Karl Marx 

 

Karl Marx

Treviri 1818 - Londra 1883
Filosofo, economista, storico e sociologo tedesco

Aforismario

 

Critica della filosofia hegeliana del diritto pubblico


Zur Kritik der Hegelschen Rechtsphilosophie, 1844

 

Il fondamento della critica irreligiosa è questo: è l'uomo che fa la religione, non la religione che fa l'uomo.

 

La religione è la coscienza di sé e la consapevolezza del proprio valore dell'uomo, il quale o non ha ancora acquistato la propria autonomia o l'ha già perduta.

 

L'uomo non è un essere astratto che vaga fuori del mondo. L'uomo non è altro che il mondo dell'uomo, lo Stato, la società.

 

L'angoscia religiosa è espressione dell'angoscia reale e protesta contro di essa.

 

La religione è il sospiro di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. Essa è l’oppio dei popoli.

 

La soppressione della religione quale felicità illusoria del popolo è il presupposto della sua vera felicità. La necessità di rinunciare alle illusioni riguardanti le proprie condizioni, è la necessità di rinunciare a quelle condizioni che hanno bisogno di illusioni. La critica della religione è dunque, in germe, la critica della valle di lacrime di cui la religione è l'aureola sacra.

 

La religione non è che un sole illusorio, che si muove attorno all'uomo finché questi non giunge a muoversi attorno a se stesso.

 

È anzitutto compito della filosofia. operante al servizio della storia, di smascherare l'alienazione che l'uomo fa di se stesso nelle sue forme profane, dopo che la forma sacra dell'umana alienazione di se stesso è stata smascherata. La critica del Cielo si trasforma così nella critica della terra, la critica della religione in quella del diritto, la critica della teologia in quella della politica.

 

Manoscritti economico-filosofici


Ökonomisch-philosophischen Manuskripte 1844 (postumo 1932)

 

L'operaio è diventato una merce ed è una fortuna per lui trovare un acquirente. E la domanda, da cui dipende la vita dell'operaio, dipende dal capriccio dei ricchi e dei capitalisti.

 

Quando tu ami senza provocare amore, cioè quando il tuo amore come amore non produce amore reciproco, e attraverso la tua manifestazione di vita, di uomo che ama, non fai di te stesso un uomo amato, il tuo amore è impotente, è una sventura.

 

La burocrazia è lo Stato immaginario accanto allo Stato reale, è lo spiritualismo dello Stato.

 

L'economista è un rappresentante ideologico del capitalista.

 

L'uomo non è un essere naturale: è un essere naturale umano.

 

Più l'uomo mette in Dio e meno serba in se stesso.

 

Più oggetti l'operaio produce, meno può possederne e tanto più cade sotto il dominio del suo prodotto, del capitale.

 

Le necessità primitive dei lavoratori sono un'assai più ricca fonte di guadagno che le raffinate necessità dei ricchi.

 

Il denaro muta la fedeltà in infedeltà, l'amore in odio, l'odio in amore, la virtù in vizio, il vizio in virtù, il servo in padrone, il padrone in servo, la stupidità in intelligenza, l'intelligenza in stupidità.

 

Ideologia tedesca


Die deutsche Ideologie, 1845-1846 (postumo 1932)

 

Gli uomini si sono sempre fatti idee false intorno a sé stessi, intorno a ciò che essi sono o devono essere. In base alle loro idee di Dio, dell'uomo normale, ecc. essi hanno regolato i loro rapporti. I parti della loro testa sono diventati più forti di loro. Essi, i creatori, si sono inchinati di fronte alle loro creature.

 

La coscienza non può mai essere qualche cosa di diverso dall’essere cosciente, e l’essere degli uomini è il processo reale della loro vita.

 

Non è la coscienza che determina la vita, ma la vita che determina la coscienza.

 

Per poter "fare storia" gli uomini devono essere in grado di vivere. Ma il vivere implica prima di tutto il mangiare e bere, l'abitazione, il vestire e altro ancora. La prima azione storica è dunque la creazione dei mezzi per soddisfare questi bisogni.

 

Il comunismo, per noi, non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presenti.

 

La classe che è la potenza materiale dominante della società è in pari tempo la sua potenza spirituale dominante.

 

L'ideologia dominante è sempre stata l'ideologia della classe dominante.

