Gabriele D'Annunzio 

 

Gabriele D'Annunzio

Pescara 1863 - Gardone Riviera 1938
Scrittore, poeta e drammaturgo italiano

Aforismario

 

Il piacere, 1889


Bisogna fare la propria vita, come si fa un'opera d'arte. Bisogna che la vita d'un uomo d'intelletto sia opera di lui. La superiorità vera è tutta qui.

 

Il rimpianto è il vano pascolo di uno spirito disoccupato. Bisogna sopra tutto evitare il rimpianto occupando sempre lo spirito con nuove sensazioni e con nuove immaginazioni.

 

Bisogna conservare ad ogni costo intiera la libertà, fin nell'ebrezza. La regola dell'uomo d'intelletto, eccola: ― Habere, non haberi.

 

La parola è una cosa profonda, in cui per l'uomo d'intelletto son nascoste inesauribili ricchezze.

 

Ci sono certi sguardi di donna che l'uomo amante non iscambierebbe con l'intero possesso del corpo di lei.

 

Chi non ha veduto accendersi in un occhio limpido il fulgore della prima tenerezza non sa la più alta delle felicità umane. Dopo, nessun altro attimo di gioia eguaglierà quell'attimo.

 

Quanto più la cosa da un uom posseduta suscita nelli altri l'invidia e la brama, tanto più l'uomo ne gode e n'è superbo.

 

Il verso è tutto.

 

Com'è debole e misera l'anima nostra, senza difesa contro i risvegli e gli assalti di quanto men nobile e men puro dorme nella oscurità della nostra vita inconsciente, nell'abisso inesplorato ove i ciechi sogni nascono dalle cieche sensazioni! Un sogno può avvelenare un'anima; un sol pensiero involontario può corrompere una volontà.

 

Riaccendere un amore è come riaccendere una sigaretta. Il tabacco s'invelenisce; l'amore, anche.

 

L'innocente, 1892


L'uomo a cui è dato soffrire più degli altri, è degno di soffrire più degli altri.

 

L'uomo è, sopra tutto, un animale accomodativo. Non c'è turpitudine o dolore a cui non s'adatti.

 

Il sogno di tutti gli uomini intellettuali: – essere costantemente infedele a una donna costantemente fedele.

 

Il trionfo della morte, 1894


Ha voluto morire per non aver potuto rendere la sua vita conforme al suo sogno.

 

C'è sulla Terra una sola ebrezza durevole: la sicurità nel possesso di un'altra creatura, la sicurezza assoluta, incrollabile. Io cerco questa ebrezza. Io vorrei poter dire:- la mia amante, vicina o lontana, non vive se non del pensiero di me; ella è sottomessa con gioia ad ogni mio desiderio, ha la mia volontà per unica legge; s'io cessassi d'amarla, ella morirebbe; spirando ella non rimpiangerà se non il mio amore.

 

Credi nella linea visibile e nella parola proferita. Non cercare oltre il mondo delle apparenze creato dai tuoi sensi meravigliosi. Adora l'illusione.

 

Finché dura l'amore, l'asse del mondo è stabilito in un solo essere e la vita è chiusa in un cerchio angusto.

 

Dov'è la Vita è il Sogno; dov'è il Sogno è la Vita.

 

Le vergini delle rocce, 1895


Il mondo è la rappresentazione della sensibilità e del pensiero di pochi uomini superiori.

 

Non temere! Accogli l'ignoto e l'impreveduto e quanto altro ti recherà l'evento; abolisci ogni divieto; procedi sicuro e libero. Non avere omai sollecitudine se non di vivere. Il tuo fato non potrà compiersi se non nella profusione della vita.

 

Il fuoco, 1900


Il piacere è il più certo mezzo di conoscimento offertoci dalla Natura.

 

Colui il quale molto ha sofferto è men sapiente di colui il quale ha molto gioito.

 

Contemplazione della morte, 1912


 Chi potr dire quando e dove sien nate le figure che a un tratto sorgono dalla parte spessa e opaca di noi e ci apariscono turbandoci? Gli eventi più ricchi accaddono in noi assai prima che l'anima se n'accorga. E, quando noi cominciamo ad aprire gli occhi sul visibile, già eravamo da tempo aderenti all'invisibile.

 

L'anima della terra è notturna, ma la luce del sole la nasconde più che non la nasconda la tenebra.

 

Il ferro, 1913


Si vive per anni accanto a un essere umano, senza vederlo. Un giorno, ecco che uno alza gli occhi e lo vede. In un attimo, non si sa perché, non si sa come, qualcosa si rompe: una diga fra due acque. E due sorti si mescolano, si confondono e precipitano.

