Italo Svevo 

 

Italo Svevo

(Aron Hector Schmitz)
Trieste 1861 - Motta di Livenza 1928
Scrittore e drammaturgo italiano

La coscienza di Zeno, 1923

Aforismario

 

Uno dei primi effetti della bellezza femminile su di un uomo è quello di levargli l'avarizia.

 

La salute non analizza se stessa e neppure si guarda nello specchio. Solo noi malati sappiamo qualche cosa di noi stessi.

 

Per essere creduto non bisogna dire che le menzogne necessarie.

 

Curioso come a questo mondo vi sia poca gente che si rassegni a perdite piccole; sono le grandi che inducono immediatamente alla grande rassegnazione.

 

È un modo comodo di vivere quello di credersi grande di una grandezza latente.

 

Uccidere e sia pure a tradimento, è cosa più virile che danneggiare un amico riferendo una sua confidenza.

 

Del senno di poi si può sempre ridere e anche di quello di prima, perché non serve.

 

È libertà completa quella di poter fare ciò che si vuole a patto di fare anche qualche cosa che piaccia meno. La vera schiavitù è la condanna all'astensione: Tantalo e non Ercole.

 

È proprio la religione vera quella che non occorre professare ad alta voce per averne il conforto di cui qualche volta – raramente – non si può fare a meno.

 

Il mentitore dovrebbe tener presente che, per essere creduto, non bisogna dire che le menzogne necessarie.

 

L'amore sano è quello che abbraccia una donna sola e intera, compreso il suo carattere e la sua intelligenza.

 

È una delle grandi difficoltà della vita d'indovinare ciò che una donna vuole.

 

Penso che la sigaretta abbia un gusto più intenso quand'è l'ultima. Anche le altre hanno un loro gusto speciale, ma meno intenso. L'ultima acquista il suo sapore dal sentimento della vittoria su sé stesso e la speranza di un prossimo futuro di forza e di salute.

 

Penso che il rimorso non nasca dal rimpianto di una mala azione già commessa, ma dalla visione della propria colpevole disposizione. La parte superiore del corpo si china a guardare e giudicare l'altra parte e la trova deforme. Ne sente ribrezzo e questo si chiama rimorso.

 

Il pianto offusca le proprie colpe e permette di accusare, senz'obbiezioni, il destino.

 

La vita non è né brutta né bella, ma è originale!

 

La vita somiglia un poco alla malattia come procede per crisi e lisi ed ha i giornalieri miglioramenti e peggioramenti. A differenza delle altre malattie la vita è sempre mortale.

 

Un'immoralità predicata è più punibile di un'azione immorale. Si arriva all'assassinio per amore o per odio; alla propaganda dell'assassinio solo per malvagità.

 

Quando si muore si ha ben altro da fare che di pensare alla morte.

 

La coscienza di ZenoLa coscienza di Zeno
Autore Italo Svevo
Editore Einaudi, 2005

La storia di Zeno Cosini, inetto a vivere: una specie di marionetta tirata da fili che quanto più egli indaga, gli sfuggono. Una coscienza inutile a mutare un destino che sembra ineluttabile. È il capolavoro di Svevo, la prima storia italiana dove entra prepotentemente in scena la psicanalisi come coprotagonista; forse il più grande romanzo del Novecento italiano e uno dei maggiori della letteratura europea di questo secolo.

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