Tenzin Gyatso 

 

Tenzin Gyatso

Taktser 1935
Monaco buddhista tibetano e XIV Dalai Lama

Aforismario

 

I valori della vita


Conferenze al WembleyAuditorium di Londra, 1993

 

Povero è colui che soffre perché non possiede ciò che desidera e ne sente la mancanza.

 

L'obiettivo di ogni rapporto sessuale deve essere la procreazione; la ricerca del piacere passa quindi in secondo piano, lasciando spazio alla responsabilità e all'impegno.

 

Come esseri umani dobbiamo seguire la nostra natura, ma come esseri civili non dobbiamo considerare il sesso unicamente come un mezzo per appagare temporaneamente un desiderio. Sesso significa anche responsabilità e matrimonio.

 

Il vero nirvana è uno stato mentale e i fattori che conducono ad esso sono anch'essi funzioni della mente.

 

Chi possiede grandi ricchezze è spesso sommerso dalle preoccupazioni e non desidera altro che aumentare ulteriormente il proprio patrimonio, divenendo così schiavo del denaro. Denaro che, sebbene sia utile e necessario, non è fonte di felicità.

 

Per sconfiggere la forza di emozioni negative, quali rabbia e odio, uno dei metodi più efficaci è quello di coltivare emozioni a loro opposte, e cioè amore e compassione.

 

La mia felicità dipende dalla felicità altrui.

 

Più deciso è il nostro atteggiamento altruistico, più coraggiosi diventiamo. Maggiore è il nostro coraggio e minore è il potere che lo scoraggiamento e la perdita di ogni speranza hanno su di noi.

 

La compassione, l'amore e il perdono sono sentimenti fondamentali per tutte le religioni, indipendentemente dalle diverse tradizioni e filosofie. Sebbene esistano differenze basilari fra le diverse fedi, ogni religione vuole trasmettere lo stesso messaggio: sii altruista.

 

L'umanità si distingue per atteggiamenti mentali così diversi che una sola religione, per quanto profonda possa essere, non può soddisfare ogni uomo.

 

L'arte della felicità


The Art of Happiness, 1998

 

Perseguire la felicità è lo scopo stesso della vita: è evidente. Che crediamo o no in una religione, che crediamo o no in questa o quella religione, tutti noi, nella vita, cerchiamo qualcosa di meglio.

 

Maggiore sarà la nostra calma mentale, la nostra tranquillità d'animo, maggiore risulterà la nostra capacità di condurre un'esistenza felice e gioiosa.

 

Se ci manca quella disciplina interiore che produce la tranquillità mentale, i mezzi o le condizioni esterni, quali che essi siano, non ci daranno mai la sensazione di gioia e felicità che desideriamo. Se invece possediamo quella qualità interiore che è la tranquillità d'animo, la stabilità interna, pur in assenza di molti dei mezzi esterni che di norma tendiamo a considerare necessari alla felicità, ci sarà sempre possibile vivere una vita lieta e gioiosa.

 

Le emozioni negative non nocciono solo al singolo individuo, ma anche alla società nel suo complesso e al futuro del mondo intero. Se comprenderemo questo, ci rafforzeremo nella volontà di affrontare e superare simili sentimenti.

 

Il modo migliore di utilizzare l'intelligenza e la conoscenza è mutare l'interno di noi stessi per maturare la bontà d'animo.

 

In tutte le creature vi è il seme della perfezione. È tuttavia necessaria la compassione per rendere fecondo quel seme intrinseco al nostro cuore e alla nostra mente.

 

Solo una vita nella quale vi sia sufficiente interazione con gli altri ci permette di raggiungere la felicità.

 

È più ragionevole spendere le proprie energie per concentrarsi sulla soluzione che per preoccuparsi del problema. Se poi non esiste via d'uscita, se non vi è né possibilità né modo di trovare un rimedio, non ha senso preoccuparsi, perché in ogni caso non c'è sbocco.

