Georg Groddeck 

 

Georg Groddeck

Bad Kösen 1866 - Knonau 1934
Medico e psicoanalista tedesco

Il libro dell'Es

Das Buch vom Es, 1923

Aforismario

 

Io ritengo che l’uomo sia vissuto da qualcosa d’ignoto: vi è in lui un Es, un’entità prodigiosa che dirige tutto ciò che egli fa e tutto ciò che gli accade. L’espressione «io vivo» è vera solo in un certo senso, in quanto esprime solo un aspetto parziale e superficiale di questa verità fondamentale: l’uomo è vissuto dall’Es.

 

Dell’Es noi conosciamo soltanto ciò che sta dentro alla nostra coscienza, ma di gran lunga la maggior parte di esso è territorio inaccessibile. Con un faticoso lavoro di ricerca noi possiamo tuttavia allargare i confini della coscienza, e inoltre possiamo penetrare profondamente nell’inconscio se solo ci decidiamo non più a voler sapere, ma a seguire la nostra fantasia.

 

Vi sono delle cose che vengono escluse dalla coscienza nonostante la loro importanza vitale, e che, proprio perché sono indispensabili alla vita, vengono custodite in una regione del nostro essere che abbiamo chiamato inconscio.

 

Ci accade ben di rado di essere completamente adulti, e, anche quando capita, lo siamo sempre solo in superficie: noi ci limitiamo a giocare a fare i grandi, proprio come i bambini, e ritorniamo bambini non appena siamo presi profondamente dalla vita.

 

Chi sa interpretare l’inconscio non crede più all’onnipotenza dell’amore, ma capisce che l’odio è altrettanto potente dell’amore, e che nel mezzo c’è l’indifferenza, che rappresenta la norma.

 

Per millenni l’uomo è stato educato all’ipocrisia, ed essa è divenuta una sua seconda natura.

Il libro dell'EsIl libro dell'Es
Lettere di psicoanalisi a un'amica
Autore Georg Groddeck
Traduttore L. Schwarz
Editore Adelphi, 1990

In un linguaggio diretto, di una spregiudicatezza «rabelaisiana» (la pruderie volle che le copie della prima edizione uscita in Inghilterra fossero sigillate), Groddeck espone la propria concezione dell’inconscio, da lui denominato «Es», termine che poi Freud adottò. Le sue dimostrazioni sono condotte su una massa di casi clinici, di storie, di aneddoti, di ricordi, tratti dal repertorio della sua ricchissima esperienza terapeutica. Il tono è sempre leggero, mobilissimo, pronto all’autoironia. Ma le teorie erano, e restano parzialmente a tutt’oggi, di un’audacia estrema.

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