Aforismario 

Publilio Siro

Antiochia - Roma I sec. a.e.c.
Scrittore e drammaturgo latino

Sentenze

Sententiae, I sec. a.e.c.

Aforismario

 

Aspettati dagli altri quello cha agli altri hai fatto.

 

Chi ama sa ciò che desidera, ma non capisce ciò che è saggio.

 

Essere innamorati e nello stesso tempo avere senno è concesso a malapena agli dèi.

 

Le ferite d'amore le sana solo chi le ha inferte.

 

Il saggio comanda il proprio cuore, lo stolto invece ne è schiavo.

 

Se hai un amico o solo uno che ne porta il nome, te lo chiarirà la sventura.

 

All'amore pone fine il tempo, non il cuore.

 

Quando ami non ragioni e quando ragioni non ami. 

 

È bella la morte quando pone fine a una brutta vita.

 

L'affettuosa intesa degli animi è la migliore parentela.

 

A tutti può succedere quello che può accadere a qualcuno.

 

Un bel viso è una tacita raccomandazione.

 

L'avaro non è buono nei confronti di nessuno, pessimo nei confronti di sé stesso.

 

Al povero mancano molte cose, all'avaro tutte.

 

Un buon rimedio alle offese è dimenticare. 

 

È meglio essere ignorante di una cosa piuttosto che apprenderla male.

 

Quando viene assolto un colpevole, è condannato il giudice.

 

La fortuna è volubile e ridomanda presto ciò che ha dato.

 

Le lacrime delle donne sono il condimento della loro malizia.

 

La buona occasione difficilmente si presenta e facilmente si perde.

 

Ha ciò che vuole chi sa volere solo ciò che è sufficiente.

 

Anche le spine sono gradite se tra esse si vede spuntare la rosa.

 

Quando si agisce cresce il coraggio, quando si rimanda cresce la paura.  

 

Lo stare zitto è la saggezza dello sciocco. 

 

Un pericolo non si vince mai senza pericolo.

 

La morte in sé non è una brutta cosa: brutta è la strada che porta alla morte.

 

Temere la morte è più doloroso di morire.

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