Paolo Mantegazza 

 

Paolo Mantegazza

Monza 1831 - San Terenzo 1910
Fisiologo, antropologo e scrittore italiano

Aforismario

 

Il bene e il male, 1861


La felicità corre dietro a chi lavora e fa il bene; fugge lontano da chi la cerca sola e a dispetto di tutti.

 

Non vi pentirete mai di aver aspettato, potreste pentirvi cento volte di aver fatto troppo presto.

 

Aspirare alla gloria non è di tutti, ma chi ne è degno deve lavorare per essa.

 

Tra l'avarizia e la prodigalità sta l'economia, ed è questa una virtù che l'uomo onesto deve praticare.

 

Di cento malattie, cinquanta sono prodotte per colpa, quaranta per ignoranza.

 

Il lavoro è il migliore contravveleno del dolore, è fonte di salute e di ricchezza per l'individuo, causa prima di grandezza e di prosperità per le nazioni.

 

Il miglior modo di solidificare il tempo, di vederlo e di toccarlo con mano è quello di fare molte cose buone. Le azioni virtuose e i nostri lavori ci dimostrano meglio d'ogni altra cosa che noi abbiamo vissuto.

 

Essere avaro vuol dire rubare agli altri, scialacquare vuol dire rubare a sé ed agli altri.

 

La religione non è fatta dal sacerdote; ma è il culto di Dio, e quando il prete è degno del suo ministero, è l'uomo più santo che si conosca.

 

Nessun giorno sia da te vissuto inutilmente. Ricordati che il tempo è la cosa più nostra di tutte e che, perduto una volta, non lo si recupera più.

 

Lasciare l'ingegno senza un'applicazione è lasciare un capitale senza impiego; è quindi per lo meno stupidità e trascurataggine.

 

Elementi d'igiene, 1867


Vivere è di tutti, viver bene di pochi; viver con scienza e conoscenza di pochissimi.

 

Chi col muovere troppo poco i muscoli eccita il cervello a maggior lavoro, può accumulare in una data unità di tempo maggior quantità di forze intellettuali, ma accorciando la vita finisce per produrre minor copia di pensieri.

 

Nel grande oceano della natura gli individui son gocce che il vento spazza dall'onda e fa correre lucide e leggere sulla superficie per un solo istante.

 

Date al solitario pensatore la più cara delle sue gioie, quella di sapersi vivo nella vita di tutti.

 

Fisiologia dell'amore, 1873


Dar molto, dar moltissimo, ma non dar mai tutto, ecco per la donna il più prezioso segreto per esser lungamente amata.

 

Fisiologia del piacere, 1880


Se un uomo potesse nell'età della ragione rammentare l'ardore di un sol bacio materno, non potrebbe avere il coraggio di commettere la più piccola ingiustizia verso chi lo ha baciato in quel modo.

 

Il secolo nevrosico, 1887


L'aforismo è ingegnoso, è eloquente, ma come tutti gli aforismi è una parte della verità, non tutta la verità. Per fare un aforismo, per formulare un dogma, bisogna tagliar troppe cose, arrotondar troppi spigoli; e la verità non è quasi mai né quadrata, né rotonda.

 

Testa, 1887


La gente che lavora, che pensa colla propria testa, che si forma da sé sola e laboriosamente un piccolo patrimonio di cognizioni positive e sicure, acquista quasi sempre anche quel preziosissimo di tutti i tesori, che è il buon senso; armonia di cuore e di testa, altissima e utilissima fra tutte le umane virtù.

 

È meglio cento volte essere il più bravo dei segretari comunali che il più asino dei senatori.

 

Le estasi umane, 1887


L'amore platonico è il sentimento che unisce un uomo e una donna, che pur desiderandosi, rinunziano volontariamente all'intreccio del corpi, maritando le anime. Fin dove arrivi quest'amore, fino a quando possa vivere, io non so.

 

Anche le anime come i corpi hanno un sesso, e nell'amor platonico stanno faccia a faccia e guardandosi eternamente si rimandano senza toccarsi, torrenti di luce e di calore. Due astri che girano nella stessa orbita, che non si toccan mai; che sorgono insieme con una stessa alba, che collo stesso tramonto svaniscono e sfumano nella grande voragine dell'infinito.

 

L'amore platonico deve essere puro da ogni voluttà terrena; è questa la sua grandezza, è questa l'acqua lustrale che lo battezza e lo santifica.

 

Quando due labbra si son toccate, ahimè, l'amor platonico è ferito e per lo più a morte. Le anime sole possono amarsi platonicamente e la materia è sempre dotata di gravità; fosse pure piuma d'ala, vello di cotone o massa di piombo.

 

La donna che adoriamo d'amore platonico non è più per noi Laura o Beatrice, ma è la donna, la donna unica e sola che per noi personifica tutte le bellezze, tutte le grazie, tutti gli incanti di Venere e di Eva.