 

La borghesia dà, storicamente, alla famiglia il carattere della famiglia borghese, dove l'elemento connettivo è la noia e il denaro.

 

Gli uomini fanno la propria storia, ma non la fanno in modo arbitrario, in circostanze scelte da loro stessi, bensì nelle circostanze che trovano immediatamente davanti a sé, determinate dai fatti e dalle tradizioni.

 

Miseria della filosofia


Das Elend der Philosophie, 1847

 

La maggior parte delle cose hanno valore solo in quanto soddisfano i bisogni generati dall'opinione. L'opinione sui nostri bisogni può mutare, dunque può cambiare anche l'utilità delle cose, la quale non esprime se non un rapporto fra esse e i nostri bisogni.

 

Il commercio mondiale è imperniato quasi interamente su dei bisogni: bisogni non del consumo individuale, ma della produzione.

 

Solo in un ordine di cose in cui non vi saranno più classi né antagonismo di classi le evoluzioni sociali cesseranno d'essere rivoluzioni politiche.

 

La ragione umana, che è tutto meno che pura, avendo una prospettiva limitata trova ad ogni passo nuovi problemi da risolvere.

 

Manifesto del partito comunista


Manifest der Kommunistischen Partei, 1848 

 

Uno spettro si aggira per l'Europa: lo spettro del comunismo.

 

La storia di ogni società esistita fino a questo momento, è storia di lotte di classi.

 

Nella stessa proporzione in cui si sviluppa la borghesia, cioè il capitale, si sviluppa il proletariato, la classe degli operai moderni, che vivono solo fintantoché trovano lavoro, e che trovano lavoro solo fintantoché il loro lavoro aumenta il capitale. Questi operai, che sono costretti a vendersi al minuto, sono una merce come ogni altro articolo commerciale, e sono quindi esposti, come le altre merci, a tutte le alterne vicende della concorrenza, a tutte le oscillazioni del mercato.

 

Gli operai non sono soltanto servi della classe dei borghesi, ma vengono asserviti giorno per giorno, ora per ora dalla macchina, dal sorvegliante, e soprattutto dal singolo borghese fabbricante in persona. Questo dispotismo è tanto più meschino, odioso ed esasperante, quanto più apertamente esso proclama come fine ultimo il guadagno.

 

Leggi, morale, religione sono per il proletario altrettanti pregiudizi borghesi, dietro i quali si nascondono altrettanti interessi borghesi.

 

Lo scopo immediato dei comunisti è lo stesso di tutti gli altri proletari: formazione del proletariato in classe, abbattimento del dominio della borghesia, conquista del potere politico da parte del proletariato.

 

Quel che contraddistingue il comunismo non è l'abolizione della proprietà in generale, bensì l'abolizione della proprietà borghese.

 

La proprietà privata borghese moderna è l'ultima e la più perfetta espressione della produzione e dell'appropriazione dei prodotti che poggia su antagonismi di classe, sullo sfruttamento degli uni da parte degli altri.

 

Il comunismo non toglie a nessuno il potere di appropriarsi prodotti della società, toglie soltanto il potere di assoggettarsi il lavoro altrui mediante tale appropriazione.

 

Non c'è nulla di più ridicolo del moralistico orrore che i nostri borghesi provano per la pretesa comunanza ufficiale delle donne fra i comunisti. I comunisti non hanno bisogno d'introdurre la comunanza delle donne; essa è esistita quasi sempre.

 

Le idee dominanti di un'epoca sono sempre state soltanto le idee della classe dominante.

 

Le classi dominanti tremino al pensiero d'una rivoluzione comunista. I proletari non hanno da perdervi che le loro catene. Hanno un mondo da guadagnare.

 

Proletari di tutto il mondo, unitevi!

 

Il diciotto Brumaio di Luigi Bonaparte


Der achtzehnte Brumaire des Louis Bonaparte, 1852

 

La società borghese manca di eroismo.

 

La tradizione di tutte le generazioni passate pesa come un incubo sul cervello dei vivi.

 

Per la critica dell'economia politica


Zur Kritik der Politischen Ökonomie, 1859

 

Il modo di produzione della vita materiale condiziona, in generale, il processo sociale, politico e spirituale della vita. Non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma è, al contrario, il loro essere sociale che determina la loro coscienza

 

Sulla soglia della scienza, come sulla porta dell'inferno, si deve porre questo ammonimento:
Qui si convien lasciare ogni sospetto / Ogni viltà convien che qui sia morta.

