Giulio Andreotti 

Giulio Andreotti

Roma 1919 - 2013
Politico italiano

Il potere logora...

ma è meglio non perderlo, 1990

Aforismario

 

Dite sempre la verità, ma – salvo che nelle aule di giustizia – non dite mai tutta la verità. È scomodo e spesso arreca dolore.

 

Perché la stupenda frase "La Giustizia è uguale per tutti" è scritta alle spalle dei magistrati?

 

Molti giovani universitari sono come un fiume in perenne piena. Sono sempre fuori corso.

 

Pochi nemici buona politica.

 

Se fosse automaticamente certo che per indurre tutte le persone a compiere alcuni atti basti proibirli, la vita collettiva sarebbe più facile. Purtroppo vi sono anche dei disciplinati.

 

L'umiltà è una virtù stupenda. Ma non quando si esercita nella dichiarazione dei redditi.

 

Gli obiettori fiscali di coscienza sono molto più numerosi degli altri.

 

Vi è un genere pericoloso di numismatici: il collezionista di moneta corrente.

 

L'ideale, per disponibilità di denaro, è di averne come nelle ricette mediche: q.b. (quanto basta).

 

Roma è una città singolare. Disconosce i meriti dei suoi abitanti ed è pronta ad apprezzare virtù che non hanno.

 

Non attribuiamo i guai di Roma all'eccesso di popolazione. Quando i romani erano solo due, uno uccise l'altro.

 

Aveva spiccato il senso della famiglia. Era infatti bigamo ed oltre.

 

Più conosco certe gentili signore, più comprendo il fascino del celibato ecclesiastico.

 

Non si dimentichi mai che si è eletti per operare; e non si opera per essere eletti. La confusione dei fini risulterebbe nefasta.

 

Il potere logora chi non ce l'ha. (vedi Citazioni errate)

 

Il potere logora... ma è meglio non perderlo Il potere logora... ma è meglio non perderlo
Autore Giulio Andreotti
Editore BUR Bibl. Univ. Rizzoli, 2008

"Poiché indulgo nell'uso di frasi scherzose e sono allergico a ogni genere di discorsi e concetti complicati, c'è chi mi guarda con sufficienza, quasi scandalizzandosi intellettualmente a causa di un mio presunto gusto per le battute. Ma noto solo sommessamente che sfuggire per sé e per gli altri alla noia, alla prolissità, alla pedanteria è, a mio giudizio, meritorio." È con questa arguta e graffiante intelligenza che Giulio Andreotti ha attraversato settant'anni della storia d'Italia sempre ai posti di comando. In queste pagine, traccia una sorta di ironica autobiografia in pillole, raccogliendo "frammenti di osservazioni, rilievi, indirizzi che hanno via via costituito la mia risposta o la mia reazione dinanzi a fatti, indirizzi, persone con cui mi trovavo a confrontarmi nei vari mestieri nei quali, da studente in poi, mi son trovato a operare".

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