William Burroughs 

 

William Burroughs

St. Louis 1914 - Lawrence 1997
Scrittore e saggista statunitense

Aforismario

 

La scimmia sulla schiena


Junkie, 1953

 

Si scivola nel vizio degli stupefacenti perché non si hanno forti moventi in alcun'altra direzione. La droga trionfa per difetto.

 

Chi non è mai stato dedito al vizio degli stupefacenti, non può farsi un'idea chiara di quel che significa sentire il bisogno della droga con la particolare intensità del tossicomane.

 

Non si decide di diventare tossicomani. Un mattino ci si desta in preda al “malessere” e lo si è.

 

Quando si smette di crescere, si incomincia a morire.

 

La droga non è, come l'alcool o come la marijuana, un mezzo per intensificare il godimento della vita. La droga non è euforia. È un modo di vivere.

 

Man mano che il vizio prende piede, le altre cose alle quali si interessava l'intossicato si svuotano d'ogni importanza. La vita si riduce alla droga; una dose, e già si guarda con ansia a quella successiva, ai “nascondigli” e alle “ricette”, agli “aghi” e alle “pompette contagocce”.

 

Il tossicomane, il più delle volte, crede di condurre un'esistenza normale e pensa che la droga sia un fatto incidentale. Non si rende conto che, pur svolgendo le sue attività estranee alla droga, sta scivolando lungo la china. Solo quando gli viene tagliata la fonte dei rifornimenti capisce quale importanza abbia la droga per lui.

 

L'intossicato misura il tempo con la droga. Quando viene privato della droga, l'orologio si scarica e si ferma. Egli non può fare altro che rassegnarsi e aspettare che ricominci a scorrere il tempo senza droga. L'intossicato in preda al malessere della mancanza di droga, non ha scampo dal tempo esteriore, non ha luogo in cui rifugiarsi. Può soltanto aspettare.

 

Se la droga scomparisse dal mondo, rimarrebbero ancora intossicati in piedi nei paraggi di un quartiere della droga, a sentirne la mancanza in modo vago e persistente, un pallido spettro del malessere.

 

La droga prende tutto e non dà nulla.

 

La droga è un'inoculazione di morte che mantiene l'organismo in uno stato di emergenza.

 

Quando rinunci alla droga, rinunci a un sistema di vita.

 

Euforia significa vedere le cose sotto una prospettiva tutta particolare. Euforia significa liberazione momentanea dalle imposizioni della carne che invecchia, della carne prudente, esasperante, spaventata.

 

Pasto nudo


Naked Lunch, 1959

 

Uno stato poliziesco "efficiente" non ha bisogno di polizia.

 

Il controllo non può mai essere un mezzo per ottenere alcun fine pratico... Non può essere altro che un mezzo per ottenere un controllo maggiore.

 

La droga è una strada a senso unico. Divieto di invertire la marcia. Non puoi più tornare indietro.

 

Il tossicomane può passare otto ore ad osservare un muro. Ha coscienza di ciò che lo circonda, ma l'ambiente è per lui privo di caratteristiche emotive e di conseguenza anche di interesse.

 

La noia, che indica sempre una tensione non scaricata, non disturba mai il tossicomane. Egli può fissarsi le scarpe per otto ore, e viene indotto all'azione quando si capovolge la clessidra della droga.

 

La tossicomania per una droga fumata è difficile da interrompere quanto quella prodotta da endovenose. Il concetto che un'abitudine prodotta da iniezioni sia particolarmente nociva deriva da un'irrazionale paura dell'ago.

 

Gli effetti negativi della marijuana sono stati grossolanamente esagerati. La nostra droga nazionale è l'alcool. Ed abbiamo la tendenza a considerare con particolare orrore l'uso di qualsiasi altra droga voluttuaria.

 

La scimmia sulla schienaLa scimmia sulla schiena
Autore William Burroughs
Traduttore B. Oddera
Editore BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 1998

William Burroughs, capostipite della beat generation, si differenzia dagli altri scrittori dediti agli stupefacenti per la fredda, impassibile obiettività scientifica con cui descrive e sperimenta su se stesso gli effetti delle varie droghe, dalla morfina allo yagè, che favorisce i fenomeni telepatici. La scimmia sulla schiena riflette queste esperienze con un linguaggio di crudele precisione e colloca il suo autore, anarchico e "immoralista", nel grande filone di denuncia e di protesta.

 

Pasto nudoPasto nudo
Autore William Burroughs
Traduttore F. Cavagnoli
Editore Adelphi, 2006

Nel romanzo, scritto in anni in cui questi temi e queste realtà venivano generalmente schivati, Burroughs offre il racconto allucinato dell'inferno di un tossico. Lacerato tra la necessità impellente della "roba" e il richiamo molesto della carne, braccato da polizia e spacciatori, Lee, il suo Doppio, trascorre le giornate in sordidi luoghi pervasi dai miasmi del corpo e dalle fobie della mente.

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