Giorgio Manganelli 

 

Giorgio Manganelli

Milano 1922 - Roma 1990
Scrittore, giornalista e critico letterario italiano

Aforismario

 

La letteratura come menzogna, 1967


Letteratura. Quando getta via la propria anima trova il proprio destino.

 

Intellettuali. Questo risibile quinto stato.

 

Un linguaggio è un gigantesco "come se".

 

"Aver ragione" è la naturale vocazione della follia.

 

Lo scrittore sceglie in primo luogo di essere inutile.

 

Lunario dell'orfano sannita, 1973


Un lettore professionista è in primo luogo chi sa quali libri non leggere.

 

Già il fatto che un libro sia un romanzo non depone a suo favore, è un connotato lievemente losco, come i berretti dei ladruncoli, i molli feltri dei killers, gli impermeabili delle spie.

 

Non conosco migliore scuola di anarchia del matrimonio indissolubile.

 

A e B, 1975 


Io amo i poveri, e soffrirei in un mondo senza poveri; i poveri sono le brioches dell'anima. 

 

L'importante è proporre delle ipotesi. Nessuna attività è più nobile di questa, più degna dell'uomo.

 

Il rumore sottile della prosa, 1994


Lo scrittore è colui che è sommamente, eroicamente incompetente di letteratura.

 

In definitiva, ha qualcosa da insegnare solo chi non vuole insegnare.

 

La letteratura, ben lungi dall'esprimere la "totalità dell'uomo", non è espressione, ma provocazione.

 

Letteratura è un gesto non solo arbitrario, ma anche vizioso: è sempre un gesto di disubbidienza, peggio, un lazzo, una beffa; e insieme un gesto sacro, dunque antistorico, provocatorio.

 

Una parola è un incantamento, una evocazione allucinatoria, non designa una 'cosa', ma la cosa diventa parola.

 

Lo scrittore deve adescare, non deve raccontare niente, non ha nessun compito di trasmettere verità.

 

Non c'è al mondo oggetto librario più fascinoso, seducente, innamorativo di una Enciclopedia.

 

Il delitto rende ma è difficile, 1997


La vita è e deve essere un negativo dei sogni.

 

Non si può avanzare che retrocedendo.

 

Finché c'è al mondo un bimbo che muore di fame, fare letteratura è immorale.

 

Il rumore sottile della prosaIl rumore sottile della prosa
Autore Giorgio Manganelli
Curatore P. Italia
Editore Adelphi, 1994

Quasi una prosecuzione ideale di La letteratura come menzogna, questa raccolta che comprende testi scritti fra il 1967 e il 1990, costituisce un corpus poderoso. Spartito negli "eventi sostanzialmente teatrali" dello scrivere, del recensire e del leggere, il volume rappresenta una vera summa della visione dell'autore che cerca di rispondere alla domanda insieme "buffa e sconvolgente" circa le motivazioni della scrittura, che si interroga sui classici e sulle avanguardie, che bizantineggia sulla censura e sulla stroncatura, che indaga insomma sistematicamente non solo il reame della letteratura, ma quello assai più vasto della parola.

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