Aforismario 

Decimo Giunio Giovenale

Aquino 60 ca. - Roma 140 ca.
Poeta latino

Satire, II sec.

Aforismario

 

L'onestà è lodata da tutti, ma intanto muore di fame.

 

Spesso si è indulgenti nei confronti dei corvi e si condannano le colombe.

 

L'aspetto più atroce della povertà è costituito dal fatto che rende ridicoli.

 

Non è facile emergere per coloro ai cui meriti è di ostacolo la scarsezza dei mezzi.

 

Quello di essere poveri e di voler vivere da ricchi è un vizio molto diffuso.

 

A Roma tutte le cose hanno un prezzo.

 

Far cigolare i letti altrui è un'abitudine che si perde nella notte dei tempi.

 

Chi sorveglierà i sorveglianti?

 

Il popolino ormai chiede a gran voce solo due cose: pane e divertimenti.

 

Solo la morte rivela quale misera cosa siano i corpi degli uomini.

 

I giovani sono tutti diversi tra loro; i vecchi, invece, si assomigliano tutti.

 

Niente è più temibile di una donna che ha subìto l'onta di essere respinta.

 

Se vuoi gustare veramente un piacere, conceditelo di rado.

 

La pena più tremenda è portare in cuore, notte e giorno, il testimone delle proprie colpe.

 

L'avaro è senz'altro un pazzo: che senso ha, infatti, vivere da povero per morire da ricco?

 

L'odore dei soldi è buono, qualunque sia la loro provenienza.

 

Felice è solo colui che non desidera nulla. 

SatireSatire

Testo latino a fronte
Autore Decimo Giunio Giovenale
Editore BUR Biblioteca Universale Rizzoli, 1976

Speculatori arricchiti, delatori, matrone dalle voglie insaziabili, scrocconi: questa è la Roma imperiale al massimo della sua potenza, secondo Giovenale. Un ritratto violento, implacabile nello svelare gli aspetti più meschini di una società opulenta e viziosa, la cui aristocratica grandezza era solo un nostalgico ricordo del passato. Trasferitosi a Roma da Aquino in cerca di fortuna come avvocato e retore, Giovenale dovette presto abbandonare i suoi sogni di gloria per accontentarsi di una vita e di una posizione mediocre. Qui si trovò relegato ai margini di quella brillante società che aveva deciso di conquistare e di cui, con l’animo gonfio di amarezza, divenne il cronista spietato con una forza che spesso trascende il mondo storico cui si è ispirata per toccare la realtà senza tempo della natura umana.

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