Giovanni Jervis 

 

Giovanni Jervis

Firenze 1933 - Roma 2009
Psichiatra italiano

Manuale critico di psichiatria, 1975

Aforismario

 

La distinzione fra disturbo mentale e normalità non è netta ma graduale: e questo sia perché nessuno è perfettamente immune da disturbi di qualche tipo (soprattutto dei disturbi di tipo nevrotico), sia perché ciò che chiamiamo "disturbo" non è altro che una serie di difficoltà personali che ubbidiscono fondamentalmente alle stesse leggi che regolano la psicologia e il comportamento normale. Quando queste difficoltà sono serie ed evidenti, si parla di disturbo mentale.

 

Ciascuno porta in sé dei nuclei di follia: ciascuno combatte per tutta la vita contro una sregolazione e uno squilibrio che sono sempre alle porte.

 

Il disturbo mentale è una condizione di non libertà; è una mancanza di libertà psicologica, nel non riuscire a disporre di sé, ma è altresì una ben concreta mancanza di possibilità di scelta.

 

Il disturbo mentale non "colpisce" l'individuo, ma è un modo di vivere e di sentire che appartiene all'individuo in modo più o meno profondo: esso costituisce uno dei suoi possibili modi di essere.

 

Ciò che chiamiamo disturbo mentale può essere considerato un modo "anormale" di reagire a una situazione normale: ma forse è altrettanto e più giusto considerarlo un modo normale di reagire a una successione di situazioni anormali.

 

Molto spesso, il disturbo mentale è l'unica libertà rimasta a chi non ha libertà; il modo di capire di chi non è stato messo in grado di capire altrimenti; l'unico potere di chi non ha potere.

 

Uno degli strumenti fondamentali di cui tutti si servono per confermare la propria normalità consiste nel proiettare negli altri ogni anormalità possibile.

 

La psicochirurgia è il tentativo di modificare e controllare il comportamento attraverso interventi chirurgici sul cervello. L'intervento più noto e la lobotomia frontale: i lobi frontali vengono tagliati e l'individuo diventa più indifferente, perde ogni possibilità creativa, ha scarsa iniziativa, e tende a vivere alla giornata. Molto in voga qualche anno fa soprattutto negli Stati Uniti, la lobotomia non ha — ormai palesemente — alcun significato terapeutico. Vi sono però tentativi recenti di rilanciarla insieme ad altri metodi psicochirurgici.

Manuale critico di psichiatriaManuale critico di psichiatria
Autore Giovanni Jervis
Editore Feltrinelli, 1975

Cos'è la follia? Come possiamo intendere la sofferenza mentale? In cosa consiste il lavoro degli specialisti della psiche? O in altre parole: che cos'è la psichiatria, quali i problemi che pone? E' possibile che i suoi concetti di base siano resi comprensibili in termini semplici, in quanto riferibili alla vita e alle esperienze di tutti i giorni? Il "Manuale critico di psichiatria", stampato originariamente nel 1975 e da allora costantemente ripubblicato, tradotto in varie lingue straniere, è il più noto e diffuso testo introduttivo a questa tematica.

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