Jean-Jacques Rousseau 

 

Jean-Jacques Rousseau

Ginevra 1712 - Ermenonville 1778
Scrittore e filosofo svizzero

Aforismario

 

Origini della disuguaglianza fra gli uomini


Discours sur l'origine et les fondements de l'inégalité parmi les hommes, 1755

 

Il primo che, avendo recintato un terreno, osò dire: "questo mi appartiene", e trovò uomini abbastanza ingenui per credergli, quegli fu il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quante guerre, assassini, quante miserie ed errori avrebbe risparmiato al genere umano colui che, strappando i paletti o colmando il fossato, avesse gridato ai suoi simili "guardatevi dall'ascoltare quest'impostore; siete perduti, se dimenticate che i frutti sono di tutti e la terra di nessuno".

 

L’ineguaglianza, quasi inesistente nello stato di natura, ricava la sua forza e il suo incremento dallo sviluppo delle nostre facoltà e dai progressi dello spirito umano e diviene infine stabile e legittima con l’istituzione della proprietà e delle leggi.

 

L’ineguaglianza morale, autorizzata dal solo diritto positivo, è contraria al diritto naturale ogni volta che non corrisponde nella stessa proporzione all’ineguaglianza fisica.

 

Il denaro è seme di denaro, e il primo centesimo è qualche volta più difficile da acquistare che il secondo milione.

 

I popoli, una volta avvezzi ad avere padroni, non sono più in grado di farne a meno.

 

È chiaramente contro la legge di natura, in qualsiasi modo la si definisca, che un fanciullo comandi a un vecchio, un imbecille guidi un saggio e che un pugno di uomini nuoti nel superfluo, mentre la moltitudine affamata manca del necessario.

 

Giulia o la Nuova Eloisa


 Julie ou la Nouvelle Héloïse, 1761

 

Odio le cattive massime più ancora che le cattive azioni. 

 

L'arte di dar sapore ai piaceri è quella di esserne avari.

 

Si dimentica mai ciò che si è amato una volta? 

 

Una grande passione infelice è un grande mezzo di saggezza.

 

Il primo passo verso il vizio è mettere del mistero in azioni innocenti. 

 

Il gusto è, per così dire, il microscopio del discernimento. 

 

La pazienza è amara, ma il suo frutto è dolce. 

 

Se mai la vanità fece felice qualcuno sulla terra, quel qualcuno non poteva essere altri che uno sciocco. 

 

Le piccole precauzioni conservano le grandi virtù. 

 

Proponiamoci grandi esempi da imitare, piuttosto che vani sistemi da seguire.

 

Emilio o Dell'educazione


Émile ou De l'éducation, 1762

 

Odio i libri; insegnano soltanto a parlare di quello che non si sa.

 

Tutto è buono quando esce dalle mani del Creatore, tutto degenera nelle mani dell'uomo.

 

La più grande, la più importante, la più utile regola di tutta l'educazione? È non di guadagnare tempo, ma di perderne.

 

La sola abitudine che si deve lasciar prendere al bambino è di non prenderne nessuna.

 

Dovendo combattere la natura o le istituzioni sociali, bisogna scegliere tra fare un uomo o un cittadino: l'uno e l'altro insieme, non si può.

 

L'infanzia è il sonno della ragione.

 

I nostri primi maestri di filosofia sono i nostri piedi, le nostre mani, i nostri occhi.

 

La temperanza e il lavoro sono sono i migliori medici dell'uomo: il lavoro aguzza l'appetito e la temperanza impedisce di farne abuso. 

 

L'inquietudine dei desideri produce la curiosità e l'incostanza: il vuoto dei piaceri turbolenti genera la noia. Nessuno si annoia mai della sua condizione, quando non ne conosce di più piacevoli.

 

Chi è più lento a promettere è più svelto a mantenere.

 

Purché un uomo non sia pazzo, si può guarirlo d'ogni follia tranne la vanità.

 

Chi arrossisce è già colpevole, la vera innocenza non ha vergogna di nulla.

 

Più il corpo è debole, più comanda, più è forte, meglio obbedisce.

 

Queste due parole, patria e cittadino, devono essere cancellate dalle lingue moderne.

 

Val molto di più avere la costante attenzione degli uomini che la loro occasionale ammirazione.

 

Le idee generali e astratte sono la fonte dei più grandi errori degli uomini.

 

Si è curiosi soltanto nella misura in cui si è istruiti.

 

L'uomo dice quello che sa, la donna quello che piace.

 

La violenza della donna è nel suo fascino.

 

L'amor di sé fa più libertini che l'amore.

 

La fede dei fanciulli e di molti uomini è una pura questione di geografia.

 

Gli uomini dicono che la vita è breve, e vedo che si sforzano di renderla tale.

 

Il contratto sociale


Du contrat social, 1762

 

L'uomo è nato libero, e dappertutto è in catene.

 

Anche chi si crede il padrone degli altri non è meno schiavo di loro.

