Stendhal 

 

Stendhal

(Marie-Henri Beyle)
Grenoble 1783 - Parigi 1842
Scrittore francese

Aforismario

 

Roma, Napoli e Firenze 


Rome, Naples et Florence, 1817-1826

 

La vera patria è quella in cui incontriamo più persone che ci somigliano. 

 

Sull'amore


De l'amour, 1822

 

L'amore è come la febbre; nasce e si spegne senza che la volontà vi abbia la minima parte.

 

La bellezza non è che una promessa di felicità.

 

Una donna saggia non cede mai per appuntamento. Dovrebbe essere sempre una felicità imprevista.

 

Le donne, le si adula a venti anni, le si abbandona a quaranta.

 

La più grande felicità che l'amore possa dare, è stringere per la prima volta la mano di una donna che si ama.

 

La differenza dell'infedeltà nei due sessi è così reale che una donna appassionata può perdonare un'infedeltà, ciò che è impossibile a un uomo.

 

Niente i mediocri odiano più della superiorità dell'ingegno: questa ai giorni nostri è la vera sorgente dell'odio.

 

La musica, quando è perfetta, mette il cuore esattamente nella stessa situazione in cui si trova quando gode della presenza dell'oggetto amato; cioè essa dà evidentemente la felicità più viva che esista su questa terra. Se questo succedesse per tutti gli uomini, niente al mondo predisporrebbe di più all'amore.

 

L'abitudine alla musica e alla fantasticheria che essa suscita predispone all'amore. Un'aria tenera e triste, purché non sia troppo drammatica, e l'immaginazione non sia obbligata a raffigurarsi l'azione, eccitando puramente al sogno d'amore, è deliziosa per le anime tenere e infelici.

 

Il puritanismo è una sorta di avarizia, la peggiore di tutte.

 

Una delle bizzarrie più divertenti nel mondo, è che gli uomini credono sempre di sapere ciò che è loro necessario sapere. Guardateli parlare di politica, questa scienza così complicata; guardateli parlare di matrimonio e di costumi.

 

Un segno che l'amore è appena nato è che tutti i piaceri e tutte le pene che possono dare tutte le altre passioni e tutti gli altri bisogni dell'uomo cessano all'istante di avere incidenza su di lui.

 

Niente è interessante quanto la passione, perché tutto lì è imprevisto, e colui che agisce è anche quello che subisce. Niente è piatto quanto l'amore-gusto dove tutto è calcolo come in tutti gli affari prosaici della vita.

 

La passione non è cieca, è visionaria.

 

L'amore è un fiore delizioso, ma bisogna avere il coraggio di andare a coglierlo sui bordi di un precipizio spaventoso.

 

Il vero amore rende il pensiero della morte familiare, facile, senza terrori: un semplice termine di paragone, il prezzo che si pagherebbe per tante cose.

 

Armance


Armance, ou Quelques scènes d'un Salon de Paris, 1827 

 

Non ci consoliamo dei dolori, ce ne distraiamo.

 

Passeggiate romane


Promenades dans Rome, 1829 

 

Nulla rende lo spirito angusto e geloso come l'abitudine di fare una collezione.

 

Ci si annoia talvolta a Roma il secondo mese di soggiorno, ma giammai il sesto, e, se si resta sino al dodicesimo, si è afferrati dall'idea di stabilirvisi.

 

Il rosso e il nero


Le Rouge et le Noir, 1830 

 

L'aria malinconica non è di buon gusto; ci vuole l'aria annoiata. Se siete malinconico, è segno che qualcosa vi manca, che non siete riuscito in qualche cosa. È un segno manifesto d'inferiorità. Invece se siete annoiato, è inferiore ciò che ha cercato vanamente di piacervi.

 

Le persone che il mondo onora non sono che delle canaglie che hanno avuto la fortuna di non essere colte in flagrante.  

 

La peggiore disgrazia in prigione, è di non poter chiudere la propria porta. 

 

La duchessa di Palliano


La Duchesse de Palliano, in Chroniques italiennes, 1836-1839 

 

Le parole sono sempre una forza che si cerca fuori di sé.

 

Memorie di un turista


Mémoires d'un touriste, 1838 

 

Onestà. La sola virtù che rimanga alla gente da poco.

 

La certosa di Parma


La Chartreuse de Parme,  1839 

 

L'amore coglie sfumature invisibili a un occhio indifferente e ne trae conseguenze infinite.

 

Una donna di quarant'anni non conta più se non per quelli che l'hanno amata da giovane.

 

Un individuo anche mezzo scemo, ma che sia accorto, sempre prudente, assapora spesso il piacere di avere la meglio sugli uomini di immaginazione.

 

L'amante pensa più spesso a giungere presso la sua diletta che non il marito a custodire la moglie; il prigioniero pensa più spesso a fuggire che non il carceriere a chiudere la porta; quali che siano dunque gli ostacoli, l'amante e il prigioniero debbono riuscire.  

 

Vita di Henry Brulard


Vie de Henry Brulard, 1835-1836 (postumo, 1890)

 

Chiamo carattere di un uomo la sua maniera abituale di andare alla ricerca della felicità. 

 

Ricordi d'egotismo


Souvenirs d'égotisme, 1832 (postumo e incompiuto, 1892)

 

Si può conoscere tutto, eccetto sé stessi. 

 

Commenti su alcune opere teatrali di Molière 


Commentaires sur quelques pièces de Molière, 1897 (postumo) 

 

Gli uomini si capiscono solo nella misura in cui sono animati dalle stesse passioni.

 

Libri di Stendhal

Il rosso e il neroIl rosso e il nero
Autore Stendhal
Curatore M. Lavagetto
Editore Garzanti Libri, 2008

"Il punto di partenza è offerto da un fatto di cronaca: tra il 28 e il 31 dicembre 1827 "La Gazette des Tribunaux" pubblica, in quattro puntate, il resoconto del processo ad Antoine Berthet, un ex seminarista che nella chiesa di Brangues, piccola città dell'Isère, aveva sparato, durante una funzione religiosa, a M.me Michould de la Tour, madre dei ragazzi di cui era stato, per qualche tempo, istitutore. La condanna a morte fu eseguita a Grenoble il 23 febbraio 1828. Più tardi Stendhal dichiarerà con spavalda civetteria, di non aver inventato proprio nulla. In realtà - anche se la cronaca giudiziaria gli fornisce uno spunto più significativo di quanto non si riconosca abitualmente - Stendhal ha inventato "tutto".

 

Dell'amoreDell'amore
Traduttore Maddalena Bertelà
Editore Garzanti Libri, 2007

Un amore intenso e disperato, ma respinto, ispirò a Stendhal quest'opera. "Dell'amore" è infatti il frutto, la reazione a quell'esperienza dolorosa. Che cos'è dunque questo "amore", si chiede Stendhal, che può tormentare, trasformare, travolgere? Può l'uomo, così spesso schiacciato dalla malattia d'amore, richiamare quest'ultimo a un interrogatorio che ne metta a nudo l'essere e le forme, l'agire e le leggi? Un saggio che rivela tutta la passionalità e la sensibilità di un grande autore attraverso l'incanto di una prosa cristallina.

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