Leonardo da Vinci 

 

Leonardo da Vinci

Vinci 1452 - Castello di Clos-Lucé (Amboise) 1519 

Artista e scienziato italiano

Aforismario

 

Codice Arundel, 1478-1518


British Library, Londra

 

Ciò che non ha termine non ha figura alcuna.

 

Sì come ogni regno in sé diviso è disfatto, così ogni ingegno diviso in diversi studi si confonde e indebolisce.

 

L'omo ha desiderio d'intendere se la femmina è cedibile alla dimandata lussuria, e intendendo di sì e come ell'ha desiderio dell'omo, elli la richiede e mette in opera il suo desiderio, e intender nol pò se non confessa, e confessando fotte. 

 

Ogni azione fatta dalla natura non si pò fare con più brieve modo co' medesimi mezzi. Date le cause la natura partorisce li effetti per i più brievi modi che far si possa.

 

Perché vede più certa la cosa l'occhio ne' sogni che colla immaginazione stando desto.

 

Codice Atlantico, 1478-1518


Biblioteca Ambrosiana, Milano

 

Raro cade chi ben cammina. 

 

Nessuna azione naturale si pò abreviare. 

 

Chi disputa allegando l'alturità1 non adopera lo 'ngegno, ma più tosto la memoria.

 

Sì come il ferro s'arruginisce sanza esercizio e l'acqua si putrefà o nel freddo s'addiaccia, così lo 'ngegno sanza esercizio si guasta.

 

Questo per isperienza è provato, che chi non si fida mai sarà ingannato.

 

Nessuno effetto è in natura sanza ragione; intendi la ragione e non ti bisogna sperienza.

 

Il pittore che ritrae per pratica e giudizio d'occhio sanza ragione è come lo specchio, che in sé imita tutte le a sé contrapposte cose, sanza cognizione d'esse.

 

Chi si promette dalla sperienza quel che non è in lei si discosta dalla ragione.

 

Chi vole vedere come l'anima abita nel suo corpo, guardi come esso corpo usa la sua cotidiana abitazione, cioè se quella è sanza ordine e confusa, disordinato e confuso fia il corpo tenuto dalla su' anima.

 

Chi tempo ha e tempo aspetta, perde l'amico e danari non ha mai.

 

La somma filicità sarà somma cagione della infelicità, e la perfezion della sapienza cagion della stoltizia.

 

Chi più possiede, più debbe temere di non perdere.

 

Siccome l'animosità è pericolo di vita, così la paura è la sicurtà di quella.

 

L'omo e gli animali sono propio transito e condotto di cibo, sepoltura d'animali, albergo de' morti, facendo a sé vita dell'altrui morte, guaina di corruzione. 

 

Amor onni cosa vince.

 

Fogli di Windsor, 1478-1518


Royal Library, Castello di Windsor, Berkshire

 

No' si volta chi a stella è fisso.

 

El sole non si move.

 

Non promettere cose e non le fare sì tue, che non l'avendo,  t'abbino a dare passione.

 

Ogni impedimento è distrutto dal rigore.

 

Chi vol essere ricco in un dì è impiccato in un anno.

 

Chi biasima la somma certezza delle matematiche si pasce di confusione, e mai porrà silenzio alle contraddizioni delle sofistiche scienzie, colle quali s'impara uno etterno gridore.

 

La verità al fine non si cela; non val simulazione. Simulazion è frustrata avanti a tanto giudice.

 

Codice Trivulziano, 1487/1490


Biblioteca Trivulziana, Castello Sforzesco, Milano

 

L'acqua che tocchi de' fiumi è l'ultima di quella che andò e la prima di quella che viene. Così il tempo presente.

 

Ogni nostra cognizione prencipia da' sentimenti.

 

La vita bene spesa lunga è.  

 

Siccome una giornata bene spesa dà lieto dormire, così una vita bene usata dà lieto morire.

 

La stoltizia è scudo della vergogna, come la improntitudine1 della povertà.

 

Salvatico è quel che si salva. 

 

Dov'è più sentimento, lì è più ne' martiri gran martire.

 

I sensi sono terrestri, la ragione sta for di quelli quando contempla.

 

Il moto è causa d'ogni vita. 

 

Note: 1 sfacciataggine - 2 tormento

 

Codici di Madrid, 1490/1505


Biblioteca Nacional, Madrid

 

Aristotile e Alessandro furon precettori l'un de l'altro. Alessandro fu ricco di Stato, il qual li fu mezzo a osurpare il mondo; Aristotile ebbe grande scienza, le quale li furon mezzo a osurparsi tutto il rimanente delle scienze composte dalla somma de' filosofi.

 

Ogni corpo dimanda le sue membra e ogni arte dimanda i suoi strumenti. E subito ch'è creato il tutto, ancora son create le sue parti.

 

Chi nega la ragion delle cose, pubblica la sua ignoranza.

 

Come è più difficile a 'ntendere l'opere di natura che un libro d'un poeta.

 

Codice A


Sì come il mangiare sanza voglia fia dannosa alla salute, così lo studio sanza desiderio guasta la memoria e non ritien cosa ch'ella pigli.

 

Codice B


Fuggi e precetti di quelli speculatori che le loro ragioni non son confermate dalla isperienza. 

 

Codice C


Natura non rompe sua legge.

 

La natura è costretta dalla ragione della sua legge, che in lei infusamente vive. 

 

Codice E


La meccanica è il paradiso delle scienze matematiche, perché con quelle si viene al frutto matematico.

 

Non si debba desiderare lo impossibile.

 

Codice F


L'uomo ha grande discorso, del quale la più parte è vano e falso. Li animali l'hanno piccolo, ma è utile e vero, e meglio è la piccola certezza che la gran bugia.