 

Se ci fosse un popolo di dèi, si governerebbe democraticamente. Un governo così perfetto non è adatto agli uomini.

 

Finché un Popolo è costretto a obbedire e obbedisce fa bene, appena può scuotere il giogo e lo scuote fa ancora meglio, giacché, recuperando la sua libertà per mezzo dello stesso diritto con cui gli è stata sottratta, o è autorizzato a riprendersela o nessuno lo era mai stato a togliergliela.

 

È una previdenza necessaria capire che non si può prevedere tutto.

 

L'ordine sociale è un diritto sacro, che sta a base di tutti gli altri. Tuttavia questo diritto non deriva dalla natura, ma è fondato su convenzioni.

 

O il lusso è l'effetto delle ricchezze, o le rende necessarie; corrompe insieme il ricco e il povero, l'uno con il possesso, l'altro con la cupidigia.

 

La pace, l'unione, l'eguaglianza sono nemiche delle sottigliezze politiche.

 

La volontà generale è sempre retta, ma il giudizio che la guida non è sempre illuminato.

 

Ciò che l'uomo perde col contratto sociale è la sua libertà naturale; il diritto illimitato su tutto ciò di cui tenta e riesce a impadronirsi; ciò che guadagna è la libertà civile e la proprietà di tutto ciò che possiede.

 

Il più forte non è mai tanto forte da poter essere sempre il padrone, a meno che trasformi la sua forza in diritto e l'obbedienza in dovere.

 

Le confessioni


 Les Confessions, 1765/70 (postumo 1782/89)

 

Non sono fatto come nessuno di quanti ho incontrati; oso credere di non essere fatto come nessuno di quanti esistono. Se pure non valgo di più, quanto meno sono diverso.

 

La mia nascita fu la prima delle mie sventure.

 

È troppo difficile pensare nobilmente quando si pensa a guadagnarsi da vivere.

 

Il denaro che si possiede è strumento di libertà; quello che si insegue è strumento di schiavitù.

 

Tutti gli animali diffidano dell'uomo, e non hanno tutti i torti, ma quando sono sicuri che non vuol fargli del male, la loro fiducia diventa così grande che bisogna essere più che barbari per abusarne.

 

Col denaro si ottiene di tutto, ad eccezione del cuore dei buoni cittadini.

 

Il rimorso dorme in un periodo prospero ma si risveglia nell'avversità.

 

Fantasticherie del passeggiatore solitario


Les rêveries du promeneur solitaire, 1776-1778 (post. 1782)

 

La forza e la libertà fanno gli uomini eccellenti. La debolezza e la schiavitù non hanno mai fatto altro che malvagi.

 

Fare del bene è la felicità più sincera che il cuore umano possa gustare.

 

Se bisogna essere giusti per gli altri, bisogna essere sinceri per sé stessi: è un omaggio che l'onest'uomo deve rendere alla propria dignità.

 

La felicità non ha alcun segno esteriore; per conoscerla, bisognerebbe leggere nel cuore dell'uomo felice.

 

Basta non essere mai ingiusto per essere sempre innocente?

 

Il paese delle chimere è, in questo mondo, l'unico degno d'essere abitato.

 

Libri di Jean-Jacques Rousseau

Giulia o la nuova Eloisa Giulia o la nuova Eloisa
Editore BUR Bibl. Univ. Rizzoli, 1992

 

Giulia d'Etange, figlia unica di una famiglia di nobili origini, ama il suo giovane precettore, Saint-Preux, dotato delle più belle qualità dell'anima, ma povero e inferiore socialmente. Saint-Preux rappresenta per lei l'amore-passione. Wolmar è quello che si usa dire un buon partito, uomo ricco e solido, amico del padre di Giulia, che promette alla figlia un legame coniugale senza rischi. A partire da questi personaggi, delineati con assoluta maestria, Rousseau costruisce un romanzo filosofico attraversato da un logorante interrogativo di fondo: è più giusto abbandonarsi alla pura passione amorosa, sacra espressione della natura e dunque inalienabile diritto dell'uomo, oppure tener conto delle convenzioni sociali, certo e solido fondamento della convivenza umana?

 

Le confessioni Le confessioni
Traduttore G. Cesarano
Editore Garzanti Libri, 2006

"Ecco il solo ritratto d'uomo, dipinto esattamente al naturale e assolutamente fedele al vero, che esiste e che mai probabilmente esisterà". Così Rousseau inizia la sua ricca autobiografia, che ripercorre attraverso un lucido esame di coscienza gli anni della formazione, l'amicizia con gli altri illuministi, la riflessione filosofica e letteraria, le fughe e i contrasti che sempre caratterizzarono la sua vita.

 

Il contratto sociale Il contratto sociale
Curatore R. Gatti
Editore BUR Bibl. Univ. Rizzoli, 2005

"L'uomo è nato libero" ma "ovunque si trova in catene" A partire da questa constatazione, nel "Contratto sociale" Rousseau raccoglie una delle sfide decisive della modernità: la ricerca di un ordine politico fondato non sulla forza ma sul diritto.

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