Edmond Rostand 

Edmond Rostand

Marsiglia 1868 - Parigi 1918
Poeta e drammaturgo francese

"No, grazie"

Cyrano de Bergerac, 1897 - Atto II, Scena VIII

Aforismario

 

LE BRET

Se tu mettessi un po' da parte il tuo animo da moschettiere,

La fortuna e la gloria...

 

CYRANO

E cosa dovrei fare?

Cercarmi un protettore? Prendermi un padrone?

E come un'edera oscura che avvolge un tronco

E se ne fa un tutore leccandone la scorza,

Arrampicarmi con astuzia invece di salir con forza?

No, grazie. Dedicare, come fanno tutti,

Dei versi ai finanzieri? trasformarmi in un buffone

Nella vile speranza di vedere, sulle labbra d'un ministro,

Infine nascere un sorriso che non sia sinistro?

No, grazie. Ingoiare, ogni giorno, un rospo?

Avere un ventre consumato dalle marce? una pelle

che presto s'insudicia alle ginocchia?

Eseguire prodigi di agilità dorsale?

No, grazie. Da un lato accarezzar la capra

Mentre, dall'altro, si annaffia il cavolo,

E donator di sena per desiderio di rabarbaro,

Aver sempre un incensiere sotto qualche barba?

No, grazie! Passare di girone in girone,

Diventare un piccolo grande uomo in una cerchia,

E navigare, con per remi dei madrigali,

E nelle proprie vele sospiri di vecchie dame?

No, grazie! Presso un buon editore di Sercy

Far pubblicare i propri versi a pagamento? No, grazie!

Andare a farsi nominare papa dai concili

Che degli imbecilli tengono nelle osterie?

No, grazie! Faticare per farsi un nome

Su un sonetto, invece di farne degli altri? No,

Grazie! Trovare del talento negli incapaci?

Essere terrorizzato da vaghe gazzette,

E dirsi senza posa: "Oh, purché io sia

Sulle piccole riviste del Mercure François?"...

No, grazie! Calcolare, aver paura, impallidire,

Preferire fare una visita anziché un poema,

Redigere delle suppliche, farsi presentare?

No, grazie! no, grazie! no, grazie! Ma... cantare,

Sognare, ridere, muoversi, star soli, essere liberi,

Avere l'occhio attento, la voce che vibra,

Mettersi, quando piaccia, il feltro di traverso,

Per un sì, per un no, battersi, − o fare un verso!

Lavorare senza curarsi di gloria o di fortuna,

Al tale viaggio, al quale si pensa, sulla luna!

Non scrivere mai nulla che non nasca da sé,

E inoltre, con modestia, dirsi: ragazzo mio,

Sii pago dei fiori, dei frutti, finanche delle foglie,

Se è nel tuo giardino, in te, che li cogli!

Poi, se per caso arriva un po' di trionfo,

Non essere obbligati di rendere qualcosa a Cesare,

Faccia a faccia con sé stessi tenersi il merito,

In breve, disdegnando d'essere l'edera parassita,

Anche se non si è quercia o tiglio,

Salire non molto in alto, forse, ma da solo.

 

Traduzione dal francese di Giovanni Soriano

Cyrano de BergeracCyrano de Bergerac
Autore Edmond Rostand

Curatore Franck C. Bigliosi
Editore Feltrinelli, 2009

L'opera teatrale Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand è ispirata alla figura storicamente esistita dello scrittore secentesco Savinien Cyrano de Bergerac. Si tratta di una commedia in cinque atti che narra le gesta dell'estroso e umorale spadaccino guascone, veloce di spada quanto di parola, nonché dotato di un enorme naso. Un autentico eroe romantico, dal carattere fiero e temerario, mai disposto al compromesso, che sotto la scorza burbera e la spavalderia verso i nemici nasconde del sentimento autentico.

Indice Autori - Home Page - Avvertenze - Contatti - Torna su