Susan Sontag 

 

Susan Sontag

New York 1933 - 2004
Scrittrice statunitense

Aforismario

 

Diari e taccuini


Reborn: Journals and Notebooks, 1947/63 (postumo)

 

Scrivere. È corruttore scrivere con l'intento di moralizzare, di elevare i principi morali degli altri.

 

Fa male allora amare. È come accettare di farsi scorticare sapendo che in qualunque momento l'altra persona può andarsene via con la tua pelle.

 

La paura di invecchiare viene nel momento in cui si riconosce di non vivere la vita che si desidera. Equivale alla sensazione di abusare del presente.

 

Arte = un modo per entrare in contatto con la propria follia.

 

Un testo appena dattiloscritto, nel momento stesso in cui è finito, comincia a puzzare. È un corpo morto - deve essere seppellito - imbalsamato, a caratteri di stampa. Corro a impostare il dattiloscritto, non appena è finito, anche se sono le quattro del mattino.

 

Il crimine più grande: giudicare.

 

Il difetto più grande: la mancanza di generosità.

 

Non si impara con l'esperienza − perché la sostanza delle cose cambia continuamente

 

Le uniche persone che dovrebbero interessarsi all'arte (o alle varie arti) sono quelle che la praticano - o lo hanno fatto- o aspirano a farlo. L'idea di un "pubblico" è completamente sbagliata. Il pubblico di un artista è fatto dai suoi pari.

 

La vita ideale: fare solo cose indispensabili.

 

Sulla fotografia


On Photography, 1977

 

La fotografia è un'arte elegiaca, un'arte crepuscolare. Quasi tutti i suoi soggetti, per il solo fatto di essere fotografati, sono tinti di pathos.

 

Fotografare significa appropriarsi della cosa che si fotografa. Significa stabile con il mondo una relaziona particolare che dà una sensazione di conoscenza, e quindi di potere.

 

La nostra è un'epoca nostalgica e i fotografi sono promotori attivi della nostalgia.

 

Il pittore costruisce, il fotografo rivela.

 

Una fotografia è insieme una pseudopresenza e l'indicazione di un'assenza.

 

Fare una fotografia significa partecipare della mortalità di un'altra persona (o di un'altra cosa) ed è proprio isolando un determinato movimento che tutte le fotografie attestano l’inesorabile azione dissolvente del tempo.

 

Il carattere contingente delle fotografie conferma che tutto è caduco.

 

Non è del tutto sbagliato dire che non esistono brutte fotografie, ma solo foto meno interessanti, meno rivelanti, meno misteriose.

 

Tra la difesa della fotografia come mezzo superiore per esprimere se stessi e l'elogio della fotografia come modo superiore di porre se stessi al servizio della realtà, c'è meno differenza di quanto non paia. Hanno in comune il presupposto che la fotografia offra un sistema unico di rivelazioni: che ci mostri la realtà come non l'avevamo mai vista.

 

Sulla fotografiaSulla fotografia
Realtà e immagine nella nostra società
Autore Susan Sontag

Traduttore E. Capriolo
Editore Einaudi, 2004

Di fronte al moltiplicarsi della fotografia, all'onnipresenza dell'immagine e all'incalzare dei messaggi che reclamano tutti con massima urgenza la nostra attenzione, non manca chi si è posto a riflettere sui problemi che tutto ciò solleva, sugli shock e le abitudini che derivano da queste frequentazioni. I saggi che a questo tema ha dedicato la Sontag occupano un posto particolare, perché tutti i motivi, le suggestioni, i problemi e le relazioni, vengono non solo ripensati e riproposti, ma anche verificati allargando il discorso all'intera situazione culturale e politica, individuando una rete di significati nell'evoluzione della fotografia che gettano luce nuova e diversa sul fenomeno e consentono una ricapitolazione stimolante ed esaustiva.

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