Émilie du Châtelet 

Émilie du Châtelet

(Gabrielle Émilie Le Tonnelier de Breteuil)

Parigi 1706 - Lunéville 1749
Matematica, fisica e scrittrice francese

Discorso sulla felicità

Discours sur le bonheur, 1779

Aforismario

 

Si crede comunemente che sia difficile essere felici, e ci sono molte ragioni per crederlo, ma sarebbe più facile esserlo se gli uomini facessero precedere le loro azioni dalla riflessione e da una progettualità.

 

Per essere felici dobbiamo sconfiggere i pregiudizi, essere virtuosi, stare bene in salute, avere dei desideri e delle passioni ed essere sensibili alle illusioni, perché da esse traiamo la maggior parte dei nostri piaceri, e infelice è colui che le perde.

 

I moralisti che raccomandano agli uomini di soffocare le passioni e di dominare i desideri per essere felici, non conoscono affatto il cammino della felicità.

 

Si è felici soltanto quando i piaceri e le passioni sono soddisfatti; le passioni, però, non sempre procurano la felicità e, allora, dobbiamo contentarci dei piaceri.

 

È indispensabile essere virtuosi perché non si può essere viziosi e felici.

 

Si deve decidere bene ciò che si vuol essere e ciò che si vuol fare, ma questa chiarezza purtroppo manca a tantissimi uomini. Invece è la condizione primaria per essere felici.

 

Amare ciò che si ha, saperne gioire, godere dei privilegi del proprio stato, non invidiare coloro che ci sembrano più felici di noi, applicarsi per perfezionare noi stessi e per ricavare i maggiori vantaggi dai nostri comportamenti, è tutto quello che chiamo felicità.

 

La nostra felicità non dipende soltanto dalle gioie attuali ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro.

 

Uno dei grandi segreti della felicità è moderare i desideri e amare ciò che già si possiede.

 

L'uomo più felice è colui che non vuole cambiare il proprio stato.

 

Ogni età ha la felicità che le è propria: quella della maturità è la più difficile da provare.

 

Per conservare a lungo l'amore del proprio amante è indispensabile che la speranza e il timore siano sempre presenti.

 

Esiste, forse, un sentimento più illusorio dell'amore?

 

Si conosce di più l'amore attraverso l'infelicità che procura che per la felicità, spesso misteriosa, che diffonde nella vita degli uomini.

 

Le donne sciocche seguono la moda, le pretenziose l'esagerano; ma le donne di buon gusto vengono a patti con essa.

Discorso sulla felicitàDiscorso sulla felicità
Madame du Châtelet
A cura di Maria Cristina Leuzzi

Editore Sellerio, 1992

 

 Gabrielle-Émilie de Breteuil, sposata marchesa du Châtelet, nacque a Parigi nel 1706 e morì a Lunéville nel 1749. Madame du Châtelet («Madame Pompon-Newton» la chiamava Voltaire, per i fronzoli di cui si ornava e per l'instancabile amore alla fisica, alla matematica, all'opera di Newton) fu la prima traduttrice in Francia dell'opera di Newton; per molti anni compagna di Voltaire, studiosa di Locke, isolata nel mondo delle dame di Francia.

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