Sandro Pertini  

 

Sandro Pertini

San Giovanni di Stella 1896 - Roma 1990
Politico, giornalista e partigiano italiano
VII Presidente della Repubblica Italiana, 1978-1985

Aforismario

 

Intervista con Oriana Fallaci


L'Europeo, 1973

 

Non esiste una moralità pubblica e una moralità privata. La moralità è una sola, perbacco, e vale per tutte le manifestazioni della vita. E chi approfitta della politica per guadagnare poltrone o prebende non è un politico. È un affarista, un disonesto.

 

Chi cammina talvolta cade. Solo chi sta seduto non cade mai.

 

Un uomo di fede non può sfuggire ai sacrifici e deve pagar di persona. Altrimenti non è un uomo di fede.

 

Un uomo è un uomo quando vince il dolore e non tradisce la propria idea.

 

Non bisogna aver paura di piangere. Non bisogna frenare le lacrime quando vogliono uscire. Un uomo deve saper piangere.

 

Non può esserci libertà senza giustizia sociale e non può esserci giustizia sociale senza libertà.

 

Perché la libertà sia una conquista solida, bisogna che abbia un contenuto sociale. Bisogna che affondi le sue radici in seno alla classe lavoratrice. Bisogna che effettui le riforme, che annulli le sperequazioni.

 

Cultura significa anzitutto creare una coscienza civile, fare in modo che chi studia sia consapevole della dignità. L’uomo di cultura deve reagire a tutto ciò che è offesa alla sua dignità, alla sua coscienza. Altrimenti la cultura non serve a nulla.

 

La TV rovina gli uomini politici: meno ci si fa vedere e meglio è.

 

Messaggio di fine anno agli Italiani, 1978


Io sono orgoglioso di essere cittadino italiano, ma mi sento anche cittadino del mondo, sicché quando un uomo in un angolo della terra lotta per la sua libertà ed è perseguitato perché vuole restare un uomo libero, io sono al suo fianco con tutta la mia solidarietà di cittadino del mondo.

 

I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo.

 

Non armate la vostra mano. Armate il vostro animo. Non armate la vostra mano, giovani, non ricorrete alla violenza, perché la violenza fa risorgere dal fondo dell'animo dell'uomo gli istinti primordiali, fa prevalere la bestia sull'uomo ed anche quando si usa in istato di legittima difesa essa lascia sempre l'amaro in bocca.

 

Se non volete, che la vostra vita scorra monotona, grigia e vuota, fate che essa sia illuminata dalla luce di una grande e nobile idea.

 

Messaggio di fine anno agli Italiani, 1979


Dietro ogni articolo della Carta Costituzionale stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza. Quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi.

 

La corruzione è una nemica della Repubblica. E i corrotti devono essere colpiti senza nessuna attenuante, senza nessuna pietà. E dare la solidarietà, per ragioni di amicizia o di partito, significa diventare complici di questi corrotti.

 

Giovani, se voi volete vivere la vostra vita degnamente, fieramente, nella buona e nella cattiva sorte, fate che la vostra vita sia illuminata dalla luce di una nobile idea.

 

Le dittature si presentano apparentemente più ordinate, nessun clamore si leva da esse. Ma è l'ordine delle galere e il silenzio dei cimiteri.

 

Alla più perfetta delle dittature preferirò sempre la più imperfetta delle democrazie.

 

Se i popoli della terra, coralmente, potessero esprimersi, al di sopra di ogni differenza ideologica, politica, di ogni razza, al di sopra di ogni credo, e di ogni differenza di credo religioso, tutti i popoli della terra si pronuncerebbero per la pace contro la guerra.

 

Si svuotino gli arsenali, si colmino i granai.

 

Messaggio di fine anno agli Italiani, 1980


Bisogna fare in modo che ogni italiano trovi in Italia un posto di lavoro.

 

Il popolo italiano non si considera superiore ad altri popoli, ma non è neppure inferiore agli altri popoli.

 

Bisogna essere degni del popolo italiano. Non è degno del popolo italiano colui che compie atti di disonestà. I corrotti ed i disonesti sono indegni di appartenere al popolo italiano, e devono essere colpiti senza alcuna considerazione.

 

Si esalti la vita e si cerchi di condannare invece tutto ciò che può causare la morte dell'umanità.

 

Messaggio di fine anno agli Italiani, 1981


Vi è un proverbio che si usa dire: che la moglie di Cesare non deve essere sospettata. Ma prima di tutto è Cesare che non deve essere sospettato.

 

Io credo nel popolo italiano. È un popolo generoso, laborioso, non chiede che lavoro, una casa e di poter curare la salute dei suoi cari. Non chiede quindi il paradiso in terra. Chiede quello che dovrebbe avere ogni popolo.

 

Messaggio di fine anno agli Italiani, 1982


Il problema del Mezzogiorno non può essere considerato soltanto un problema di quelle regioni: deve essere considerato un problema nazionale se lo si vuole risolvere.

 

Cercate anche di darvi una fede politica, respingete però quelle idee politiche che non presuppongono il concetto di libertà, altrimenti andreste verso la vostra rovina.

 

Messaggio di fine anno agli Italiani, 1983


Bisogna che il governo si adoperi per trovare sorgenti di lavoro, per fare in modo che tutti gli italiani abbiano una occupazione. Questo è quello che deve fare il governo, questo è quello che deve fare il parlamento.

 

Il popolo siciliano è un popolo forte, generoso, intelligente. Il popolo siciliano è il figlio di almeno tre civiltà: la civiltà greca, la civiltà araba e la civiltà spagnola. E' ricco di intelligenza questo popolo. Quindi non deve essere confuso con questa minoranza che è la mafia. E' un bubbone che si è creato su un corpo sano.

 

Se vi sono delle nazioni in cui i diritti civili ed umani sono conculcati, sono annullati, non vi è che un provvedimento da prendere contro queste nazioni: l'espulsione dall' ONU.

 

Messaggio di fine anno agli Italiani, 1984


I miliardi che si spendono oggi per costruire ordigni di guerra, che se domani fossero usati sarebbe la fine dell’umanità, si usino per combattere la fame nel mondo.

 

Discorso di insediamento, 1978


Si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai, sorgente di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame.

 

Se a me, socialista da sempre, offrissero la più radicale delle riforme sociali a prezzo della libertà, io la rifiuterei, perché la libertà non può mai essere barattata.

 

Bisogna che la Repubblica sia giusta e incorrotta, forte e umana: forte con tutti i colpevoli, umana con i deboli e i diseredati.

 

Discorsi e interviste


Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero.

 

La libertà senza la giustizia sociale non è che una conquista fragile, che si risolve per molti nella libertà di morire di fame.

 

Il modo migliore di pensare ai morti è pensare ai vivi.

 

Discorsi parlamentari 1945-1976Discorsi parlamentari 1945-1976
Con DVD
Autore Sandro Pertini
Curatore M. Arnofi
Editore Laterza, 2006

Nel quindicesimo anniversario della morte di Sandro Pertini, la Fondazione della Camera dei Deputati rende testimonianza e onora la sua attività in Parlamento, prima come semplice deputato e poi in veste di autorevole Presidente dell'Assemblea dal 1968 al 1976. Molto è stato scritto e detto su Pertini, come politico e come Presidente della Repubblica, ma poco è noto e pubblicato sulla sua attività in Parlamento e su quel senso delle istituzioni che lo avrebbero portato a ricoprire la maggiore carica istituzionale del paese.

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