 

Motti dannunziani


ARDISCO NON ORDISCO

 

BIS PEREO

Muoio due volte

 

CHI NON E’ CON NOI, È CONTRO DI NOI

 

COMINUS ET NEMINUS FERIT

Ferisce da vicino e da lontano

 

DARE IN BROCCA

 

DISOBBEDISCO

 

DONEC AD METAM
Fino alla meta

 

EJA, EJA, EJA, ALALA’

 

ET VENTIS ADVERSIS
Anche con i venti contrari

 

FIDEM SERVABO GENUSQUE
Conserverò la fede e la stirpe

 

FISSO ALLA META

 

INSORGERE È RISORGERE

 

INTERUM RUDIT LEO

Di nuovo ruggisce il leone

 

MEMENTO AUDERE SEMPER

Ricorda di osare sempre

 

NON PIEGARE DI UN’UGNA

 

NON V’È SOSTA, NON V’È TREGUA, NON V’È SONNO

 

NON VOGLIAMO ENCOMI

 

NUNQUAM DEORSUM
Mai in basso

 

O SPEZZAR O GIUGNERE

 

OSARE L’INOSABILE

 

PER L'ARIA BUONA GUARDIA

 

PIU' ALTO E PIU' OLTRE

 

SEMPER ADAMAS

Sempre adamantino, duro come il diamante

 

SENZA COZZAR DI ROCCO

 

SUFFICIT ANIMUS

Basta il coraggio

 

TI CON NU, NU CON TI

 

TI LISCIO IL PELO

 

TRAMITE RECTO

Per la diritta via

 

VITTORIA NOSTRA, NON SARAI MUTILATA

 

A NOI!

 

ARDE E NON LUCE, PERCHE’ NON SI SPENGA

 

ARDERE ARDIRE

 

CAVE CANEM AC DOMINUM
Attenti al cane e al padrone

 

COLPIRE, FERIRE, ABBATTERE

 

COSA FATTA CAPO HA

 

CUM LENITATE ASPERITAS
Le difficoltà vanno trattate con dolcezza

 

ET QUID VOLO NISI UT ARDEAT?
Cosa voglio affinché non arda?

 

FATICA SENZA FATICA

 

FERRUM EST QUOD AMAT
È il ferro che ama

 

FISSO L’IDEA

 

HIC MANEBIMUS OPTIME
Qui rimarremo ottimamente

 

IN ALTO IL FERRO

 

ITALIA O MORTE

 

ME NE FREGO

 

MORI CITIUS QUAM DESERERE
Morire piuttosto che rinunciare

 

NON DUCOR, DUCO
Non sono guidato, guido

 

NON RECISA RECEDIT

 

NON TIMEO CULICES
Non temo zanzare

 

UNO CONTRO UNO; UNO CONTRO TUTTI

 

VIVA L’AMOR ALALA’

 

CHI ‘L TENERA’ LEGATO?

 

CINQUE LE DITA E CINQUE LE PECCATA

 

COLLECTUM DURABIT ROBUR
Le forze raccolte dureranno

 

DANT VULNERA FORMAM
Le ferite foggiano la forma

 

EX CELERITATE LUCEM
Dalla velocità della luce

 

IMMOTUS NEC INERS
Fermo ma non inerte

 

IO HO QUELLO CHE HO DONATO

 

NE’ PIU’ FERMO, NE’ PIU’ FEDELE

 

NON DOLENT, ARRIA DIXIR
Non fa male disse Arria

 

OGNORA DESTO

 

OTTIMA E’ L’ACQUA

 

PER NON DORMIRE

 

PIEGANDOMI LEGO

 

ROSA CAPE, SPINAM CAVE
Cogli la rosa evita le spine

 

SUIS VIIBUS POLLENS
Possente di sua propria forza

Il piacereIl piacere
Autore Gabriele D'Annunzio
Curatore I. Caliaro
Editore Garzanti Libri, 2007

Il poeta-pittore Andrea Sperelli, protagonista del romanzo, è il primo alter ego di D'Annunzio, e il più significativo: incarna una raffinata sensibilità, carica di civiltà e di corruzione, scettica e cinica, che agisce secondo l'istanza estetica di vivere per il piacere e paga un duro scotto per la sua resa incondizionata ai sensi. Libro apparentemente senza azione, dove tutto sembra accadere nella mente del protagonista, modernamente sospesa tra aspettazione e memoria, "Il piacere" ha una svolta narrativa cruciale nel lapsus mentale e linguistico del protagonista che, mentre abbraccia la donna virtuosa e dolente che ha sedotto, pensa alla perduta e appassionata amante finendo per pronunciare il nome sbagliato.

 

Motti dannunziani Motti dannunziani
Autore Paola Sorge
Editore Carabba, 2010

La parola "motto" compendia, con valore esemplare e imperativo, l'assunto di una persona o di una comunità. Nel caso dei motti dannunziani, non c'è dubbio che essi divennero espressione non solo della persona, o meglio di un personaggio straordinario che dominò la nostra vita culturale e politica per cinquant'anni, ma anche di una intera comunità ovvero della società italiana del primo ventennio del secolo scorso.

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