Esiodo 

 

Esiodo

Cuma o Ascra VIII secolo a.e.c. - VII secolo a.e.c.
Poeta greco

Le opere e i giorni, VIII sec. a.e.c.

Aforismario

 

Il lavoro non è vergogna; è l'ozio vergogna; se tu lavori, presto ti invidierà chi è senza lavoro mentre arricchisci; perché chi è ricco ha successo e benessere.

 

Disgrazia è avere un cattivo vicino, quanto, se buono, è grande vantaggio.

 

Il dare è bene, il rubare è un male e porta la morte; perché uomo che dà di buon grado, anche se molto, è felice del dono e nel suo cuore gioisce; colui che invece prende, seguendo impudenza, anche se poco, questo raggela il suo cuore.

 

Il vasaio ce l'ha con il vasaio e l'artigiano con l'artigiano, il mendico invidia il mendico e il poeta il poeta.

 

Stolti sono coloro che non sanno che la metà spesso vale più del tutto.

 

La fame è ospite fissa nella casa dell'uomo pigro.

 

Ama chi ti ama, frequenta chi cerca la tua compagnia, offri doni a chi ti offre doni e a chi niente ti dà non dare niente.

 

Il poco è poco, ma se aggiungi il poco al poco e lo fai di frequente, presto il poco diventerà molto.

 

Quando parli di affari con tuo fratello, sii gentile, ma bada di avere sempre un testimone.

 

Chi si fida delle donne può fidarsi anche dei ladri.

 

Una giornata a volte è matrigna, a volte è madre.

 

Opere e giorniOpere e giorni
Testo greco a fronte
Autore Esiodo
Curatore G. Arrighetti

Editore Garzanti Libri, 2008

Esiodo, il più antico scrittore di cui si abbiano notizie storiche, trascorse la vita nel podere lasciatogli dal padre in Beozia, trovando proprio nel lavoro la principale ispirazione per la sua vocazione di poeta. "Opere e giorni", infatti, è un poemetto didascalico che raccoglie norme per l'agricoltura e la navigazione e tratta i problemi della convivenza e della vera giustizia. È dunque una ricchissima fonte di informazioni sulle condizioni di vita nella Grecia arcaica, ma è soprattutto un "poema sul destino dell'uomo", perché attraverso miti, favole e insegnamenti Esiodo dimostra il fondamento etico e religioso del lavoro, unico strumento che riscatta l'uomo dalla condizione ferma e gli permette di vivere dignitosamente in armonia con il cielo.

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