 

Il capitale


Das Kapital, 1867-1894

 

La violenza è la levatrice di ogni vecchia società, gravida di una nuova società.

 

Il capitalista ha in comune con l'avaro l'amore della ricchezza come fine a sé stessa. Ma ciò che nell'avaro è soltanto una idiosincrasia, nel capitalista è l'effetto di un meccanismo sociale, del quale egli è soltanto una fra le tante ruote.

 

Il proprietario di forza-lavoro, quale persona, deve riferirsi costantemente alla propria forza-lavoro come a sua proprietà, quindi come a sua propria merce; e può farlo solo in quanto la mette a disposizione del compratore ossia gliela lascia per il consumo, sempre e soltanto, transitoriamente, per un periodo determinato di tempo, e dunque, mediante l'alienazione di essa, non rinuncia alla sua proprietà su di essa.

 

Tesi su Feuerbach


Thesen über Feuerbach, 1845 (postumo 1886)

 

La questione se al pensiero umano appartenga una verità oggettiva non è una questione teorica, ma pratica. E' nell'attività pratica che l'uomo deve dimostrare la verità, cioè la realtà e il potere, il carattere terreno del suo pensiero. La disputa sulla realtà o non-realtà di un pensiero che si isoli dalla pratica è una questione puramente scolastica.

 

La dottrina materialistica che gli uomini sono prodotti dell'ambiente e dell'educazione, e che pertanto uomini mutati sono prodotti di un altro ambiente e di una mutata educazione, dimentica che sono proprio gli uomini che modificano l'ambiente e che l'educatore stesso deve essere educato.

 

L'essere umano non è un'astrazione immanente all'individuo singolo. Nella sua realtà, esso è l'insieme dei rapporti sociali.

 

La vita sociale è essenzialmente pratica. Tutti i misteri che sviano la teoria verso il misticismo trovano la loro soluzione razionale nell'attività pratica umana e nella comprensione di questa attività pratica.

 

I filosofi si sono limitati a interpretare in modi diversi il mondo; si tratta ora di trasformarlo.

 

Critica del programma di Gotha


Kritik des Gothaer Programms, 1875 (postumo 1891)

 

Ognuno secondo le proprie capacità, a ognuno secondo i propri bisogni.

 

Salario, prezzo e profitto


Lohn, Preis und Profit, 1865 (postumo, 1898)

 

Tutta la storia dell'industria moderna mostra che il capitale, se non gli vengono posti dei freni, lavora senza scrupoli e senza misericordia per precipitare tutta la classe operaia a questo livello della più profonda degradazione.

 

Libri di Karl Marx

Il capitaleIl capitale
Curatore A. Macchioro; A. Maffi
Editore UTET, 2009

"Il giro del denaro mostra una costante, monotona ripetizione dello stesso processo. La merce sta sempre dalla parte del venditore, il denaro sempre da quella del compratore, come mezzo di acquisto. Funziona come mezzo di acquisto in quanto realizza il prezzo della merce. [...] Il capitalista deve essere ancora considerato come possessore unico del plusvalore. Quanto all'operaio, egli è soltanto il punto di partenza secondario del denaro da lui gettato nella circolazione, mentre il capitalista ne è il punto di partenza primario. [...] Nel moderno sistema del credito, il capitale produttivo d'interesse viene nell'insieme adattato alle condizioni della produzione capitalistica. L'usura in quanto tale non solo continua ad esistere, ma, in popoli a produzione capitalistica evoluta, viene liberata dagli ostacoli che tutte le legislazioni precedenti le opponevano."

 

Manifesto del Partito ComunistaManifesto del Partito Comunista
Autori Karl Marx e Friedrich Engels
Traduttore D. Losurdo
Editore Laterza, 2005

Abbattimento della borghesia, dominio del proletariato, sovvertimento della vecchia società fondata sul conflitto di classe, istituzione di una nuova società senza classi né proprietà privata: questi gli obiettivi del pensiero politico di Marx, che diedero vita, nel 1848, al "Manifesto del partito comunista". Un opuscolo che ebbe vicende burrascose, più volte censurato, più volte ripubblicato, e sicuramente uno degli scritti politici più influenti del nostro tempo.

Link: Sezione italiana del Marxists Internet Archive

Indice Autori - Home Page - Avvertenze - Contatti - Torna su