Gustave Le Bon 

 

Gustave Le Bon

Nogent-le-Rotrou 1841 - Marnes-la-Coquette 1931
Antropologo, psicologo e sociologo francese

Aforismario

 

Psicologia delle folle


Psychologie des Foules, 1895

 

Ciò che più ci colpisce di una massa psicologica è che gli individui che la compongono – indipendentemente dal tipo di vita, dalle occupazioni, dal temperamento o dall’intelligenza – acquistano una sorta di anima collettiva per il solo fatto di trasformarsi in massa.

 

La massa psicologica è una creatura provvisoria, composta da elementi eterogenei saldati assieme per un istante, esattamente come le cellule di un corpo vivente formano, riunendosi, un essere nuovo con caratteristiche ben diverse da quelle che ciascuna di queste cellule possiede.

 

L’individuo in massa acquista, per il solo fatto del numero, un sentimento di potenza invincibile. Ciò gli permette di cedere a istinti che, se fosse rimasto solo, avrebbe necessariamente tenuto a freno.

 

Annullamento della personalità cosciente, predominio della personalità inconscia, orientamento, determinato dalla suggestione e dal contagio, dei sentimenti e delle idee in un unico senso, tendenza a trasformare immediatamente in atti le idee suggerite, tali sono i principali caratteri dell’individuo in una folla. Egli non è più sé stesso, ma un automa diventato impotente a guidare la propria volontà.

 

Per il solo fatto di far parte di una folla, l'uomo discende di parecchi gradi la scala della civiltà. Isolato, sarebbe forse un individuo colto, nella folla è un istintivo, per conseguenza un barbaro.

 

L'individuo della folla è un granello di sabbia in mezzo ad altri granelli di sabbia che il vento solleva a suo capriccio.

 

La folla [...] è guidata quasi esclusivamente dall'istinto. I suoi atti subiscono molto più l'influenza del midollo spinale che quella del cervello.

 

La folla non è soltanto impulsiva e mutevole. Come il selvaggio, essa non ammette ostacolo tra il suo desiderio e l'avverarsi di questo desiderio, e tanto meno quando il numero le dà il sentimento di una potenza irresistibile.

 

Nelle folle, l'imbecille, l'ignorante e l'invidioso sono liberati dal sentimento della loro nullità e impotenza, che è sostituita dalla nozione di una forza brutale, passeggera, ma immensa.

 

Le folle non hanno mai avuto sete di verità. Dinanzi alle evidenze che a loro dispiacciono, si voltano da un'altra parte, preferendo deificare l'errore, se questo le seduce. Chi sa illuderle, può facilmente diventare loro padrone, chi tenta di disilluderle è sempre loro vittima.

 

La folla è un gregge che non può fare a meno di un padrone.

 

I trascinatori di folle, il più delle volte, non sono intellettuali, ma uomini d'azione. Sono poco chiaroveggenti, e non potrebbero esserlo, poiché la chiaroveggenza porta generalmente al dubbio e all'inazione.

 

Aforismi dei tempi presenti


Aphorismes du temps présent, 1913

 

Le opere importanti sono più raramente il risultato di un grande sforzo che di un accumulo di piccoli sforzi.

 

La vanità è per gli imbecilli una potente fonte di soddisfazione. Essa permette loro di sostituire alle qualità che non acquisteranno mai, la convinzione di averle sempre possedute.

 

Non si ha bisogno di essere lodati quando si è sicuri di sé stessi. Chi ricerca la lode dubita del proprio valore.

 

Appartenere a una scuola, significa perdere la propria personalità; non appartenere a una scuola, significa abdicare a ogni possibilità di prestigio.

 

I grandi pensieri vengono dalla mente e non dal cuore come si è sostenuto, ma è dal cuore che essi traggono la loro forza.

 

Il carattere e l'intelligenza si trovano raramente uniti, bisogna rassegnarsi a scegliere gli amici per il loro carattere e le relazioni per la loro intelligenza. 

 

Non si è padroni dei propri desideri, lo si è spesso della propria volontà. 

 

Una forte volontà ha spesso un forte desiderio per sostegno. Il desiderio è l'anima della volontà. 

 

In materia di sentimenti, l'illusione crea rapidamente la certezza.

 

Ciò che facciamo per orgoglio è spesso superiore a che che completiamo per dovere.

 

Dimostrare che una cosa è razionale non prova sempre che sia ragionevole. 

 

L'uomo non possiede che due certezze assolute: il piacere e il dolore. Esse orientano tutta la sua vita individuale e sociale. 

 

La donna non perdona all'uomo d'indovinare ciò che essa pensa da ciò che dice. 

 

Dominare o essere dominati, non c'è, per l'animo femminile, altra alternativa.

 

In amore, quando chiediamo delle parole, è perché si ha paura d'intendere i pensieri.

 

L'amicizia è più spesso una porta d'uscita che una porta d'entrata dell'amore.

 

Un'opinione può avere origini emotive, mistiche o razionali. L'origine razionale è la più rara.

 

L'ambiente crea le nostre opinioni. Le passioni e l'interesse le trasformano. 

 

Bisogna possedere uno spirito molto indipendente per crearsi cinque o sei opinioni personali nel corso dell'esistenza. 

 

Si dominano più facilmente i popoli eccitandone le passioni che occupandosi dei loro interessi.

 

Le folle comprendono raramente qualcosa degli eventi che compiono.

 

L'uomo mediocre aumenta il proprio valore facendo parte di un gruppo; l'uomo superiore lo sminuisce. 

 

Gli uomini in società non possono vivere senza tirannia, la più accettabile è ancora quella delle leggi. 

 

Un crimine generalizzato diviene ben presto un diritto. 

 

Non appena si possiede la forza, si cessa d'invocare la giustizia.

 

Scusare il male significa moltiplicarlo.

 

Il bisogno di certezza è sempre stata più forte del bisogno di verità.

 

Il valore attribuito a una dottrina dipende molto meno dalla sua correttezza che dal prestigio posseduto da colui che la enuncia. 

 

L'intelligenza fa pensare. La credenza fa agire.

 

Il pensiero senza azione è una vana illusione, l'azione senza il pensiero uno sforzo vano. 

 

Le uniche rivoluzioni durature sono quelle del pensiero.

 

In politica. come nella vita, il successo appartiene generalmente ai convinti e raramente agli scettici.

 

Psicologia delle follePsicologia delle folle
Autore Gustave Le Bon
Traduttore L. Morpurgo
Editore TEA, 2004

 

Pubblicato nel 1895, questo studio seppe cogliere i primi segnali dell'entrata in scena di un nuovo attore sociale: la folla, soggetto e, al contempo, oggetto dell'operare politico. Degradato a manuale precettistico, fu "livre de chevet" di dittatori e aspiranti tali durante gli anni Venti del Novecento. Ma nelle sue parti più vitali, nelle sue numerose intuizioni, in un certo profetismo, questo libro inaugura l'epoca di una nuova autoconsapevolezza dell'uomo.

Le citazioni tratte da "Aforismi dei tempi presenti"

sono state tradotte dal francese da Giovanni Soriano

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