Thomas More  

Thomas More

(Tommaso Moro)

Londra 1478 - Londra 1535
Umanista, scrittore e politico inglese

Preghiera della torre

Prayer of Thomas More in the Tower of London, 1534

Aforismario

 

Meditazione scritta da Sir Thomas More, Cavaliere, prigioniero nella Torre di Londra, nell’anno del Signore 1534.

Concedimi, o Signore, la grazia di disprezzare le cose del mondo.
Di rivolgere solo a Te i miei pensieri.
Di non dipendere dal frastuono delle bocche degli uomini.
Di essere contento della solitudine.
Di non desiderare compagnie terrene.
Di sottrarmi poco a poco al mondo, così che la mia mente possa liberarsi della sua concitazione.
Di non desiderare di ascoltare frivolezze.
Che le fantasie del mondo possano suonare sgradite al mio orecchio.
Di pensare a Dio con letizia.
Di invocarne l'aiuto misericordioso.
Di abbandonarmi al conforto di Dio.
Di amarlo incessantemente.
Di riconoscere la mia viltà e la mia miseria.
Di umiliarmi, arrendevole, alla potente mano di Dio.
Di pentirmi dei peccati commessi, sì da sopportare paziente le avversità per la loro remissione.
Di sopportare qui il mio Purgatorio.
Di gioire nelle tribolazioni.
Di attraversare gli angusti sentieri che conducono alla vita.
Di portare la croce con Cristo.
Di ricordare le cose supreme.
Di avere sempre davanti agli occhi la mia morte, che mi è sempre vicina.
Di non ritenere la morte a me estranea.
Di meditare sempre sulle fiamme eterne dell'Inferno
Di invocare il perdono di Dio prima che venga emessa la sentenza.
Di avere sempre in mente la passione che Cristo patì per me.
Di essergli incessantemente grato dei suoi benefici.
Di riscattare il tempo perduto.
Di astenermi dalle vane ciance.
Di rifuggire dai divertimenti sciocchi.
Di astenermi dagli svaghi inutili.
Di considerare nulle le perdite delle sostanze, degli amici, della libertà, di tutto, per la vittoria di Cristo.
Di considerare i miei più accaniti nemici come i miei migliori amici.
Perché i fratelli di Giuseppe non avrebbero potuto mai fargli bene maggiore, con il loro amore ed il loro affetto, di quello che gli fecero con il loro odio e la loro malizia.

Queste meditazioni dovrebbero essere ritenute più preziose di tutti i tesori di tutti i principi e re cristiani e pagani, ammucchiati l'uno sull'altro. Amen

 

Traduzione di Vincenzo Pepe (Osanna Edizioni, 2000)

Preghiere e lettere dalla torrePreghiere e lettere dalla torre
Autore Tommaso Moro

Curatore Vincenzo Pepe
Editore Osanna Edizioni, 2000

Vergate “col carbone” nella solitudine di una cella, dove Tommaso Moro consumò, prima di salire sul patibolo, l’ultimo tratto di una esistenza luminosa e straordinaria, queste Lettere – insieme alle Preghiere – sono fra le più alte testimonianze della possibile nobiltà e forza dello spirito umano per la tensione morale che comunicano e la qualità umana che in esse si esprime.

Vedi anche:

Preghiera della serenità di Niebuhr

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