Samuel Beckett 

 

Samuel Beckett

Dublino 1906 - Parigi 1989
Scrittore, drammaturgo e poeta irlandese

Aforismario

 

Murphy


Murphy, 1938  

 

Il sole splende, non ha alternativa, niente di nuovo.  

 

Le donne sono straordinarie con la loro mania di far dormire gli altri nel modo in cui loro gli rifanno il letto.  

 

Malone Muore


Malone meur - Malone Dies, 1951

 

Niente è più reale del niente.

 

Le idee si assomigliano in modo incredibile, quando si conoscono.

 

Conosco quelle piccole frasi che hanno l'aria di niente e che, una volta consentite, vi possono appestare tutta una lingua.

 

Molloy


Molloy, 1951

 

In me ci son sempre stati due pagliacci, oltre agli altri, quello che chiede soltanto di starsene dov'è e quello che s'immagina che più lontano si stia un po' meno peggio.

 

Com'è difficile parlare della luna! È così scema la luna. Dev'essere proprio il culo quello che ci fa sempre vedere.

 

È al mattino che bisogna nascondersi. La gente si sveglia, fresca ed efficiente, assetata d'ordine, di bellezza e di giustizia, ed esige la contropartita.

 

Non voler dire, non sapere ciò che si vuol dire, non poter dire ciò che si crede di voler dire, e dire sempre, o quasi, ecco cosa è importante non perdere di vista, nell'ardore della stesura.

 

La speranza è la disposizione infernale per eccellenza, contrariamente a ciò che si è potuto credere fino ad oggi.

 

A forza di chiamare questa cosa la mia vita finirò per crederci. È il principio della pubblicità.

 

La vita, si direbbe, è fatta di recidive e anche la morte dev'essere una specie di recidiva.

 

Aspettando Godot


En attendant Godot - Waiting for Godot, 1952

 

Si nasce tutti pazzi. Alcuni lo restano.

 

Ecco gli uomini! Se la prendono con la scarpa quando la colpa è del piede.

 

Troviamo sempre qualcosa, vero, per darci l'impressione di esistere? 

 

Non succede niente, nessuno viene, nessuno va, è terribile.

 

Non diciamo male della nostra epoca, non è più disgraziata delle altre. Non ne diciamo neanche bene. Non ne parliamo. È vero che la popolazione è aumentata...  

 

L'abitudine è una grande sordina.

 

La lacrime del mondo sono immutabili. Non appena qualcuno si mette a piangere, un altro, chi sa dove, smette.

 

Finale di partita


Fin de partie - Endgame, 1957

 

Quel bastardo! Non esiste!

 

Non c'è niente di più comico dell'infelicità.

 

Peggio tutta


Worstward Ho, 1984

 

Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Fallisci ancora. Fallisci meglio.

 

Aspettando Godot Aspettando Godot
Autore Samuel Beckett
Traduttore Carlo Fruttero
Editore Einaudi, 1970

Non c'è da meravigliarsi che, uscendo dal teatro, la gente si chieda cosa diavolo ha visto. In casi come questo si finisce sempre per attribuire all'autore un preciso disegno simbolico, e si rigira il testo pezzo per pezzo, battuta per battuta, cercando di ricostruire il puzzle. Stabilire se Godot è Dio, la Felicità, o altro, ha poca importanza; vedere se in Vladimiro ed Estragone la piccola borghesia che se ne lava le mani, mentre Pozzo, il capitalista, sfrutta bestialmente Lucky, il proletariato, è perfettamente legittimo, ma altrettanto legittima è la "chiave" cristiana, per cui tutto, dall'albero che si trova sulla scena, e che dovrebbe rappresentare la Croce, alla barba bianca di Godot, si può spiegare Vangelo alla mano.

Seguo questo corso di sabbia

My way is in the sand flowing, 1948

 

seguo questo corso di sabbia che scorre
tra i ciottoli e la duna
la pioggia d'estate piove sulla mia vita
su me la mia vita che mi sfugge mi insegue
e finirà il giorno del suo inizio

caro istante ti vedo
in questa tenda di bruma che indietreggia
dove non dovrò più calpestare quelle lunghe soglie mobili
e vivrò il tempo di una porta
che si apre e si richiude

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