Niccolò Tommaseo 

 

Niccolò Tommaseo

Sebenico 1802 - Firenze 1874
Scrittore, filologo e aforista italiano

Aforismario

 

Aforismi della scienza prima, 1837


Le cose sono all'uomo limite, indizio, strumento. Come indizio, esercitano l'intelligenza; come limite, la sensività, vale a dire la facoltà passiva; come strumento, l'attività, cioè il volere e l'amore.

 

La stessa sua libertà dice all' uomo: Tu se' finito. E i confini della sua libertà gli dicono: Tu se' libero.

 

Le cose esterne, facendoci sentire quello che noi non possiamo e quel ch'esse non sono, ci fanno sentire per la ragion de' contrarii quello che noi possiamo e siamo, e arguire parte di quel eh' esse sono.

 

Chi non vede i limiti delle cose, è matto; chi li esagera, idiota. I sensisti che ora non li veggono, ora li esagerano, hanno dell' idiota e del matto.

 

Ogni atomo è armonizzato con l'immenso universo; e la sua natura dipende dalla natura del tutto. Giova, ad intendere le cose grandi, studiare le piccole. E viceversa.

 

Uomo che pensa senza parola, è come uomo che mangia senza bocca.

 

La donna, fecondo strumento, è limite bello, centro all'unità della famiglia, e però della città. Chi la tratta come strumento di sola una cosa, cioè di piacere o di dominio o d'utile, la deturpa, e deturpa la specie.

 

L'uomo è indizio, strumento, limite all'uomo. Di questo principio esce la giurisprudenza e la politica tutta.

 

Le leggi cattive son limiti al debole, strumenti al forte, indizii di bene a nessuno; se non per la via de' contrarii.

 

Libertà è conoscere i limiti propri e altrui; questi e quelli difendere.

 

Il dolore che i limiti delle cose c'impongono, cioè a dire il mal essere del desiderio non soddisfatto, il senso del non potere tutto, ci dà il sentimento e l'idea del tutto. Il limite diventa indizio. E la più larga via verso l'infinito è il dolore.

 

L'umiltà ci rende forti, e poi sapienti; l'orgoglio, deboli e stolti.

 

Ogni preghiera si può ridurre a ciò: riconoscere il limite, e chiederne l'allargamento.

 

Il panteismo è un paganesimo grossolano, cioè un lieto error popolare, rincupito da tristi filosofi.

 

La virtù è la logica in atto.

 

Pensieri morali, 1845


DELL'AMICIZIA VERA.

1. L'arte di farsi amare e stimare, è l'arte di ben conoscere il fine non delle azioni altrui ma sì delle proprie.

2. Non si possono amar pienamente se non coloro che in tutte le azioni hanno un fine tra loro comune; e non l'hanno se non l'anime oneste.

3. Il primo incontro di due anime deve stringerle insieme e farle l'una nell'altra riposare soavemente. Senza volere, senza sapere, e' debbono abbattersi nelle medesime idee, nelle medesime parole talvolta.

4. L'amore o l'amicizia degni, rivelano alla modesta coscienza dell'amato le nobili qualità che in lui scopre l'amico o l'amante; e gli danno lume e forza a coltivarle e affinarle. Cosi l'affetto fa quasi una scelta tra le facoltà dell'uomo, e svolge le più delicate.

5. Pochi nomi ci restano d'amici illustri, perchè l'amicizia vera non fa pompa di se.

6. Chi più fugge le amistanze, più gode l'amicizia.

7. Solo chi sa contentarsi d'una sola amicizia, può meritarne parecchie.

8. Amicizia generosa: questo titolo li comprende in sè tutti.

9. Non tutte le offerte dell'amicizia sono accettabili. Meno s'accetta, e più l'amicizia è profonda; perchè più alta.

10. L'amicizia fugge dalla ricchezza, come colomba dal falco.

11. Se volete conservare gli amici, non abondate in consigli.

12. Due amici che tentano romperla, son come due mani d'un corpo stesso che tentano troncarsi a vicenda.

13. Se la colomba sulle acque inondanti non trova dove si riposi, e ritorna; stendete la mano, e riponetela in salvo. Chi, disingannato, v'invoca amatelo più caramente che mai.

