriglia in tutto il Sudamerica che dovrebbero indurre i contadini a ribellarsi. Da quel giorno, per undici mesi, fino al 7 ottobre 1967 (due giorni prima della morte), tiene un diario che, ritrovato nel suo zaino e pubblicato nel 1968, ha contribuito alla nascita del mito del Che, e resta un importante documento, non solo per la cruda registrazione della vita del guerrigliero, dei suoi sogni e della sua disillusione. Rivivono infatti in queste pagine il coraggio, la determinazione, la coerenza di chi sa battersi per una causa giusta. O forse per un'utopia necessaria.

Foto: Guerrillero Heroico (Ernesto Che Guevara),

Alberto Korda, L'Avana, 1960

Indice Autori - Home Page - Avvertenze - Contatti - Torna su