Elsa Morante 

 

Elsa Morante

Roma 1912 - 1985
Scrittrice, saggista e poetessa italiana

Aforismario

 

La storia, 1947


Come già tutti i secoli e millenni che l'hanno preceduto sulla terra, anche il nuovo secolo si regola sul noto principio immobile della dinamica storica: "agli uni il potere, e agli altri la servitù".

 

La Storia, si capisce, è tutta un'oscenità fin dal principio.

 

La camera a gas è l'unico punto di carità, nel campo di concentramento.

 

I morti, se ne fa un conto approssimativo, e poi vanno in archivio: pratiche estinte! Per le ricorrenze, dei signori in tight portano una corona al milite ignoto...

 

Si sa che la fabbrica dei sogni spesso interra le sue fondamenta fra i tritumi della veglia o del passato.

 

Menzogna e sortilegio, 1948


Io non cerco il perdono e non spero nell’altrui simpatia. Ciò ch’io voglio, è soltanto la mia propria sincerità.

 

La coscienza d’un potere illimitato, come tutti sanno, può svegliare il gusto della crudeltà nei sovrani meno crudeli.

 

Chi fugge per amore non può trovar quiete nella solitudine.

 

La curiosità, che non di rado ci attira il prossimo piú della compassione.

 

L'isola di Arturo, 1957


L'amore delle femmine è un malaugurio, le femmine non sanno amare.

 

Dalle altre femmine, un o può salvarsi, può scoraggiare il loro "amore"; ma dalla madre chi ti salva? Essa ha il vizio della santità... non si sazia mai di espiare la colpa di averti fatto, e, finché è viva, non ti lascia vivere, col suo amore.

 

È un inferno essere amati da chi non ama né la felicità, né la vita, né se stesso, ma soltanto te.

 

La fortuna non può impicciarsi con la miseria, così va la legge di natura!

 

Nessun affetto nella vita uguaglia quello della madre.

 

L'intenzione delle femmine è di degradare la vita. È questo, che ha voluto dire la leggenda degli Ebrei, raccontando la cacciata dal Paradiso terrestre per volontà di una femmina.

 

Il sacrificio è la sola, vera perversione umana.

 

Una speranza, a volte, indebolisce le coscienze, come un vizio.

 

Vivere senza nessun mestiere è la miglior cosa: magari accontentarsi di mangiare pane solo, purché non sia guadagnato.

 

Il lavoro non è per gli uomini, è per i ciucciarielli. Anche una fatica, magari, può dar gusto qualche volta, purché non sia un lavoro. Una fatica oziosa può riuscire utile e simpatica, ma il lavoro, invece, è una cosa inutile, e mortifica la fantasia.

 

L'amore vero è così: non ha nessuno scopo e nessuna ragione, e non si sottomette a nessun potere fuorché alla grazia umana.

 

C'è un mucchio di gente, che, appena nasce, si prende paura, e rimane sempre con la paura di tutte le cose!

 

A uno non basta la contentezza di essere un valoroso, se tutti quanti gli altri non sono uguali a lui, e non si può fare amicizia.

 

Aracoeli, 1982


Si direbbe, in realtà, all'epilogo di certi destini, che noi stessi, per una nostra legge organica, fin dall'inizio, insieme con la vita, abbiamo scelto anche il modo della nostra morte.

 

È strano come l'eternità si lasci captare piuttosto in un segmento effimero che in una continuità estesa.

 

Raramente ci si guarda, con se stessi, negli occhi, e pare che in certi casi questo valga per un esercizio estremo.

 

Pare facile, conoscere perché si piange. Ma in realtà, chi volesse, potendo, esaminare il «seme del pianto» (o di simili moti «manifesti») si perderebbe − io temo − in un'analisi oscura e confusa, negata a ogni formula chimica.

 

Libri di Elsa Morante

La storiaLa storia
Editore Einaudi, 2005

A questo romanzo Elsa Morante consegna la massima esperienza della sua vita "dentro la Storia" quasi a spiegamento totale di tutte le sue precedenti esperienze narrative. La Storia, che si svolge a Roma durante e dopo la seconda guerra mondiale, vorrebbe parlare in un linguaggio comune e accessibile a tutti.

 

L'isola di ArturoL'isola di Arturo
Editore Einaudi, 2005

Il romanzo è un'esplorazione attenta della prima realtà verso le sorgenti non inquinate della vita. L'isola nativa rappresenta una felice reclusione originaria e, insieme, la tentazione delle terre ignote. L'isola, dunque, è il punto di una scelta e a tale scelta finale, attraverso le varie prove necessarie, si prepara qui, nella sua isola, l'eroe ragazzo-Arturo. E' una scelta rischiosa perché non si dà uscita dall'isola senza la traversata del mare materno; come dire il passaggio dalla preistoria infantile verso la storia e la coscienza.

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