 

L'amore abbraccia sempre qualche cosa, colle mani o colle braccia, colle labbra o col cuore; l'amore platonico non abbraccia, perchè l'infinito non si stringe; l'amore platonico, contempla, ammira, adora.

 

Se l'amore platonico per la sua alta idealità si avvicina ai rapimenti mistici dell'asceta, ha per
altri suoi caratteri le profonde sensualità dell'avarizia. L'avaro e l'amor platonico hanno questo di comune: possedere un tesoro che contemplano, che adorano, ma che non spendono.

 

La donna che non ha figli può esser madre nel cuore e nel pensiero, anzi lo è sempre. Essa ama i figli degli altri, ama gli infelici, ama i deboli, gli orfani, i derelitti; ama sempre qualcuno che possa chiamar creatura.

 

La donna senza maternità fisica o psichica, può essere femmina, può essere uomo; ma non è donna. La donna madre è la donna completa: la donna giovane, bella, ricca, invidiata da tutte le donne e desiderata da tutti gli uomini, regina del mondo e dei cuori, non è ne può essere felice se in lei non palpita la maternità.

 

Fisiologia dell'odio, 1889


La storia dell'umanità è scritta assai più col sangue e le lagrime, che colle carezze e i sorrisi. Per un bacio quante maledizioni, per un benefizio quanti delitti.

 

La vecchiaia è l'età più capace di rancori. Per la collera manca la forza, manca la rapidità della reazione, e al colpo non corrisponde la percossa.

 

Elogio della vecchiaia, 1893


Ai giovani la lotta, anche se fiera e tenace; ai vecchi l'indulgenza per gli uomini e per le cose. Ai giovani abbattere i nemici del bene e del vero; ai giovani combattere per il trionfo del progresso, della libertà, della giustizia. Ai vecchi medicare le ferite dei caduti, siano poi d'una parte o dell'altra. Ai giovani la fede, che apre gli orizzonti dell'avvenire; ai vecchi la carità che calma il dolore da qualunque parte venga, che medica i feriti e seppellisce i morti.

 

Fate vostra la felicità degli altri. Nella vostra compagna, nei vostri figli, nei vostri nipoti vi è tanta parte del vostro sangue, della vostra vita; e la loro gioia è e deve essere gioia vostra.

 

Il vino è il balsamo della vecchiaia. Lo hanno detto i proverbi di tutte le nazioni, lo hanno proclamato i medici d'ogni tempo e Galeno lasciò scritto: Sane vinum pueris est alienissimum, ita senibus aptissimum.

 

Il concetto femminile attraverso i tempi, 1893


Dove appare una bella donna, tutte le energie umane zampillano dalle loro fonti schierate in battaglia: tutto ciò che l'uomo ha di meglio e di peggio balza per portarle omaggio o per oltraggiarla con invidia.

 

L'arte di prender marito, 1894


L'uomo innamorato è d'oro, finchè non gli hanno detto di sì, diventa d'argento quando gli hanno detto di sì; diventa di rame, quando da pretendente è divenuto marito.

 

I mariti buoni sono quelli, che fanno felici le loro mogli, facendo felici sè stessi.

 

Quando in un matrimonio si invertiscono le parti e la donna è più forte dell'uomo, essa se ne serve come di uno strumento comodo e buono a tutto; ma in cuor suo lo compatisce e lo disprezza, e intanto cerca altrove l'uomo uomo, a cui possa dare il corpo e l'anima; del cui amore possa sentirsi fiera e superba.

 

Vi sono pur troppo donne, che hanno sposato uomini stupidi, perchè eran ricchi e portavano una corona irta di corna nello stemma di famiglia.

 

La donna deve essere fiera del marito suo, e della sua gloria; e del suo ingegno gode quanto lui e più che lui. Essa perdona la bruttezza, i capelli bianchi, perfino le infermità vergognose: non perdona mai l'imbecillità.

 

Se vi è una virilità del corpo, ve n'ha un'altra più alta e più vitale; quella dell'ingegno e dell'energia del carattere.

 

Lezioni di antropologia, 1870-1910


La donna pensa come ama, l'uomo ama come pensa.

 

L'arte di essere feliciL'arte di essere felici
Autore Paolo Mantegazza
Editore Colonnese, 2009

Essere felici dipende, forse in gran parte, dalla nostra capacità artistica di stare al mondo, di ricostruirlo volta per volta con la nostra creatività. Per alcuni la felicità rappresenta la mancanza della sofferenza, nelle visioni più pessimistiche e l'intervallo fra due dolori, per altri ancora è conoscere l'amore. In fondo non vi è luogo più bello di un piccolo giardino per passeggiare e l'immensità per fantasticare; ai nostri piedi ciò che si può coltivare e raccogliere, sopra di noi ciò che si può studiare e meditare.

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