Jules Amédée Barbey d'Aurevilly 

 

Jules Amédée Barbey d'Aurevilly

Saint-Sauveur-le-Vicomte 1808 - Parigi 1889
Scrittore francese

Aforismario

 

La stregata


L'Ensorcelée, 1854

 

Si spiega soprattutto quello che non si capisce. Lo spirito umano si vendica delle sue ignoranze con i suoi errori.

 

I filosofi e gli scrittori religiosi


Les Philosophes et les écrivains religieux, 1860

 

L'esperienza, questo frutto tardivo, il solo frutto che maturi senza diventare dolce.  

 

Le diaboliche


Les Diaboliques, 1874

 

L'uguaglianza, questa chimera dei plebei, esiste veramente soltanto fra i nobili.

 

I delitti dell'estrema civiltà sono certamente più atroci che quelli dell'estrema barbarie.

 

La bellezza è una. Solo la bruttezza è molteplice. 

 

A Parigi, quando Dio fornisce una bella donna, il diavolo risponde immediatamente con un cretino che la mantenga.

 

Disjecta membra


Disjecta membra, 1925 (postumo)

 

Si è fatto un grandissimo passo verso la saggezza quando non si ha più bisogno di compagnia la sera.

 

Chi è generalmente un viaggiatore? Un uomo che se ne va in cerca di un po' di conversazione in capo al mondo.

 

Essere bella e amata, è semplicemente essere femmina; essere brutta e sapersi fare amare, è essere una principessa.

Le diabolicheLe diaboliche
Autore Jules-Amédée Barbey d'Aurevilly
Curatore M. Praz
Traduttore C. Sbarbaro
Editore SE, 2004

Jules-Amédée Barbey d'Aurevilly fu dandy, cattolico e legittimista proprio nei tempi in cui questi tre modi di essere potevano a buon diritto dirsi passati di moda. E lo fu con un'intransigenza tale da lasciar dubitare che a sorreggere la sua convinzione partecipasse in misura niente affatto indifferente il piacere di contraddire, di non uniformarsi alle "idées reçues" dei suoi giorni, il che varrebbe forse a spiegare il suo amore per l'eccezionale, la sua tesa e instancabile ricerca del grandioso nel bene come nel male, il continuo e trasparente desiderio di sorprendere, quando non addirittura di "épater" un lettore assunto sempre in una duplice veste di complice e tuttavia di nemico.

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