John Dryden 

 

John Dryden

Alwinkle 1631 - Londra 1700
Poeta, drammaturgo e critico letterario inglese

Aforismario

 

Sir Martin Mar-all


Sir Martin Mar-all, 1667

 

Questa è la sorte comune di tutti i machiavellici: fanno i loro disegni così sottili che si rompono per la loro stessa finezza.

 

Saggio sulla poesia drammatica


An Essay of Dramatick Poesie, 1668

 

Una cosa ben detta conserva il suo sapore in tutte le lingue.

 

Amore tirannico


Tyrannick Love, 1669

 

La musica è poesia inarticolata.

 

Tutto per amore


All for Love, 1677

 

Gli errori, come pagliuzze, galleggiano alla superficie; chi cerca perle deve tuffarsi in profondità.

 

Assalonne e Achitofel


Absalom and Achitophel, 1681

 

Guardati dalla furia di un uomo paziente.

 

Alla pazzia è affine il grande genio; solo una sottile parete li divide. 

 

Il desiderio della grandezza è un peccato divino.

 

Non è sempre vera l'opinione popolare; i più possono errare grossolanamente come i pochi.

 

Il frate spagnolo


The Spanish Friar, 1681

 

V'è un piacere a essere matti che solo i matti conoscono.

 

Religio Laici


Religio Laici, 1682

 

Come può il meno comprendere il maggiore, o la ragione finita raggiungere l'infinito?

 

Un uomo può essere trascinato alla passione con l'inganno, ma guidato alla verità soltanto con la ragione.

 

La cerva e la pantera


The Hind and the Panther, 1687

 

L'amicizia, in sé stessa un santo legame, è resa più sacra dall'avversità.

 

Re Artù


King Arthur, 1691

 

Tutte le ereditiere sono belle.

 

Saggio sulla Satira


An Essay on Satire, 1692

 

Che stupida e insensibile bestia è l'uomo, che pure vuol signoreggiare su tutto il resto!

 

La festa di Alessandro


Alexander's Feast, 1697

 

La guerra è fatica e fastidio; l'onore una bolla vuota.

 

Palamone e Arcita


Palamon and Arcite, 1700

 

Il mondo è un albergo, e la morte la fine del viaggio.

Tutto per amoreTutto per amore
Anche perdere il mondo
Testo inglese a fronte
Autore John Dryden
Curatore G. D'Elia
Editore Wip Edizioni, 2009

Tutto, per amore: anche perdere il mondo è una variazione sulla leggenda dell’amore tra Antonio e Cleopatra, che tanto fascino ha esercitato sugli scrittori britannici, compreso Shakespeare. La versione di John Dryden calca la mano sulla passione reciproca dei due protagonisti, avversata dalle persone a loro vicine e dal buon senso politico, un amore totalizzante che li porta alla rovina, come già capitato a illustri colleghi del teatro.  

Qui giace mia moglie: qui lasciatela giacere!

Lei ora riposa, e così anch'io.
(Here lies my wife: here let her lie! Now she's at rest, and so am I).
Epitaffio coniato da John Dryden

per la moglie Elizabeth, che gli sopravvisse.

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