Eugenio Scalfari 

 

Eugenio Scalfari

Civitavecchia 1924
Giornalista, scrittore e politico italiano

Aforismario

 

Incontro con Io, 1994


Il viaggio è la nostra dimensione naturale, posto che viviamo immersi nel tempo e nello spazio. Viaggiamo sempre e comunque, sia che ci si muova su e giù per il mondo, sia che si resti immobili nel proprio letto, che la mente pensi o che giaccia addormentata e dimentica, poiché a un certo momento si sveglierà.

 

Viaggiamo perché altro non ci è dato di fare; è il tempo che ci trasporta casualmente, ci fa scoprire nuovi Eldoradi e incappare in paurose Cariddi. Ma quando quel percorso si svolge dentro di noi, allora le scoperte e le avventure, le persone e i fantasmi sono ancora più sconvolgenti perché è nostra la storia che andiamo ricostruendo e di cui con fatica e tremore dipaniamo il filo.

 

Sento parlare di bisogni primari e li sento elencare: cibo, sesso, vesti, riparo. Ma niente è più sbagliato di un elenco del genere. Il solo, unico bisogno primario è quello di autoammirarsi; esso per di più non si sazia mai né si estingue neppure per un attimo.

 

Noi ci siamo separati dalla natura. Il nostro cervello ci ha collocato in una condizione di consapevolezza individuale che ha irrimediabilmente vulnerato le nostre radici di naturalità. Di qui l'infelicità, quello che i cristiani chiamano il peccato originale e la cacciata dal Paradiso.

 

L'allegria arriva se stai contento in tua compagnia e questo accade quando l'immagine di te è proporzionata e rispondente alle tue reali capacità

 

L'amore è allegria quando è scambio di sensi e di pensieri, mentre si trasforma in ossessiva tristizia se diventa vagheggiamento del possesso, narcisismo del proprio doppio, avara gelosia dell'altrui, bisogno di dominare, necessità di dipendere.

 

Chi ama il potere al punto da dedicargli tutte le sue energie e insomma la sua vita, non cederà, man mano che lo conquista, neppure una spanna di ciò che ha conquistato. Come l'avaro non si contenta del capitale accumulato e non ha altra ansia che quella di farlo fruttare a tassi di usura per poter colmare sempre di più i suoi forzieri, così il potente rincorre il potere che ancora non ha e trattiene cupidamente quello già acquistato.

 

Si diventa veramente saggi distaccandosi dal peso del potere e acquistando in leggerezza.

 

L'uomo che non credeva in Dio, 2008


La domanda di senso, che lo si sappia o no, è il tema dominante della specie. Discende dalla mente capace di riflettere su se stessa, dal pensiero capace di pensare il pensiero.

 

Il filo d'erba vive ma non si pensa e così la farfalla, gli uccelli, il serpente, i pesci nel fondo del mare. La vita dell'universo non ha bisogno di senso. Noi ne abbiamo bisogno, la nostra specie ne ha bisogno.

 

Che stagione, l'adolescenza. Senti di poter esser tutto e ancora non sei nulla e proprio questa è la ragione della tua onnipotenza mentale. Non hai confini, l'immaginazione può spaziare ovunque.

 

Il vero antidoto alla paura della morte non può che provenire dalla vita. Essa è un formidabile diversivo, un antidoto che respinge indietro quel pensiero e quella paura.

 

Le persone più vitali sono quelle che hanno maggior terrore della morte, e perciò costrette a sfuggirla e a rimuoverne l'incubo moltiplicano gli atti di vita e collocano in essi il senso del quale hanno bisogno.

 

La vita è un breve percorso che si svolge sotto l'incubo della morte.

 

Il giornalismo non è un mestiere che consenta un tempo libero autonomo rispetto alla professione. Richiede una vocazione. Se quella vocazione non c'è, è inutile provarci.

 

Il giornalismo è anche un contropotere e come tale detiene un intenso potere di controllo. Questa è la ragione che rende la libertà di stampa necessaria alla democrazia e tutelata dalle costituzioni democratiche, una patente di nobiltà che però non ne modifica l'essenza: invadere la vita altrui.

 

Libri di Eugenio Scalfari

Incontro con ioIncontro con io
Editore Einaudi, 2011

Io sono quasi al termine del mio viaggio. La salute del corpo e della mente è buona, la capacità di lavoro non è diminuita e la fantasia è sempre quella che mi ha tenuto compagnia per tanti anni, conducendomi a progettare il futuro e a fingermi nuovi sentieri da esplorare e percorrere. Eppure sento che il viaggio volge alla fine. Lo sento da molti segnali, il primo dei quali è propriamente quello di sentirlo. E poi dalla pienezza di me che ho finalmente raggiunto; perché ora sono certo che tutto ciò che la mia natura era capace di esprimere nel pensare e nel fare, io l'ho fatto e pensato.

 

L'uomo che non credeva in DioL'uomo che non credeva in Dio
Editore Einaudi, 2009

Con questo libro Eugenio Scalfari abbraccia l'avventura della sua esistenza: a partire dalla stagione magica dell'infanzia, passando per gli anni di formazione (la scoperta della filosofia al liceo di Sanremo, compagno di banco l'amico Italo Calvino), fino all'impegno giornalistico, che dura da oltre sessantacinque anni, per arrivare al tempo lungo della vecchiaia.

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