 

Si possono seguire le attività religiose esteriori pur coltivando nel cuore sentimenti molto negativi. La vera spiritualità, invece, deve dare come risultato la calma, la felicità, la serenità interiori.

 

La via della tranquillità


The Path to Tranquillity, 1998

 

Se si temono dolori o sofferenze, sarà necessario capire se si può fare qualcosa al riguardo. Se esiste un rimedio, non c’è bisogno di preoccuparsi; se non esiste, anche in questo caso non c’è bisogno di preoccuparsi.

 

Nutrire la consapevolezza interiore, l’introspezione e il ragionamento è più efficace che meditare e pregare.

 

La sofferenza accresce la forza interiore; il desiderio di soffrire fa scomparire la sofferenza.

 

Se vuoi cambiare il mondo, prova prima a migliorare e a trasformare te stesso.

 

Il nemico comune di tutte le discipline religiose, il bersaglio di tutti i precetti morali fissato dai grandi maestri dell’umanità è l’egoismo della mente. Questo solo causa ignoranza, collera e passione, che sono alla radice di tutti i problemi del mondo.

 

Se tu dovessi analizzare tutti i tuoi sogni, non rimarrebbe più tempo per sognare.

 

È necessario aiutare gli altri non solo nelle nostre preghiere, ma anche nella nostra vita quotidiana. Se scopriamo di non poter aiutare gli altri, il minimo che possiamo fare è smettere di nuocere loro.

 

I consigli del cuore


Conseils du coeur, 2001

 

Se dentro di noi non siamo mai soddisfatti e vogliamo sempre di più, non saremo felici, ci mancherà perennemente qualcosa.

 

Una società in cui coesistono lo sviluppo materiale e il progresso dello spirito è una società che può veramente essere felice.

 

L’unico vantaggio di essere ricchi è che si possono aiutare meglio gli altri.

 

Tutti parlano di pace, ma non si può realizzare la pace all’esterno se si coltivano nel proprio animo la collera o l’odio.

 

Se vogliamo costruire la pace nel mondo, costruiamola in primo luogo dentro ciascuno di noi.

 

La pace nel mondo può passare soltanto attraverso la pace dello spirito, e la pace dello spirito solo attraverso la presa di coscienza che tutti gli esseri umani sono come membri della stessa famiglia, nonostante la differenza di fedi, di ideologie, di sistemi politici ed economici.

 

Il mondo è fatto di cose buone e cattive e ciò che noi recepiamo come realtà è in larga misura un parto del nostro spirito.

 

Cedendo alla collera non facciamo necessariamente un torto al nostro nemico, ma in compenso danneggiamo senz’altro noi stessi.

 

Senza essere benevoli con se stessi non si può esserlo con gli altri. Per provare amore, tenerezza verso gli altri, per desiderare che siano felici e che non soffrano, dobbiamo innanzitutto nutrire tali sentimenti verso noi stessi.

 

Per comportarsi con umanità non è necessario avere una fede religiosa, è sufficiente essere uomini!

 

L'arte della felicitàL'arte della felicità
Autore Tenzin Gyatso (Dalai Lama);  C. Cutler Howard
Traduttore L. Serra
Editore Mondadori, 2009

Che cosa occorre per essere felici? Il denaro? Il successo? L'amore? La stima degli altri? È un interrogativo che da sempre l'uomo si pone senza sapersi dare una risposta. Il Dalai Lama, rivolgendosi a tutti, indipendentemente dalle condizioni o dalle storie personali, dalla religione o dalla cultura, ci spiega come per raggiungere la felicità siano necessari una disciplina e un metodo interiori che ci aiutino a combattere gli stati mentali negativi (la rabbia, l'odio, l'avidità) e a coltivare gli stati mentali positivi (la gentilezza, la generosità, la tolleranza verso gli altri). L'arte della felicità non attinge quindi a credenze religiose o verità assolute, ma è la conquista e l'esercizio di una pratica quotidiana, difficile ma possibile: conoscere se stessi, capire le ragioni degli altri, aprirsi al diverso e guardare le cose in modo nuovo.

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