Richard Dawkins 

 

Richard Dawkins

Nairobi 1941
Biologo e divulgatore scientifico britannico  

Aforismario

 

Il gene egoista


The Selfish Gene, 1976

 

La biologia dovrebbe riuscire stimolante quanto una storia ricca di misteri, perché proprio questo è la biologia.

 

Se desiderate costruire una società in cui i singoli cooperino generosamente e senza egoismo al bene comune, dovete aspettarvi poco aiuto dalla natura biologica. Bisogna cercare di insegnare generosità e altruismo, perché siamo nati egoisti.

 

Una scimmia è una macchina che conserva geni sugli alberi, un pesce è una macchina che conserva geni nell'acqua; esiste perfino un piccolo verme che conserva geni nei sottobicchieri di birra tedesca. Misteriose sono le vie del DNA!

 

L'orologiaio cieco


The Blind Watchmaker, 1986

 

Il problema del fisico è il problema delle origini ultime e delle leggi naturali ultime. Il problema del biologo è invece il problema della complessità. Il biologo cerca di spiegare il funzionamento, e il venire all'esistenza, delle cose complesse nei termini di cose più semplici. Egli può considerare assolto il suo compito quando arriva a entità così semplici da poterle lasciare tranquillamente ai fisici.

 

La biologia è lo studio di cose complicate che danno l'impressione di essere state progettate in vista di un fine. La fisica è lo studio di cose semplici che non ci inducono nella tentazione di invocare un disegno deliberato.

 

La paleontologia è lo studio dei fossili. Essa è una branca molto importante della biologia, poiché i progenitori degli organismi viventi si sono estinti tutti molto tempo fa, e i fossili ci forniscono l'unica documentazione diretta di animali e piante di un lontano passato. Se vogliamo sapere quale aspetto avessero i nostri lontani progenitori, i fossili sono la nostra speranza principale.

 

Nel DNA di un singolo seme di giglio o di un singolo spermio di salamandra c'è abbastanza capacità di memoria per memorizzarvi 60 volte l'Encyclopaedia Britannica. Alcune specie di amebe, organismi definiti ingiustamente «primitivi», posseggono nel loro DNA una quantità di informazione mille volte maggiore di quella dell'Encyclopaedia Britannica.

 

Per quanto l'ateismo possa esser stato logicamente sostenibile prima di Darwin, soltanto Darwin creò la possibilità di adottare un punto di vista ateo con piena soddisfazione intellettuale.

 

Il fiume della vita


River Out of Eden, 1995

 

Questa barocca stravaganza che, su questo pianeta, chiamiamo vita.

 

Il desiderio di individuare uno scopo in ogni dove è naturale in un animale che vive circondato da macchine, da opere d'arte, da strumenti e da manufatti aventi una precisa destinazione; un animale, per di più, i cui pensieri sono costantemente dominati dai propri obiettivi personali. Un'automobile, un apriscatole, un cacciavite o un forcone giustificano tutti la domanda: "A che cosa serve?". È probabile che i nostri predecessori pagani si siano posti il medesimo interrogativo sul tuono, sulle eclissi, sulle rocce e sui corsi d'acqua.

 

Il DNA non sa nulla e non si cura di nulla. Il DNA, semplicemente, è. E noi danziamo alla sua musica.

 

Se vi è un solo Creatore che ha fatto la tigre e l'agnello, il ghepardo e la gazzella, qual è il Suo gioco? È un sadico che si diverte ad assistere a spettacoli cruenti? Cerca di scongiurare la sovrappopolazione tra i mammiferi africani? Oppure ha interesse a mantenere alta l'audience dei documentari naturalistici di David Attenborough? Tutte queste supposizioni sono funzioni di utilità del tutto plausibili. All'atto pratico, ovviamente, sono del tutto false.

 

L'illusione di Dio


The God Delusion, 2006

 

L’ateismo è un’aspirazione non soltanto realistica, ma anche nobile e coraggiosa.

 

Non bisogna scusarsi di essere atei. Bisogna, al contrario, andarne fieri, a testa alta, perché "ateismo" significa quasi sempre sana indipendenza di giudizio e, anzi, mente sana tout court. Molti in cuor loro sanno di essere atei, ma non osano ammetterlo con la famiglia e a volte nemmeno con se stessi, anche perché il termine "ateo" è stato sempre caricato di connotazioni negative e inquietanti.

 

Gli atei devono rendersi conto di questa anomalia: le opinioni religiose sono le uniche opinioni dei genitori che, per consenso pressoché universale, si possano automaticamente riversare sui bambini, i quali sono troppo piccoli per comprenderne il significato. Non esiste il bambino cristiano; esiste solo il figlio di genitori cristiani. Cercate di ficcarvelo in testa.

 

La puerilità che Isaac Asimov rilevava nelle pseudoscienze si può attribuire anche alla religione: "Se si analizza qualsiasi pseudoscienza, si trova sempre una coperta con cui scaldarsi, un pollice da succhiare, una gonna cui attaccarsi".

 

La sostanza della fede religiosa, nonché la sua forza e la sua principale gloria, è disdegnare le giustificazioni razionali. A noi non credenti si chiede di sostenere con buone argomentazioni i nostri pregiudizi, ma provate a chiedere a un credente di giustificare la sua fede e sarete subito accusati di violare la "libertà religiosa".

 

Il Dio dell'Antico Testamento è forse il personaggio più sgradevole di tutta la letteratura: geloso e fiero di esserlo, è un castigamatti, meschino, iniquo e spietato; sanguinario istigatore della pulizia etnica; un bullo misogino, omofobo, razzista, infanticida, genocida, figlicida, pestilenziale, megalomane, sadomasochista e maligno secondo il suo capriccio. Quelli di noi che si sono familiarizzati con i suoi metodi fin dall'infanzia hanno finito per non accorgersi più di quanto siano orrendi.

 

L'illusione di Dio. Le ragioni per non credereL'illusione di Dio

Le ragioni per non credere

Autore Richard Dawkins

Traduttore L. Serra
Editore Mondadori, 2008

 

Richard Dawkins è uno dei più famosi scienziati di oggi e uno dei più strenui difensori della teoria darwiniana della selezione naturale. La tesi di questo suo nuovo libro, che ha suscitato un enorme clamore nel mondo anglosassone e ha generato un dibattito accesissimo, è molto semplice: Dio non esiste e la fede in un essere superiore è illogica, sbagliata e potenzialmente mortale, come millenni di guerre di religione e la recente minaccia globale del terrorismo fondamentalista islamico dimostrano ampiamente. Agli occhi di Dawkins, ogni religione condivide lo stesso errore fondamentale, vale a dire l'illusoria credenza nell'esistenza di Dio, e, con essa, la pericolosa sicurezza di conoscere una verità indiscutibile perché sacra.

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