Simone Weil 

 

Simone Weil

Parigi 1909 - Ashford 1943
Filosofa francese

Aforismario

 

Riflessioni sulle cause della libertà e dell'oppressione sociale


Réflexions sur les causes de la liberté et de l'oppression sociale, 1934

 

La parola rivoluzione è una parola per la quale si uccide, per la quale si muore, per la quale si mandano a morte le masse, ma che non ha alcun contenuto.

 

La prima radice


L'enracinement, 1943

 

La storia non è altro che una compilazione delle deposizioni fatte dagli assassini circa le loro vittime e se stessi.

 

La superstizione moderna del progresso è un sottoprodotto della menzogna con la quale si è trasformato il cristianesimo in religione romana ufficiale.

 

La conoscenza sovrannaturale


La connaissance surnaturelle, 1942-1943 (postumo, 1950)

 

La gioia è la nostra fuga dal tempo.

 

Lezioni di filosofia


Leçons de philosophie, 1933-1934 (postumo, 1959)

 

Tutte le tragedie che si possono immaginare si riassumono in una sola e unica tragedia: il trascorrere del tempo.

 

Si può, volendo, riportare l'intera arte del vivere a un buon uso del linguaggio.

 

Pensieri senza ordine sull'amore di Dio


Pensées sans ordre concernant l'amour de Dieu, 1940-1943 (postumo, 1962)

 

Prima di tutto Dio è amore.

 

Se l'anima cessa di amare precipita giù qui sulla terra in uno stato quasi equivalente all'inferno.

 

Gli amanti e gli amici desiderano due cose: di amarsi al punto di entrare l'uno nell'altro e diventare un solo essere e di amarsi al punto che la loro unione non ne soffra, quand'anche fossero divisi dalla metà del globo terrestre.

 

Tutti i nostri desideri impossibili sono il segno del nostro destino e diventano buoni per noi proprio nel momento in cui non speriamo più di realizzarli.

 

Finché un essere umano non è stato conquistato da Dio, non può avere fede, ma solo una semplice credenza.

 

L'infelicità rende Dio assente agli occhi degli uomini per un certo tempo, più assente di un morto, più assente della luce in una prigione oscura.

 

L'ombra e la grazia


La pesanteur et la grace, 1940-1942 (postumo, 1948)

 

Due forze regnano sull'universo: luce e pesantezza.

 

Fra gli esseri umani, si riconosce pienamente l'esistenza soltanto di coloro che amiamo.

 

Chi prende la spada, morirà di spada. Ma chi l'abbandona morirà sulla croce.

 

Dobbiamo attraversare – e Dio prima di noi, per venire fino a noi, perché egli viene per primo – lo spessore infinito del tempo e dello spazio. Nei rapporti fra Dio e l'uomo, l'amore è il più grande possibile. È grande come la distanza che dev'esser superata.

 

Due concezioni dell'inferno. Quella comune (sofferenza senza consolazione); la mia (falsa beatitudine, credersi per errore in paradiso).

 

Essere nulla per essere al proprio vero posto nel tutto.

 

Il male è l'illimitato, ma non è l'infinito.

 

In modo generale, non desiderare la sparizione di nessuna delle proprie miserie, bensì la grazia che le trasfiguri.

 

La grandezza suprema del cristianesimo viene dal fatto che esso non cerca un rimedio sovrannaturale contro la sofferenza bensì un impiego sovrannaturale della sofferenza.

 

Nel nostro essere, Dio è lacerato. Siamo la crocifissione di Dio.

 

L'uomo vorrebbe essere egoista e non può. È questo il carattere più impressionante della sua miseria e l'origine della sua grandezza.

 

Se non ci fosse, a questo mondo, l'infelicità, ci potremmo credere in paradiso.

 

Solo compiendolo si ha l'esperienza del bene.

 

Si ha l'esperienza del male solo vietandoci di compierlo; o, se lo si è compiuto, pentendosene.

 

Tutti i peccati sono tentativi per colmare dei vuoti.

 

Non è forse la massima sventura, quando si lotta contro Dio, quella di non essere vinti?

 

Attesa di DioAttesa di Dio
Autore Simone Weil
Curatore M. C. Sala
Editore Adelphi, 2008

"Simone Weil ha convertito molti non cattolici, ha deconvertito molti cattolici": è sufficiente questa affermazione di un noto teologo per testimoniare quale rivoluzionario valore abbia assunto, nel Novecento, un pensiero che si dipana in una piccola costellazione di "libri duri e puri come diamanti, dal lento ritmo incantatorio, dal francese sublime" (secondo le parole di Costina Campo). Una costellazione al centro della quale si colloca "Attesa di Dio".

 

L'ombra e la graziaL'ombra e la grazia
Autore Simone Weil
Traduttore F. Fortini
Editore Bompiani, 2002

"L'ombra e la grazia" è una raccolta di pensieri, aforismi, sentenze e meditazioni che Simone Weill definì "investigazioni spirituali". Il libro nasce come scelta dalle pagine del "diario intimo" che l'autrice tenne tra il 1940 e il 1942. Vive, in ogni suo pensiero, un profondo "senso universale" illuminato da una luce che trae origine dall'eternità, dall'assoluto, dalla certezza che soltanto l'amore sovrannaturale sia libero, lecito e naturale.

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