Ippolito Nievo 

 

Ippolito Nievo

Padova 1831 - mar Tirreno, 1861
Scrittore italiano

Le confessioni di un italiano

Le confessioni di un ottuagenario, 1867 (postumo)

Aforismario

 

L'amore è un'erba spontanea, non una pianta in giardino.

 

I benefici non obbligano tanto quanto il modo di porgerli.

 

Non desiderando nulla, si possiede tutto.

 

Dove tuona un fatto, siatene certi, ha lampeggiato un'idea.

 

Si ha sempre torto a incaparsi di restar savi e di adoperare secondo le regole di saviezza, allorché tutti gli altri son pazzi ed operano a seconda della loro pazzia.

 

La coscienza ci assicura, che meglio è la generosità con la miseria, che la dappocaggine con la contentezza.

 

La gioventù è il paradiso della vita: l’allegria è la gioventù eterna dell’animo.

 

Non v'ha orgoglio che superi l'orgoglio degli umili.

 

I calunniatori sono anche di solito vigliacchi.

 

La ragione si fa adulta e vecchia; il cuore resta sempre ragazzo.

 

Dopo la luce le tenebre, dopo la speranza l’obblio, dopo il tutto il nulla; ma fra nulla e tutto, fra obblio e speranza, fra tenebre e luce quanta vicenda di cose, quanto fragore di tempeste, e sguiscio di fulmini!

 

Si armi di costanza e di rassegnazione il piloto per trovare un porto in quel pelago vorticoso e sconvolto; alzi sempre gli occhi al cielo, ed anche traverso nuvole e al velo luttuoso della procella traveda sempre colla mente lo splendor delle stelle.

 

La felicità è nella coscienza; tenetevelo a mente.

 

La vita è quale ce la fa l’indole nostra, vale a dire natura ed educazione; come fatto fisico è necessità; come fatto morale, ministero di giustizia. Chi per temperamento e persuasion propria sarà in tutto giusto verso se stesso verso gli altri verso l’umanità intera, colui sarà l’uomo più innocente utile e generoso che sia mai passato pel mondo. La sua vita sarà un bene per lui e per tutti, e lascerà un’orma onorata e profonda nella storia della patria. Ecco l’archetipo dell’uomo vero ed intero.

 

La pace della vecchiaia è un placido golfo che apre a poco a poco il varco all’oceano immenso infinito, e infinitamente calmo dell’eternità.

 

Sì, morire sorridendo! Ecco non lo scopo, ma la prova che la vita non fu spesa inutilmente, ch’essa non fu un male né per noi né per gli altri.

 

Le confessioni d'un italianoLe confessioni d'un italiano
Autore Ippolito Nievo
Editore Mondadori, 2005

Romanzo per molto tempo conosciuto col titolo di "Confessioni di un ottuagenario", titolo voluto dagli editori, che lo pubblicarono postumo nel 1867, perché i lettori non avessero il dubbio si trattasse di un libro di propaganda politica. Il protagonista, Carlo Altoviti (Carlino) che l'autore dice essere nato nel 1775, narra nel 1858, i propri casi intrecciandoli con quelli dell'Italia, dal crollo della società settecentesca sotto i colpi dei nuovi tempi rivoluzionari, al temprarsi della nazione italiana durante la Restaurazione, alle prove di libertà sui campi di battaglia.

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