 

Codice G


Nessuna certezza delle scienze è dove non si pò applicare una delle scienze matematiche, ovver che non sono unite con esse matematiche. 

 

Quelli che s'innamoran di pratica sanza scienzia son come 'l nocchier ch'entra in navilio senza timone o bussola, che mai ha certezza dove si vada. 

 

Codice H


Reprendi l'amico in segreto e laldalo in palese.

 

Chi teme i pericoli non perisce per quegli.

 

Lussuria è causa della generazione.

Gola è mantenimento della vita.

Paura ovver timore è prolungamento di vita.

Dolor è salvamento dello strumento.

 

Nessuna cosa è da temere quanto la sozza fama. Questa sozza fama è nata da' vizi.

 

Chi non raffrena la volontà colle bestie s'accompagni. 

 

Chi poco pensa molto erra.

 

Chi non punisce il male, comanda che si facci.

 

Dimanda consiglio a chi ben si corregge. 

 

Ogni torto si dirizza.

 

Cogli la gremigna perché le bon'erbe crescino. 

 

Il voto nasce quando la speranza more.

 

Codice I


Chi non stima la vita, non la merita.

 

D'ogni cosa la parte ritiene in sé della natura del tutto.

 

La scienza è il capitano, e la pratica sono i soldati.

 

Codice K


Li omini e le parole son fatti. E tu, pittore, non sapiendo operare le tue figure, tu se' come l'oratore che non sa adoperare le parole sue.

 

Codice L


La paura nasce più tosto che altra cosa.

 

Codice M


La verità sola fu figliola del tempo. 

 

Chi altri offende, sé non sicura.

 

Codici Forster II e III, 1493/1505


Victoria and Albert Museum, Londra

 

Ecco alcuni che non altramente che transito di cibo, e aumentatori di sterco e riempitori di destri chiamarsi debono, perché per loro non altro nel mondo apare, alcuna virtù in opera si mette, perché di loro altro che pieni destri non resta.

 

E questo omo ha una somma pazzia, cioè che sempre stenta per non istentare, e la vita se li fugge sotto speranza di godere i beni con somma fatica acquistati. 

 

Tristo è quel discepolo che non avanza il suo maestro.

 

La sapienza è figliola della sperienzia.

 

O speculatori dello continuo moto, quanti vani disegni in simile cerca avete creati! Accompagnatevi colli cercatori dell'oro.

 

Il dipintore disputa e gareggia colla natura.

 

La natura pare qui in molti o di molti animali stata più presto crudele matrigna che madre e d'alcuni non matrigna ma piatosa madre.

 

Trattato della pittura, XVI sec.


La pittura rappresenta al senso con piú verità e certezza le opere di natura, che non fanno le parole o le lettere, ma le lettere rappresentano con piú verità le parole al senso, che non fa la pittura.

 

La pittura [...] non s’insegna a chi natura nol concede, come fan le matematiche, delle quali tanto ne piglia il discepolo, quanto il maestro gliene legge.

 

Chi biasima la pittura, biasima la natura, perché le opere del pittore rappresentano le opere di essa natura, e per questo il detto biasimatore ha carestia di sentimento.

 

La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.

 

La pittura è una poesia muta, e la poesia è una pittura cieca.

 

Tra la pittura e la scultura non trovo altra differenza, senonché lo scultore conduce le sue opere con maggior fatica di corpo che il pittore, ed il pittore conduce le opere sue con maggior fatica di mente.

 

Se tu sarai solo, tu sarai tutto tuo.

 

Non è laudabile quel pittore che non fa bene se non una cosa sola, come un nudo, testa, panni, o animali, o paesi, o simili particolari, imperocché non è sí grosso ingegno, che voltatosi ad una cosa sola, e quella sempre messa in opera, non la faccia bene.

 

Tristo è quel maestro del quale l’opera avanza il giudizio suo. E quello si drizza alla perfezione dell’arte, del quale l’opera è superata dal giudizio.

 

Quel pittore che non dubita poco acquista. Quando l’opera supera il giudizio dell’operatore, esso operante poco acquista. E quando il giudizio supera l’opera, essa opera mai finisce di migliorare, se l’avarizia non l’impedisce.

 

Leonardo - Scritti letterariScritti letterari
Autore Leonardo da Vinci
Editore BUR Bibl. Univ. Rizzoli, 2002 

 

Si raccolgono in questo volume tutti gli scritti di Leonardo che non hanno stretto riferimento alla ricerca scientifica o all'arte figurativa. Si tratta delle Favole, brevi testi nella tradizione degli apologhi morali; del Bestiario, prontuario sul significato favoloso degli animali; delle Profezie, sorta di indovinelli da recitarsi a corte; delle Lettere, e di una raccolta di Pensieri.

 

Trattato della pitturaTrattato della pittura
Autore Leonardo da Vinci
Editore Giunti Demetra

Se tu sprezzerai la pittura, la quale è sola imitatrice di tutte le opere evidenti di natura, per certo tu sprezzerai una sottile invenzione, la quale con filosofica e sottile speculazione considera tutte le qualità delle forme: mare, siti, piante, animali, erbe, fiori, le quali sono cinte di ombra e lume. E veramente questa è scienza e legittima figlia di natura, perché la pittura è partorita da essa natura; ma per dir piú corretto, diremo nipote di natura, perché tutte le cose evidenti sono state partorite dalla natura, dalle quali cose è nata la pittura. Adunque rettamente la chiameremo nipote di essa natura e parente d’Iddio.

Foto logo: Autoritratto di Leonardo Da Vinci (part. in b/n)

ca. 1515, Biblioteca Reale di Torino

Citazioni sulla Gioconda

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