 

AMICIZIA APPARENTE.

1. A chi non v'ama, non ne domandate il perchè; domandatelo piuttosto a voi stesso.

2. Amicizia gelosa è più pettegola d'amore geloso.

3. Taluni fanno mostra d'amare gli uomini virtuosi appunto perchè non amano la virtù.

4. Chi nel primo colloquio vi fa periodi lunghi, difficile vi diventi amico.

5. Chi si tiene da molto, e chi dappoco, non ha veri amici.

6. Chi non sente l'amicizia de' luoghi, non ama davvero né le persone.

7. Gli amici volgari son come gl'infermi che vanno a' bagni; e ci restano finchè la stagione gli arrida.

8. Volete voi liberarvi da certi importuni che vi si chiamano amici? Chiedete un servigio che non appaghi la loro vanità.

9. Per giudicare un amico aspettate d'essergli più a carico che a vantaggio o ad onore o a diletto.

10. Se credete che gli uomini per l'utile loro debbano avere più cura di voi che non ne abbiate voi stesso, sbagliate.

11. Dall'utile o dal piacere che date alle persone potete fare misura del loro affetto: e questo dico anche de' buoni. Se non che i buoni si compiacciono nel bene vostro, come nel proprio; e' si compiacciono nel patire per voi.

 

PENSIERI D'AMORE.

1. L'amore che comincia dal giudicare, finisce con calcolare.

2. Anco l'amore ha i suoi momenti di critica; ma quando la critica è da lui sopraffatta, allora l'amore è possente.

3. Chi fa sproloquii sull'amore è uomo erudito, non dotto, d'amore.

4. L'amore che va per allegorie e per similitudini lunghette, non è del buono.

5. Chi non riceve l'amore docilmente, non lo può nè intendere nè dipingere.

6. Quelli che pajon più semplici, sono in amore più arguti: sì perchè sentono, e però veggono più diritto; sì perchè da essi ogni cosa viene non aspettata, e però più notabile.

7. Gli atti, le parole ch'escono meno avvertite, dicono più.

8. La carità, come l'amore, si manifestano più col tacere che col parlare. Il tacere costa più, e dice più.

9. Intendersi dicevano i vecchi Italiani per amare: e intendersi accenna a intensione, a intenzione, a intendimento. Se ne intendevano i vecchi Italiani d'amore.

10. Quando tra il cielo ed un fiore lontano non è oggetto intermedio, par che quel fiore sia un ornamento del cielo.

 

Libri di Niccolò Tommaseo

Aforismi della scienza primaAforismi della scienza prima
Curatore Ermanno Paccagnini
Editore Greco e Greco, 2008

Valutazione Aforismario: Libro per soli appassionati (Aforismario)

 

L'opera integrale degli "Aforismi della scienza prima" del Tommaseo pubblicata nel 1837.

 

 

 

Pensieri moraliPensieri morali
Curatore Gino Ruozzi
Editore Il Mulino, 2001

Valutazione Aforismario: Libro consigliato (Aforismario)

 

Pubblicati nello stesso anno dei "Pensieri" di Giacomo Leopardi, i "Pensieri morali" di Niccolò Tommaseo sono il condensato aforistico della saggezza del grande dalmata, di cui mostrano la straordinaria capacità definitoria. Tommaseo ebbe particolare predilezione per il genere aforistico, al quale dedicò diversi libri, dagli "Aforismi della scienza prima" (1837) al "Dizionarietto morale" (1867). Amante della concisione e del pensiero preciso ed efficace, come dimostra ampiamente il suo lavoro di lessicografo, con i "Pensieri morali" Tommaseo allestì una piccola enciclopedia per aforismi, inserendosi nella tradizione filosofica di Bacone e di Vico.

Fonti: Ricoglitore Italiano e Straniero

Rivista Mensuale Europea

di Scienze, Lettere, Belle arti, Bibliografia e Varietà,

presso Ant. Fort. Stella e Figli, Milano, 1837

Pensieri morali di N. Tommaseo

Antonio ed Angelo Cappelli, Tipografi Editori, 1845

Versione elettronica (e-book): Google Libri

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