Aforismario 

 

Gino Ruozzi

Rubiera, 1958
Italianista e critico letterario

Aforismario

 

Scrittori italiani di aforismi I


Citazioni tratte dalla prefazione, 1994

 

Lo scrittore di aforismi esprime in primo luogo la morale della verità, aggrappata alle cose e alle persone. Egli non è uno scrittore di fantasia, ma di realtà. Il suo obiettivo è descrivere le cose, non inventarle. Questo lo rende subito ostico, scomodo. "Chiamare le cose coi loro nomi", come scrive Leopardi, non suscita simpatia.

 

La letteratura aforistica è una letteratura marginale perché poco attraente e ammiccante. Ci invita non al sogno, ma al confronto con noi stessi e la società in cui viviamo.

 

Per scrivere aforismi occorre esperienza, saggezza. Senza aver saggiato, pesato le cose e gli uomini, non può esistere pensiero aforistico.

 

Lo scrittore di aforismi ricerca; contrariamente a quanto si crede, è raro che egli esprima certezze assolute; piuttosto egli racconta i risultati di un'esperienza, che come tale è limitata, anche se provata.

 

L'aforisma sollecita il pensiero, sprona a nuove azioni e riflessioni. Forse è per questo che di norma si parla di aforismi e non di aforisma. Ogni aforisma chiede nuovi aforismi, successivi sviluppi di pensiero.

 

L'aforista è un solitario ("tutto il mondo è in disaccordo con me", scrive Nietzsche in Ecce Homo) anche quando riveste cariche pubbliche; nel momento in cui scrive, egli prende le distanze "dal mondo nemico del bene" (Leopardi) e manifesta la sua sdegnosa differenza.

 

L'aforista è un solitario e un malpensante per definizione, un censore implacabile dei vizi del mondo.

 

Scrittori italiani di aforismi II


Citazioni tratte dalla prefazione, 1996

 

Gli scrittori di aforismi, che sono in primo luogo scrittori di meditazione, offrono l'opportunità di scandagliare gli umori oscillanti del nostro tempo.

 

La maggior parte degli aforisti è conservatrice, nel senso che non crede attuabile alcun cambiamento sostanziale: l'uomo è quello che è − povera cosa, in eterno.

 

Lo scrittore di aforismi si sente quasi sempre straniero e in esilio, comunque, separato dal resto. Il suo è per lo più un giudizio di differenza e di distacco, con cui egli sottolinea la sua personale integrità rispetto all'ipocrisia e alla corruzione del mondo.

 

Giano bifronte


Teoria e forme dell'aforisma italiano contemporaneo, in Teoria e storia dell'aforisma, 2004

 

Il capovolgimento è una categoria essenziale del pensiero aforistico, che nella necessità deve capovolgere lo stesso capovolgimento, in una successione a catena di cui non si vede la fine.

 

Nonostante il luogo comune i singoli aforismi non sono monadi a sé stanti ma dialogano tra loro, creando un effetto di legame reciproco.

 

La pratica aforistica si potrebbe definire un prolungato commento al mondo fatto in forma di glosse, asterischi, appunti. 

Scrittori italiani di aforismi - 1Scrittori italiani di aforismi

Vol. 1
A cura di  Gino Ruozzi

Editore Mondadori, 1994

Collana I Meridiani 

Pagine 1464

 

Questo primo volume degli scrittori italiani di aforismi comprende una cinquantina di autori dal Duecento all'Ottocento. Il testo si apre con una prefazione di Giuseppe Pontiggia intitolata "L'aforisma come medicina dell'uomo", seguita da un'introduzione generale del prof. Gino Ruozzi: "Nereo il Giusto". Seguono poi le note critiche e bio-bibliografiche ad introduzione di ogni singolo autore.

 

Scrittori italiani di aforismi - 2Scrittori italiani di aforismi

Vol. 2

A cura di Gino Ruozzi

Editore Mondadori, 1996

Collana I Meridiani 

Pagine 1696

 

Questo secondo volume degli scrittori italiani di aforismi comprende una cinquantina di autori e compie un percorso di novant'anni che attraversa fasi cruciali della storia contemporanea. Il testo si apre con un'introduzione del prof. Gino Ruozzi dal titolo "L'esperienza ferita". Nelle pagine successive, di ogni autore citato sono riportate un'introduzione bio-bibliografica e critica, che precede la selezione degli aforismi.

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