Pëtr Kropotkin 

 

Pëtr Kropotkin

Mosca 1842 - Dmitrov 1921
Filosofo, geografo, zoologo e anarchico russo

Aforismario

 

La morale anarchica, 1890


La storia del pensiero umano ricorda le oscillazioni del pendolo, e queste oscillazioni durano già da secoli. Dopo un lungo periodo di sonno avviene un istante di risveglio. Allora il pensiero si libera dalle catene, con cui tutti gli interessati – governanti, magistrati, clero – l'avevano accuratamente avvinto, e le spezza.

 

Colui che viene governato, ingannato, sfruttato, prostituito, ferisce in primo luogo il nostro sentimento di uguaglianza. Ed è in nome di esso che non vogliamo più né prostitute, né sfruttati, né ingannati, né governati.

 

Ogni uomo di cuore chiederebbe di essere ucciso se mai diventasse vipera, e che gli venisse conficcato un pugnale nel cuore nel caso prendesse il posto di un tiranno detronizzato.

 

L'idea del bene e del male non ha nulla da spartire con la religione o con la coscienza misteriosa; è un bisogno naturale delle razze animali.

 

Dichiarandoci anarchici proclamiamo innanzitutto di rinunciare a trattare gli altri come non vorremmo essere trattati noi da loro; di non tollerare più la disuguaglianza che permetterebbe ad alcuni di esercitare la propria forza, astuzia o abilità in maniera odiosa.

 

L'uguaglianza in tutto – sinonimo di equità – è la stessa anarchia.

 

Perché la vita sia realmente feconda, deve esserlo contemporaneamente nell'intelligenza, nel sentimento e nella volontà. Per un istante di questa vita, l'unica degna di questo nome, molti darebbero interi anni di esistenza vegetativa. Senza di essa, si è vecchi prima del tempo, si è impotenti, si è come le piante che si disseccano senza essere mai fiorite.

 

Sii uno con le masse e, qualunque cosa ti accada nella vita, sentirai battere con te proprio i cuori che tu stimi, e battere contro di te quelli che disprezzi!

 

Non appena avrai scorto un'ingiustizia e l'avrai compresa – un'ingiustizia nella vita, una menzogna nella scienza, o una sofferenza imposta da altri – ribellati contro di essa! Lotta! Rendi la vita sempre più intensa! E così tu avrai vissuto, e poche ore di questa vita valgono molto di più di anni interi passati a vegetare.

 

Autorità e servilismo vanno sempre di pari passo.

 

Non chinarsi davanti a nessuna autorità, per quanto rispettata; non accettare nessun principio, finché non sia stabilito dalla ragione.

 

Soltanto quelli che sanno odiare sanno anche amare.

 

La conquista del pane, 1892


Coloro che svolgono attività intellettuali disprezzano il lavoro manuale, che viene davvero svolto in condizioni penose; ma una comunità che offre in abbondanza a tutti i suoi membri una educazione filosofica e scientifica, saprebbe come organizzare il lavoro manuale in maniera tale che sarebbe il vanto dell'umanità.

 

Milioni di esseri umani hanno lavorato per creare questa civiltà, della quale oggi andiamo gloriosi. Altri milioni, sparsi in tutti gli angoli del mondo, lavorano per mantenerla. Senza di essi, fra cinquanta anni non ne rimarrebbero che le rovine.

 

Si dicono delle belle cose sulla necessità di dividere ciò che si possiede con coloro che non hanno nulla. Ma chiunque si attenta di mettere in pratica questo principio è subito messo in guardia che tutti questi grandi sentimenti son buoni soltanto per i libri di poesie – non nella vita.

 

Tutto è di tutti poiché tutti ne hanno bisogno, poiché tutti hanno lavorato nella misura delle loro forze ed è materialmente impossibile di determinare la parte che spetta a ciascuno nell'attuale produzione delle ricchezze.

 

Tutto è di tutti! E purché l'uomo e la donna arrechino la loro quota di lavoro, hanno diritto alla loro quota di ciò che sarà prodotto da tutti. E questa quota loro concederà già l'agiatezza.

 

Finiamola con queste formule ambigue quali «il diritto al lavoro» o «a ciascuno il prodotto integrale del suo lavoro». Ciò che noi proclamiamo si è il diritto all'agiatezza – l'agiatezza per tutti.

 

Campi, fabbriche e officine, 1898


Il lavoratore, il cui compito è stato specializzato dalla permanente divisione del lavoro, ha perso l'interesse intellettuale nel suo lavoro; e questo avviene soprattutto nelle grandi industrie: egli ha perso le sue capacità creative.

 

Memorie di un rivoluzionario, 1899


L'"anno I della Libertà" non è mai durato più di un giorno, perché l'indomani stesso gli uomini tornano a cacciarsi sotto il giogo della Legge e dell'Autorità.

 

Le libertà non si concedono, si prendono.

 

La scienza non fa veri progressi se non quando una verità nuova trova un ambiente pronto ad accoglierla.

 

Un'armata di impiegati, veri ragni dalle dita adunche, che vedono l'universo solo attraverso le sudice invetriate dei loro uffici e non lo conoscono che a mezzo dei loro scartafacci e formulari assurdi - una banda nera, che non ha che una religione, quella dello scudo, - non ha che un pensiero, quello di appiccicarsi ad un partito qualunque, nero, violetto, bianco, purché garantisca un massimo di salario per un minimo di lavoro.

 

A ogni grande avvenimento storico corrisponde un'evoluzione della morale umana.

 

Il mutuo appoggio, 1902


La solidarietà è una legge della vita animale, non meno che la lotta reciproca.

 

L'individualismo sfrenato è prodotto moderno, non è una caratteristica dell'umanità primitiva.

 

Libri di Pëtr Kropotkin

La morale anarchicaLa morale anarchica
Traduttore U. Bedogni
Editore Nuovi Equilibri, 1999

Il testo di questo pamphlet è un accorato appello all'intelligenza razionale degli esseri umani e alla loro autenticità naturale, affinché si liberino dai pregiudizi, i condizionamenti e i divieti della morale ipocrita di ogni presunta autorità. Con metodo scientifico, partendo dalla osservazione della natura, attraverso una sintesi storica delle varie dottrine morali, Kropotkin deduce che l'unica morale accettabile è quella anarchica fondata sul libero equilibrio naturale, mai definitivo ma in continuo rinnovamento, tra le esigenze collettive e quelle sociali di ogni individuo.

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