Thomas Gordon 

 

Thomas Gordon

1918-2002
Psicologo statunitense

Genitori efficaci

Parent Effectiveness Training, 1970

Aforismario

 

Quando si diventa genitori, accade un fatto strano e malaugurato. Si comincia ad assumere un ruolo, a recitare una parte, dimenticando di essere una persona. Una volta entrati nel sacro regno del ruolo genitoriale, si pensa di dover indossare la tonaca di genitore. In buona fede si assumono certi comportamenti perché si crede che i genitori debbano comportarsi così.

 

Alcune persone – diventate genitori – sentono di dover essere sempre all'altezza della situazione, di dover sempre amare i figli, di dover essere sempre tolleranti senza condizioni, di dover mettere da parte i propri bisogni e sacrificarsi per i figli, di dover essere giusti in ogni circostanza, e soprattutto di non dover ripetere gli errori dei propri genitori.

 

Un genitore efficace è quello che si concede di essere una persona, una persona autentica. I figli apprezzano molto queste qualità di schiettezza e di umanità nei propri genitori.

 

I genitori sono persone, non dèi. Non sono tenuti a esprimere un' accettazione incondizionata o comunque coerente. E neppure dovrebbero fingere di averla quando non c'è.

 

Sebbene i ragazzi preferiscano essere accettati, sono comunque in grado di gestire costruttivamente la disapprovazione dei genitori, quando questi inviano messaggi chiari e onesti che corrispondono a sentimenti autentici.

 

L'accettazione è come il terreno fertile che permette a un seme minuscolo di trasformarsi nel bel fiore che può diventare.

 

Il conflitto non è necessariamente un male; va, invece, considerato come realtà di qualsiasi rapporto. Infatti, un rapporto apparentemente privo di conflitti potrebbe risultare più malsano di un altro con conflitti frequenti.

 

Il  conflitto è estremamente più salutare per i figli di quanto i genitori pensino se espresso apertamente e accettato come fenomeno naturale. Nelle famiglie in cui ciò avviene il figlio ha almeno l'opportunità di vivere il conflitto, di imparare a gestirlo e di essere più preparato ad affrontarlo negli anni a venire.

 

Se i conflitti familiari vengono visti come preparazione necessaria per poter affrontare i conflitti in cui il figlio dovrà inevitabilmente imbattersi fuori casa, potrebbero addirittura risultare benefici per lui a condizione che essi vengano superati in modo costruttivo.

 

È questo il punto critico in ogni rapporto: come viene risolto il conflitto, non la quantità di conflitti che insorgono.

 

I genitori hanno continuato a usare il potere attraverso gli anni perché hanno avuto ben poca, se non addirittura nessuna, opportunità nella propria vita di conoscere persone che, per influenzare gli altri, usavano metodi non fondati sul potere.

 

La maggior parte delle persone, dall'infanzia in poi, è stata controllata attraverso il potere esercitato da genitori, docenti, presidi, allenatori, insegnanti di catechismo, zii, zie, nonni, guide scout, rettori universitari, ufficiali militari e capiufficio. I genitori, pertanto, persistono nell'uso del potere per mancanza di esperienza e conoscenza di altri metodi di risoluzione dei conflitti nelle relazioni umane.

 

Come è facile per i genitori dimenticare la propria esperienza di figli! Come è facile dimenticare che a volte i figli sanno meglio dei genitori se hanno sonno o fame; che conoscono meglio dei genitori: le qualità dei propri amici, le proprie aspirazioni e obiettivi, come sono trattati dai propri insegnanti, gli stimoli e le esigenze del proprio corpo, chi amano e chi non amano, a cosa attribuiscono molto o nessun valore.

Genitori efficaciGenitori efficaci

Educare figli responsabili
Autore Thomas Gordon
Traduttore V. Poli
Editore La Meridiana, 1994

Una ben sperimentata proposta di metodo affinché, attraverso le pratiche educative del rispetto, dell’ascolto e della collaborazione, anche quello della famiglia diventi un creativo spazio di democrazia.

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