Quinto Orazio Flacco 

 

Quinto Orazio Flacco

Venosa 65 a.e.c. - Roma 8 a.e.c.
Poeta romano

Aforismario

 

Satire


Come mai nessuno, nessuno vive contento della sorte che sceglie o che il caso gli getta innanzi e loda chi segue strade diverse?

 

Che cosa vieta di dire la verità scherzando?

 

Chi s'accontenta del poco che ha bisogno, non attinge acqua torbida di fango e non perde la vita tra le onde.

 

C'è una giusta misura nelle cose, ci sono giusti confini al di qua e al di là dei quali non può sussistere la cosa giusta.

 

Buona parte della gente, accecata da false brame: "Niente è di troppo", dice, "perché quanto hai, tanto vali".

 

Solo di rado s'incontra chi dica d'essere vissuto felice e, pago del tempo trascorso, esca di vita come un convitato sazio.

 

Per evitare un difetto, gli stolti cadono nel difetto contrario.

 

Quante sono le teste al mondo, altrettanti sono gli interessi.

 

L'uomo o impazzisce o scrive versi.

 

Cancella spesso, se vuoi scrivere cose che siano degne d'essere lette.

 

Odi


Carmina, 23/13 a.e.c.

 

L'uomo giusto e saldo nel proposito suo non è mai turbato nei principi in cui crede dal furore popolare che impone il male, dalle minacce di un tiranno o dall'austro che travolge il mare in burrasca, dai fulmini che scaglia la mano di Giove: se in frantumi precipitasse il mondo, lo colpirebbe impavido la sciagura.

 

Mi spezzo, ma non mi piego.

 

Con la ricchezza crescono le preoccupazioni.

 

La forza senza intelligenza rovina sotto il suo stesso peso.

 

L'amore è cieco.

 

La brevità della vita ci vieta una lunga speranza.

 

Nei momenti difficili ricordati di conservare l'imperturbabilità, e in quelli favorevoli un cuore assennato che domini la gioia eccessiva.

 

La pallida morte batte ugualmente al tugurio del povero come al castello dei re.

 

Mentre parliamo il tempo, invidioso, sarà già fuggito. Godi il giorno, confidando meno che puoi nel domani.

 

Epistole


Epistulæ, 20 a.e.c.

 

Cominciare è già metà dell'opera.

 

Scaccia pure col forcale la tua indole, tornerà ugualmente.

 

Chi passa i mari muta il cielo, non l'anima.

 

Fai quattrini, onestamente, se puoi, e se no, come ti capita.

 

Pensa che ogni giorno può essere l'ultimo.

 

Chi teme l'insuccesso non si muove.

 

La collera è una breve follia.

 

Diventa affar tuo, quando la parete del vicino va a fuoco.

 

Un'inquietudine impotente ci tormenta, e andiamo per acque e terre inseguendo la felicità. Ma ciò che insegui è qui, se non ti manca la ragione.

 

Se stai bene di stomaco e di petto, se non sei tormentato dalla gotta, tutte le ricchezze del re non potrebbero aggiungere nulla alla tua felicità.

 

Arte poetica o Epistola ai Pisoni


Ars poetica o Epistula ad Pisones, 19/13 a.e.c.

 

La parola detta non torna indietro.

 

SatireSatire
Testo latino a fronte
Autore Quinto Orazio Flacco
Curatore U. Dotti
Editore Feltrinelli, 2006

Se non avete mai letto Orazio, la sbalorditiva modernità di Roma e della civiltà classica non vi è stata ancora rivelata per quanto merita. I suoi versi raccontano le opere e i pensieri di una febbrile e raffinata società metropolitana di duemila anni fa, smascherandone satiricamente le vanità, le goffaggini e i vizi.

 

Odi ed epodiOdi ed epodi
Canto secolare
Testo latino a fronte
Autore Quinto Flacco Orazio
Curatore U. Dotti
Editore Feltrinelli, 2010

Le Odi e gli Epodi oraziani sono opere indimenticabili che fanno ormai parte della cultura interiore occidentale. Fra l'invettiva tormentata degli Epodi, il tono solenne del Canto secolare e la celebrazione, nelle Odi, della vita tranquilla e del sereno godimento dell'oggi nell'ignoranza del domani, Orazio ha scolpito nei suoi versi un insegnamento poetico ancora attuale, come il suo celebre invito al carpe diem.

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